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L’Oman, ufficialmente Sultanato dell’Oman, è un Paese arabo del Medio Oriente nel sud-est della penisola arabica: confina con gli Emirati Arabi Uniti a nord-ovest, con l’Arabia Saudita a ovest e con lo Yemen a sud-ovest, e si affaccia sul Mar Arabico a sud e a est e sul golfo dell’Oman a nord, che lo separa dall’Iran e dal Pakistan.
Dal diciassettesimo secolo l’Oman è stato una talassocrazia e ha costruito un impero, in competizione con Portogallo e Regno Unito per il controllo del Golfo Persico e dell’Oceano Indiano: nel diciannovesimo secolo, periodo del massimo splendore, l’influenza politico-economica di questo impero arrivò in Iran, in Pakistan e, a sud, a Zanzibar.
L’Oman è una monarchia assoluta governata dal sultano Haitham, al potere dal 2020, ma il suo parlamento ha alcuni poteri legislativi e di controllo.
Nel novembre 2010 il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, su 135 paesi considerati, ha classificato l’Oman come lo Stato che ha avuto il maggior sviluppo socio-economico negli ultimi quarant’anni; il sultanato è considerato uno dei più sviluppati e stabili tra i Paesi arabi.
Sintesi · Fonte: Oman (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
All’Oman appartengono anche le exclavi di Madha e Musandam, che confinano con gli Emirati Arabi Uniti: la seconda è bagnata dallo stretto di Hormuz e dal golfo dell’Oman.
La penisola di Musandam, situata in una posizione strategica sullo Stretto di Hormuz, è separata dal resto del paese da un tratto di costa appartenente agli Emirati Arabi Uniti.
Un’altra exclave all’interno del territorio degli Emirati è Madha, che si estende per 75 km² ed è situata a metà strada fra la penisola del Musandam e l’Oman propriamente detto.
All’interno di Madha si trova inoltre un’enclave degli Emirati, nota come Nahwa, formata da un piccolo centro con una quarantina di case: questi confini, così complessi, vennero definitivamente stabiliti solo nel 1969.
Sintesi · Fonte: Oman (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima è tropicale arido: nel periodo estivo, da maggio a settembre, è caldo torrido nelle zone più interne, dove la temperatura massima media dei deserti supera i 45 gradi, e tende all’afoso man mano che ci si avvicina alla costa, per via dell’accentuata evaporazione dell’acqua marina e dell’assenza di piogge.
A Mascate si contemplano temperature massime medie tra i 35 e i 40 gradi, ma la percezione può superare i 60 °C nel corso di alcuni periodi; l’inverno è invece molto mite, perché il paese è latitudinalmente quasi interamente compreso nella fascia tropicale propria.
Le precipitazioni atmosferiche sono molto scarse, anche sotto i 100 mm medi annui nella parte meridionale e poco superiori in quella settentrionale, dove comunque difficilmente superano i 300 mm; il periodo fortemente consigliato per visitare il paese va da metà ottobre alla prima settimana di marzo.
Sintesi · Fonte: Oman (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
governatorato di al-Dakhiliyya · governatorato di al-Zahira · Al Batinah North Governorate · Al Batinah South Governorate · governatorato di al-Buraymi · governatorato di al-Wusta · Ash Sharqiyah North Governorate · Ash Sharqiyah South Governorate · Dhofar · governatorato di Mascate · Governatorato di Musandam
Stato attuale dal 1970
Antichità
Nella lingua dei Sumeri l’Oman si chiamava Magan ed era noto per esportare rame.
524 a.C.
L’Oman compare tra le province soggette ai Persiani nelle iscrizioni di Dario I con il nome di Makā.
I secolo a.C.
Gli Arabi arrivarono in ondate diverse, per stanziarsi inizialmente soprattutto nelle zone interne del paese; secondo la tradizione araba i Banu Azd, come altre tribù, arrivarono a seguito del crollo della diga di Maʾrib.
627–632
Con l’espansione dell’Islam l’Oman venne sottratto al controllo persiano, entrando a far parte del Califfato degli Omayyadi.
700 circa
Molti oppositori degli Omayyadi si rifugiarono in Oman: fra questi si distinsero in primo luogo coloro che appartenevano alla corrente dell’Islam detta ibadita.
751
Con il crollo della dinastia omayyade fu fondato un imamato che, con alterne vicende, durò fino alla metà del ventesimo secolo.
XI secolo
Fu scritto il Kitāb al-ansāb di al-ʿAwtabī, prima visione di insieme della storia omanita dal periodo preislamico a quello omayyade; nello stesso periodo si imposero le scuole di pensiero di Nizwa e di Rustaq.
1508
I Portoghesi rasero al suolo Qalhat e conquistarono Mascate, il principale porto del Paese, facendone la capitale.
1616
I Portoghesi espansero il loro potere conquistando Sohar.
1625
Nāsir bin Murshid divenne Imam delle regioni interne dell’Oman: durante il dominio della sua dinastia il Paese visse una fase di pace, sviluppo ed espansione.
1650
Dopo una lunga guerra i Portoghesi furono costretti ad abbandonare definitivamente Mascate.
1698
L’Oman s’impadronì dell’isola africana di Zanzibar e di una rilevante porzione della costa orientale africana.
1737–1738
I Persiani approfittarono della richiesta di aiuto giunta loro dall’Imam Sayf bin Sultan per conquistare l’Oman, riuscendo a impadronirsi del governo.
1749
Ahmad bin Sa’id Al Bu Sa’id, governatore di Sohar, cacciò i Persiani e fu eletto Imam: è il capostipite della dinastia che governa ancora oggi l’Oman.
1775–1776
Il Sultano intervenne a fianco degli Ottomani per la conquista di Bassora.
1856
Alla morte di Sultan bin Ahmad scoppiò un conflitto fra i figli per la successione, che determinò la costituzione del Sultanato dell’Oman e del Sultanato di Zanzibar.
1861
Il rappresentante del Governo britannico assunse il titolo di Sultano, mentre l’Oman andava perdendo il controllo sui possedimenti orientali.
1864
I Wahhabiti cercarono di espandere il proprio dominio verso la costa orientale dell’Arabia, ponendosi in contrasto con il sultano Thuwayni bin Sa’id e con la Gran Bretagna.
1866
Lo scontro si concluse con un accordo fra il re ʿAbd Allāh bin Faysal della dinastia saudita e il Sultano dell’Oman, fatto sotto l’egida del rappresentante britannico.
1891
Il Sultano Faysal bin Turki firmò con la Gran Bretagna un accordo di collaborazione che stabiliva un trattamento di favore per il commercio, la tassazione e la navigazione; fu rinnovato nel 1939 e nel 1951.
1940
Il 18 novembre nacque il sultano Qabus, e a quella data è dedicata la ricorrenza nazionale del Paese.
1954
L’Imam Ghālib, che ancora governava le regioni interne con capitale Nizwa, entrò in contrasto con il Sultano Saʾīd bin Taymūr, il cui esercito riuscì a prendere il controllo di gran parte dell’interno.
1957
Ṭālib, fratello del vecchio Imam, riprese a combattere facendo delle montagne del Jabal Akhḍar la sua roccaforte.
1959
Sa’id bin Taymūr, chiesto aiuto alla Gran Bretagna, mise definitivamente fine al potere degli Imam.
1960–1965
La questione della presenza britannica nel Paese fu presa in esame a più riprese dall’ONU, che impose alla Gran Bretagna di sospendere qualsiasi interferenza nella vita politica e commerciale in nome del principio di autodeterminazione dei popoli.
1964
Il petrolio fu scoperto nel sultanato e la sua estrazione è cominciata tre anni dopo.
1969
In quell’anno vennero definitivamente stabiliti i complessi confini delle exclavi di Madha e Musandam.
1970
Il 24 luglio Sa’id bin Taymur, che aveva condotto una politica isolazionista e fortemente reazionaria, fu deposto dal figlio Qābūs con un golpe di palazzo incruento; nello stesso anno il Paese assunse il nome di Sultanato dell’Oman.
1971
Il Paese cessò di essere parte dell’impero britannico come protettorato.
1986
Fu istituita la Sultan Qaboos University, che prende il nome dal sultano omanita.
1996
Il Sultano emanò un decreto con cui si stabilivano norme precise per regolare la successione reale, dotando l’Oman di un’Assemblea bicamerale con limitati poteri legislativi.
1998
Dal crollo del prezzo del petrolio di quell’anno l’Oman ha elaborato robusti piani per la diversificazione dell’economia.
2001
Le forze armate statunitensi si servirono di alcune basi in Oman per le operazioni in Afghanistan.
2003
Si tennero le prime elezioni per la Camera bassa dell’assemblea; il censimento registrò 2 340 815 abitanti.
2009
Dal 1º gennaio è in vigore un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti, che ha eliminato le barriere doganali su tutti i prodotti di consumo e industriali; nello stesso anno la nazionale di calcio vinse la Coppa delle nazioni del Golfo.
2010
Nel novembre il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo ha classificato l’Oman come lo Stato che ha avuto il maggior sviluppo socio-economico negli ultimi quarant’anni; il censimento registrò 2 773 479 abitanti.
2015
Il velocista Barakat Al-Harthi vinse la medaglia d’oro ai Giochi mondiali militari disputatisi in Corea del Sud.
2018
Nel giugno, nella città costiera di Quriyat, la temperatura non è mai scesa sotto i 42,6 °C nell’arco di 24 ore: molto probabilmente la più alta temperatura minima mai constatata sulla Terra.
2019
La scrittrice Jokha al-Harthi si aggiudicò l’International Booker Prize con il romanzo Corpi celesti.
2020
L’11 gennaio morì il sultano Qābūs e al suo posto salì al trono il cugino Haitham bin Tariq Al Said; nello stesso anno l’Oman ha raggiunto i 350 Gigawattore di potenza installata da energie rinnovabili.
2023
Il 9 gennaio venne lanciato il primo satellite dell’Oman; l’11 novembre il lancio del satellite AMAN-1 raggiunse l’orbita terrestre, ma un guasto ne impedì la messa in orbita.
2024
L’11 novembre venne lanciato con pieno successo il satellite IRSS-1/OL-1.
Sintesi · Fonte: Oman (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In base al censimento del 2010 la popolazione totale del paese è di 2 773 479 abitanti, di cui 1 957 336 omaniti e il resto provenienti dall’estero; il precedente censimento del 2003 aveva riportato la ben minore cifra di 2 340 815 abitanti.
I lavoratori stranieri superano quota 600 000 e provengono soprattutto da Pakistan, Bangladesh, Egitto, India e Filippine; gli omaniti invece sono arabi, anche se molti di loro hanno lontane origini dell’Africa Orientale e del Beluchistan.
Circa il 50% degli abitanti vive a Mascate e nella regione di al-Batinah, mentre l’altra principale concentrazione demografica è la regione di Dhofar, con 200 000 abitanti; l’exclave della penisola di Musandam ha una popolazione di circa 30 000 unità.
La popolazione dell’Oman è molto giovane: il 43% ha meno di 15 anni.
Sintesi · Fonte: Oman (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua ufficiale è l’arabo.
Vi sono alcune minoranze che parlano altre lingue originarie: nel Dhofar si parlano alcune lingue sudarabiche, come il Mahri, che appartengono a un ramo delle lingue semitiche diverso da quello dell’arabo.
Il balochi è diffusamente parlato; molto ampia è anche la conoscenza dell’inglese, al punto che insegne e indicazioni stradali sono riprodotti sia in arabo sia in inglese.
Sintesi · Fonte: Oman (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il governo omanita non stila statistiche sull’appartenenza religiosa dei suoi abitanti, ma la religione maggiormente professata è l’Islam, i cui fedeli costituiscono all’incirca il 75% della popolazione: i musulmani sono per lo più ibaditi, fatta eccezione per le regioni costiere, dove si trova una comunità sunnita piuttosto consistente.
L’Oman è l’unico paese del mondo in cui gli ibaditi sono la maggioranza, e i seguaci di questo particolare ramo della religione islamica sono presenti solo qui e in poche regioni dell’Africa settentrionale.
Le confessioni non islamiche presenti nel paese sono molto varie, fra cui induismo, giainismo, buddismo, zoroastrismo, sikh, bahá’í e cristianesimo: sono professate in pratica soltanto da una parte degli immigrati, e nell’area metropolitana della capitale ci sono comunità cristiane di oltre 50 confessioni diverse.
La Legge Fondamentale dichiara l’islam religione di Stato e la sharia principale fonte della legislazione nazionale, ma al suo interno è anche affermata la libertà di religione, unitamente al divieto di discriminazioni su base confessionale.
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L’articolo 11 della Legge Fondamentale stabilisce che l’economia nazionale è basata sulla giustizia e sui principi dell’economia di mercato; negli ultimi anni l’economia omanita ha continuato a mostrare tassi di crescita annua notevoli, il 5% nel solo 2012, ma il prodotto interno lordo pro capite resta tra i più bassi della Penisola arabica.
Il petrolio fu scoperto nel sultanato nel 1964 e la sua estrazione è cominciata tre anni dopo: le riserve totali ammontano a circa 5 miliardi e mezzo di barili, le ventiquattresime a livello mondiale. Quasi l’intero settore petrolifero e del gas è gestito dalla Petroleum Development Oman, società controllata per il 60% dal governo.
L’agricoltura, diffusa in particolar modo nel Dhofar, nella zona di Nizwa e nella regione di al-Batina, si basa fin da tempi immemorabili su un sistema di canalizzazioni, i falaj, la cui gestione è stata per secoli regolamentata giuridicamente: oggi si producono datteri, cereali e verdure, ma meno dell’1% del territorio nazionale è coltivato. Insieme all’agricoltura, l’altro tradizionale pilastro del settore primario è la pesca.
Fin dal crollo del prezzo del petrolio nel 1998 l’Oman ha elaborato robusti piani per la diversificazione dell’economia e sta ponendo maggiormente l’accento su altri settori, come il turismo; il piano Vision 2030 mira a raggiungere la produzione di 30 gigawatt di energia da idrogeno verde entro il 2030, con un investimento di 45 miliardi di dollari. La valuta nazionale è il Riyal.
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Capo dello Stato e del Governo è il sultano: dal 2020 la carica è ricoperta da Haitham bin Tariq Al Said, salito al trono l’11 gennaio di quell’anno dopo la morte del sultano Qabus, che aveva governato il Paese dal 1970.
Il sultano è anche primo ministro, presiede o dirige l’azione del Consiglio dei ministri e nomina i vice primi ministri, i ministri e le principali cariche dello Stato.
Nel 1996 il sultano Qabus emanò un decreto con cui si stabilivano norme precise per regolare la successione reale, dotando inoltre l’Oman di un’Assemblea bicamerale con limitati poteri legislativi, introducendo la figura del Primo Ministro e portando a una prima concessione di diritti civili agli abitanti.
Tradizionalmente il sultanato è vicino a Regno Unito e Stati Uniti d’America, ma ha sempre conservato la sua sovranità e mantiene oggi una politica estera indipendente.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

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Castello e fortezza

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Il territorio è dominato dal deserto: la temperatura massima media delle zone interne supera i 45 gradi e le precipitazioni annue restano ovunque molto scarse.
L’agricoltura è possibile solo grazie ai falaj, il sistema di canalizzazioni che da tempi immemorabili distribuisce l’acqua nel Dhofar, nella zona di Nizwa e nella regione di al-Batina.
Il Dhofar fa eccezione al paesaggio arido del Paese: durante il mese di agosto vi si trovano un clima fresco e una vegetazione rigogliosa che è possibile incontrare quasi soltanto in questa regione.
Nel giugno del 2018 in Oman si è registrato un caldo record: nell’arco di 24 ore, nella città costiera di Quriyat, la temperatura non è mai scesa sotto i 42,6 °C, molto probabilmente la più alta temperatura minima mai constatata sulla Terra.
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La cucina omanita è caratterizzata da uno stile semplice e presenta come elemento culinario importante il riso.
La tavola attinge a quel poco che il territorio produce: datteri, cereali e verdure, coltivati grazie al sistema di canalizzazioni dei falaj, mentre la pesca è l’altro pilastro tradizionale del settore primario.
Poiché meno dell’1% del territorio nazionale è coltivato, è probabile che l’Oman rimarrà un forte importatore di generi alimentari.
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Originario, oltre che di altri paesi, anche dell’Oman è il Janbiya, una sorta di coltello-pugnale: appare anche nell’emblema del Paese.
La ricorrenza nazionale cade il 18 novembre, giorno del compleanno del sultano Qabus, nato nel 1940.
Un evento popolare è il Khareef Festival, che si tiene a Salalah, nel Governatorato di Dhofar, a 1100 km dalla capitale Mascate, durante il mese di agosto.
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L’al-Ayyala comprende poesie, cantate e danze.
Tra le cantanti omanite si può ricordare Lamya.
Lamya è interprete di brani di genere soul, elettronica e world.
Sintesi · Fonte: Oman (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ben poco sappiamo della letteratura dei primi secoli dopo l’egira, probabilmente anche a causa di incendi che nel tempo hanno distrutto diverse importanti biblioteche, come quella di Rustaq. Vari sono invece i poeti che hanno cantato in versi episodi e personaggi della storia omanita, secondo quanto era in uso nella poesia araba fin dal periodo preislamico.
Nel nono secolo si svilupparono in Oman alcune scuole di pensiero legate alla corrente islamica degli ibaditi, in cui si studiavano la giurisprudenza, la teologia, l’esegesi coranica e la lingua araba letteraria: le prime videro la luce a Sohar e a Izki, poi a Bahla, e a partire dall’undicesimo secolo si imposero quelle di Nizwa e di Rustaq.
La prima visione di insieme della storia omanita giunta fino a noi è il Kitāb al-ansāb di al-ʿAwtabī, scritto nell’undicesimo secolo; più tardi al-Sālimī scrisse la Tuḥfat al-aʿyān, divenuta la principale opera di riferimento per gli storici moderni.
Tra gli attuali poeti omaniti più affermati si ricorda Saif al-Rahbi, mentre la scrittrice Jokha al-Harthi, con il romanzo Corpi celesti, ambientato in Oman e tradotto in oltre 20 lingue, si è aggiudicata l’International Booker Prize nel 2019.
Sintesi · Fonte: Oman (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La nazionale di calcio dell’Oman è stata due volte vincitrice della Coppa delle nazioni del Golfo, nel 2009 e poi nel 2017-2018, ma non si è mai qualificata ai mondiali.
Il capocannoniere della nazionale è Hani Al-Dhabit, con ben 43 reti.
Buoni risultati sono arrivati anche nell’atletica leggera, con il velocista Barakat Al-Harthi, medaglia d’oro ai Giochi mondiali militari disputatisi in Corea del Sud nel 2015.
Sintesi · Fonte: Oman (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lingua
Nella lingua dei Sumeri l’Oman si chiamava Magan ed era noto per esportare rame.
Fonte: Oman (Wikipedia, it)
Lingua
Nelle iscrizioni di Dario I l’Oman compare fra le province persiane con il nome di Makā, mentre i Sasanidi lo chiamavano Mazūn.
Fonte: Oman (Wikipedia, it)
Storia
Dal diciassettesimo secolo l’Oman è stato una talassocrazia e ha costruito un impero in competizione con Portogallo e Regno Unito.
Fonte: Oman (Wikipedia, it)
Storia
Nel 1698 l’Oman s’impadronì dell’isola africana di Zanzibar e di una rilevante porzione della costa orientale africana.
Fonte: Oman (Wikipedia, it)
Storia
La lotta per la successione del 1856 portò alla nascita di due Stati distinti: il Sultanato dell’Oman e il Sultanato di Zanzibar.
Fonte: Oman (Wikipedia, it)
Cultura
I Portoghesi, insediatisi sulla costa, innalzarono numerosi forti ancora oggi visibili.
Fonte: Oman (Wikipedia, it)
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Il turismo costituisce una rilevante fonte di guadagni per il paese ed è in crescita, dopo che dal crollo del prezzo del petrolio del 1998 il governo ha elaborato robusti piani per la diversificazione dell’economia.
Il periodo fortemente consigliato per visitare il paese va da metà ottobre alla prima settimana di marzo, nel momento delle pochissime piogge e del sole meno intenso dell’anno; molto frequentato dai turisti è il Khareef Festival di Salalah, anche per il clima fresco e la vegetazione rigogliosa.
I portoghesi, insediatisi sulla costa, innalzarono numerosi forti ancora oggi visibili.
L’arteria stradale principale è la Sultan Qaboos Highway, che funge da asse centrale per la capitale Mascate; la superstrada R31 è invece il principale collegamento nord-sud, copre oltre 850 km di percorso ed è l’arteria stradale più lunga dell’Oman.
Sintesi · Fonte: Oman (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Dati aggiornati al 20 settembre 2026.