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CapitaleKampala
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L’Uganda, ufficialmente Repubblica dell’Uganda, è uno Stato dell’Africa orientale con capitale Kampala: confina a nord con il Sudan del Sud, a est con il Kenya, a sud con la Tanzania e il Ruanda e a ovest con la Repubblica Democratica del Congo, e non ha sbocchi al mare.
La parte meridionale del territorio comprende una parte importante del Lago Vittoria che, per il resto, appartiene a Kenya e Tanzania.
Le lingue ufficiali sono l’inglese e lo swahili, mentre il costume tradizionale è il kanzu.
Il nome del Paese deriva dall’antico regno Buganda, che comprendeva la sezione meridionale del territorio, in cui è inclusa la capitale.
Sintesi · Fonte: Uganda (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il territorio è caratterizzato dalla presenza di numerosi laghi, fiumi, il più importante dei quali è il Nilo bianco, foreste equatoriali e savane; nella parte meridionale è attraversato dall’Equatore.
La superficie complessiva è pari a 241038 km², 36 330 dei quali sono acque interne.
Gran parte del Paese è situata su un altopiano a circa 1000 metri sul livello del mare, con un clima piuttosto ricco di precipitazioni: solo la parte settentrionale è semiarida.
Il punto meno elevato è in corrispondenza del basso corso del Nilo, a circa 610 metri sul livello del mare, mentre la vetta più alta è il Monte Stanley, che raggiunge i 5110 metri nella catena del Ruwenzori.
Sintesi · Fonte: Uganda (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Per la maggior parte dell’anno l’Uganda ha un clima soleggiato, con temperatura raramente sopra i 29 gradi e una media di circa 26 gradi; il clima varia dal caldo dei bassopiani al fresco degli altopiani del Kigezi, a sud-ovest.
Ci sono solo due stagioni, quella secca e quella delle piogge: le stagioni delle piogge cadono tra febbraio e aprile e tra agosto e ottobre, mentre la stagione secca va da novembre a febbraio e da giugno ad agosto.
Il regime delle piogge consente due semine e due raccolti per anno in gran parte del Paese, senza bisogno di irrigazione.
Sintesi · Fonte: Uganda (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1962
2000 anni fa
Circa 2 000 anni fa nell’area si insediarono popolazioni di Bantu che scacciarono i Twa, la più antica etnia del territorio, ma furono a loro volta incalzate da etnie nilotiche provenienti da settentrione, costituite da popolazioni nomadi di allevatori.
XV secolo
A partire da quel secolo, e prevalentemente nell’area meridionale, si formarono dei regni autonomi, il più noto dei quali è quello di Buganda; gli altri erano quelli di Ankole, Bunyoro e Toro.
XIX secolo
Gli arabi, attratti dal commercio di avorio e schiavi, formarono una fitta rete di avamposti commerciali sia nell’Africa orientale sia nell’area dei Grandi Laghi: in alcune regioni prese così piede la religione islamica.
1860 circa
Gli esploratori del Regno Unito John Hanning Speke e James Augustus Grant scoprirono le sorgenti del Nilo.
1877
I primi europei a insediarsi nella regione furono i missionari protestanti, seguiti dai cattolici nel 1879: in tempi molto brevi riuscirono a convertire diversi gruppi di popolazione.
1888
L’Uganda fu posta sotto il controllo della Compagnia britannica dell’Africa Orientale.
1894
L’Uganda divenne un protettorato del Regno Unito e lo rimase fino al 1962; per trasportare le merci venne costruita la ferrovia dell’Uganda, che congiungeva Mombasa a Kampala transitando da Nairobi.
1948
Il primo censimento ufficiale registrò 4,9 milioni di abitanti.
1952
L’istituzione dei primi parchi nazionali trasformò il Paese in un’ambita meta turistica nell’Africa orientale.
Anni cinquanta
Iniziò un processo di democratizzazione del paese: nacquero i partiti politici e il congresso.
1958
Cominciò a Kampala la costruzione di una delle otto case di culto della religione bahai presenti nel mondo.
1962
Il 9 ottobre il paese divenne indipendente, prima come reame del Commonwealth e poi come Stato federale: la costituzione prevedeva un sistema semi-federale, che concedeva sufficiente spazio alle élite politiche tradizionali.
1966
Il delicato equilibrio tra il re del Buganda, primo Presidente del paese, e il suo primo ministro Milton Obote durò poco: Obote prese d’assalto con l’esercito il palazzo presidenziale.
1968
Eridadi Mukwanga vinse nel pugilato la medaglia d’argento, prima medaglia olimpica del Paese.
1971
Forte del sostegno delle forze armate, Idi Amin Dada fu autore di un colpo di stato che depose Obote; il dittatore temeva il predominio degli acholi e dei langi nell’esercito e ne iniziò la persecuzione, con uccisioni in massa.
1972
John Akii-Bua vinse i 400 metri ostacoli, conquistando la prima medaglia d’oro olimpica del Paese.
1978
La nazionale di calcio arrivò seconda alla Coppa d’Africa.
1979
I tanzaniani, sostenuti anche dai ribelli dell’Esercito di liberazione nazionale dell’Uganda, presero la capitale Kampala e deposero Amin.
1980
Dopo alcuni mandati presidenziali di breve durata tornò al potere Milton Obote, e si aprì una stagione di vendette contro i sostenitori di Amin.
1983
Durante l’Operazione Bonanza la Croce Rossa denunciò l’uccisione di 300 000 persone; Yoweri Kaguta Museveni aveva creato l’Esercito di resistenza nazionale, con base nella regione di Luweero, dando inizio alla guerriglia.
1985
Nel gennaio Obote fu nuovamente destituito dal generale acholi Tito Okello Lurwa, che inizialmente acconsentì a negoziare la pace con le forze di Museveni.
1986
Nel gennaio l’Esercito di resistenza nazionale prese Kampala; dallo stesso anno il governo, con il sostegno di paesi stranieri e di agenzie internazionali, ha iniziato a lavorare al recupero di un’economia decimata.
1987
Venne sconfitta la Forza mobile dello Spirito Santo di Alice Auma Lakwena, detta «la strega del nord», che si diceva messaggera di Dio; verso la fine dell’anno Joseph Kony fondò il proprio movimento.
1988
Il 3 giugno il maggiore Salim Saleh firmò un accordo di pace con i comandanti dell’Esercito democratico del popolo dell’Uganda, offrendo un’amnistia a tutti i ribelli che avessero accettato la smobilitazione.
1994
Il movimento di Joseph Kony assunse da quell’anno il nome di Lord’s Resistance Army, con l’obiettivo di prendere il potere e governare secondo i dieci comandamenti.
1995
Fu approvata una nuova costituzione, che rinviò al 2001 il passaggio al multipartitismo.
1996
L’Uganda sostenne fortemente Laurent-Désiré Kabila nella prima guerra del Congo e fu a favore della destituzione del dittatore Mobutu; nello stesso anno Museveni venne rieletto.
1998
L’Uganda intervenne nella Seconda guerra del Congo, dando appoggio ai gruppi ribelli e scontrandosi, assieme a Ruanda e Burundi, contro il capo di Stato Kabila.
2000
L’Uganda entrò a far parte del programma per i paesi poveri fortemente indebitati, ottenendo una riduzione del debito pari a 1,3 miliardi di dollari.
2002
Il 6 settembre fu firmata la pace di Luanda, in cui l’Uganda rinunciò a tutte le pretese territoriali e militari nel territorio dell’ex colonia belga, senza però essere formalmente sconfitta; il censimento registrò quasi 25 milioni di abitanti.
2005
Lo swahili fu dichiarato lingua ufficiale; una consultazione referendaria aprì al multipartitismo e una riforma costituzionale permise a Museveni di ricandidarsi. Nello stesso anno uscì Feelings Struggle, considerato il primo film di Ugawood, e Dorcus Inzikuru vinse i 3000 metri siepi ai campionati del mondo.
2006
Nel febbraio Museveni fu confermato per la terza volta nella carica: furono le prime elezioni aperte a più partiti da 26 anni. Il prodotto interno lordo crebbe del 5,3% e la produzione industriale del 5,2%.
2010
In quell’anno uscì Who Killed Captain Alex, prodotto dalla Ramon Film Productions con un costo di 85 dollari.
2012
Stephen Kiprotich vinse a Londra la medaglia d’oro olimpica nella maratona; il tasso di popolazione urbana del Paese era pari al 14%, uno dei più bassi del mondo.
2013
Stephen Kiprotich vinse l’oro mondiale nella maratona a Mosca; all’Uganda Film Festival il film State Research Bureau vinse quattro premi.
2019
Il film Kony Order from Above fu il primo film ugandese a essere candidato all’Academy Award per il miglior lungometraggio internazionale.
2022
Il 7 novembre venne lanciato PearlAfricaSat-1, primo satellite dell’Uganda.
Sintesi · Fonte: Uganda (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La popolazione ugandese ammonta a quasi 35 milioni di abitanti e quasi il 50% di essi ha un’età inferiore ai 15 anni; il primo censimento ufficiale, del 1948, registrò 4,9 milioni di abitanti, saliti a circa 14 milioni nel 1983 e a quasi 25 milioni al censimento del 2002.
Il tasso di accrescimento annuo della popolazione è risultato pari a circa il 3,3%, uno dei maggiori al mondo, conseguenza di un tasso di natalità ancora elevatissimo e di un tasso di mortalità relativamente basso: queste cifre si traducono in un’età mediana della popolazione estremamente bassa, poco sopra i 15 anni.
La densità di popolazione sfiora i 150 abitanti per km², ma la distribuzione non è uniforme: le regioni meridionali e centrali, attorno alle coste del lago Vittoria, vedono addensamenti molto maggiori per le più favorevoli condizioni ambientali, mentre alcune aree settentrionali hanno densità molto minori per l’aridità climatica e la povertà dei suoli.
La principale popolazione bantu è rappresentata dai baganda, stanziati lungo le sponde settentrionali del lago Vittoria, eredi di uno dei regni più potenti della zona e ancora oggi gruppo etnico maggioritario, con circa il 16,5% del totale; le altre popolazioni bantu sono i banyankole, i basoga, i bakiga e i bagisu, mentre fra le popolazioni nilotiche e sudanesi del nord le più rilevanti sono gli iteso, i lango, gli acholi e i lugbara.
Sintesi · Fonte: Uganda (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In Uganda vengono parlate circa 40 lingue, per la maggior parte appartenenti a due distinte famiglie linguistiche indigene africane: nel centro-sud sono diffuse lingue bantu, mentre nel nord del Paese sono diffuse parlate nilo-sahariane.
A questa situazione di estrema frammentazione linguistica si è cercato di porre rimedio tramite l’adozione di due lingue ufficiali, l’inglese e lo swahili: l’inglese è rimasto lingua ufficiale anche dopo l’indipendenza, sebbene sia parlato fluentemente solo da una limitata parte della popolazione, mentre lo swahili è stato dichiarato lingua ufficiale nel 2005.
Fra le varie altre lingue diffuse nel Paese la maggiore è il luganda, una lingua bantu oggi di uso comune, anche nell’istruzione, per più di quattro milioni di persone, che costituisce di fatto una lingua nazionale; altre lingue bantu di rilievo regionale sono il soga, il chiga, il masaaba e il nyankore.
Sintesi · Fonte: Uganda (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Circa l’85% della popolazione è cristiana: fra questi i due gruppi più numerosi sono i cattolici, con il 45%, e gli anglicani, con il 35%.
Il 12% degli ugandesi sono musulmani sunniti, il 2% della popolazione professa religioni tradizionali africane, mentre le altre confessioni non cristiane assommano allo 0,7% e comprendono soprattutto induisti.
Nella capitale si trova una delle otto case di culto della religione bahai presenti nel mondo, la cui costruzione cominciò nel 1958: proprio la fede bahai è presente qui più che in qualsiasi altro Stato africano.
Vi è inoltre una piccola comunità di religione ebraica, gli Abayudaya, presso Mbale, composta da circa 500 persone.
Sintesi · Fonte: Uganda (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’agricoltura è il settore più importante dell’economia e occupa circa l’80% della forza lavoro, con il caffè come principale voce di vendita all’ingrosso; altre colture importanti sono mais, sorgo e patate. L’allevamento è una voce molto importante e il patrimonio zootecnico nazionale è vario e vasto.
Le principali industrie sono quelle leggere, impiegate nei settori alimentare e tessile e spesso collegate all’agricoltura, cui si aggiunge la produzione di cemento: il settore secondario si concentra a Tororo, Kampala e Jinja. La produzione energetica è quasi interamente idroelettrica e si basa su una centrale collegata alla diga di Owen Falls.
Le risorse minerarie non sono molte, e le maggiori sono tungsteno e stagno, concentrate nel sud-ovest; nella zona del lago Alberto sono state però scoperte ingenti quantità di petrolio, con una presenza calcolata di 700 milioni di barili e stime che parlano di un potenziale di 1,5 miliardi di barili da estrarre.
Il terziario concorre per quasi il 50% alla formazione del prodotto interno lordo, mentre il commercio estero soffre di un pesante passivo: le relazioni commerciali maggiori sono intrattenute con il Kenya. Si è lavorato molto per la riduzione dell’inflazione, passata dal 240% del 1987 al 42% del giugno 1992 e oggi al 6%; la valuta nazionale è lo scellino ugandese.
Sintesi · Fonte: Uganda (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’Uganda è una repubblica dittatoriale con un sistema politico non partitico.
La costituzione approvata nel 1995 rinviò al 2001 il passaggio al multipartitismo, che è effettivamente avvenuto solo grazie a una consultazione referendaria nel 2005.
Nelle elezioni presidenziali del febbraio 2006 Yoweri Kaguta Museveni è stato confermato per la terza volta nella carica, cosa permessagli in seguito a una riforma costituzionale del 2005: queste sono state le prime elezioni aperte a più partiti da 26 anni, e l’opposizione, guidata da Kizza Besigye, ha sollevato numerose proteste per irregolarità nel voto.
Molti sono stati i progressi in campo economico e del rispetto dei diritti umani dal 1986, ma restano gravi problemi su diversi fronti: l’economia è in condizioni generalmente precarie e il sistema dei servizi, dall’istruzione alla sanità, presenta problematiche di non facile risoluzione.
Sintesi · Fonte: Uganda (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Capitale1.680.600 abitanti
Kampala

279.184 abitanti
Distretto di Jinja

69.958 abitanti
Distretto di Wakiso

177.400 abitanti
Gulu

264.425 abitanti
Mbarara

586.300 abitanti
Mbale

116.500 abitanti
Regione settentrionale

384.656 abitanti
Arua

137.549 abitanti
Kabarole

294.166 abitanti
Masaka
39.644 abitanti
Hoima

317.157 abitanti
Distretto di Wakiso
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Solo una piccola parte del Paese è occupata dalla foresta equatoriale, concentrata prevalentemente sulle pendici della catena del Ruwenzori, con piccole aree di foresta intorno ai laghi centrali: vi crescono mogani, iroko e altre piante ad alto fusto, sotto le quali prolifera un ricchissimo sottobosco.
Dove la foresta è stata abbattuta o vi sono stati incendi sono ricresciute specie a crescita rapida, dando vita alla cosiddetta foresta secondaria, un impenetrabile insieme di bambù, liane e felci.
Nelle aree meno piovose si è sviluppata, intorno ai corsi d’acqua, la foresta a galleria, habitat di ippopotami e coccodrilli ma anche di insetti portatori di malattie come la malaria, la malattia del sonno e la febbre gialla.
L’istituzione dei primi parchi nazionali risale al 1952 e trasformò il Paese in un’ambita meta turistica dell’Africa orientale; fra i parchi di oggi si contano il Parco nazionale impenetrabile di Bwindi e il Parco nazionale dei Monti Rwenzori, entrambi patrimonio dell’umanità, oltre a quelli delle Cascate Murchison, della Regina Elisabetta, della Kidepo Valley e dei gorilla di Mgahinga.
Sintesi · Fonte: Uganda (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Parco nazionale
Superficie 331 km²

Parco nazionale
Superficie 996 km²

Parco nazionale
Superficie 1.978 km²

Parco nazionale
Superficie 4 km²

Parco nazionale
Superficie 776 km²

Parco nazionale
Superficie 34 km²

Parco nazionale
Superficie 370 km²

Parco nazionale
Superficie 1.399 km²

Parco nazionale
Superficie 169 km²

Parco nazionale
Superficie 220 km²

Parco nazionale
Superficie 156 km²
8 di 11
La gastronomia ugandese non è molto varia: la base dell’alimentazione è costituita da matoke, banane verdi da consumarsi cotte in vari modi, e riso al sud, mentre nel nord è molto consumato il posho, una polenta bianca e dura di mais, spesso accompagnata da salse di legumi per ammorbidirla.
Con l’arrivo di indiani e asiatici si stanno diffondendo piatti come i chapatti, spesse piadine di mais, e le samoosa, triangolini di pasta ripieni di carne, vegetali o fagioli.
Tra le bevande hanno un ruolo importante quelle derivate dalla banana, come il mubisi e il tonto.
Sintesi · Fonte: Uganda (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Essendo l’Uganda molto articolato dal punto di vista etnico, l’alto numero di gruppi presenti è naturalmente portatore di culture molto varie: tradizioni e costumi cambiano passando da una parte all’altra del Paese, e anche la frammentazione religiosa contribuisce ad accentuare tale varietà.
Il costume tradizionale del Paese è il kanzu.
Tra i non africani i più influenti sono certamente gli asiatici, che, dopo essere stati espulsi da Idi Amin durante il suo regime, sono in gran parte tornati.
Sintesi · Fonte: Uganda (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La musica popolare ugandese all’inizio era costituita soprattutto da gruppi provenienti da paesi esteri, spesso lo Zaire, le cui canzoni erano in lingala; negli anni ottanta la scena fu dominata da Jimmy Katumba e la sua band, gli Ebonies, che divennero sinonimo di intrattenimento in un paese economicamente in ginocchio.
Negli anni seguenti molte canzoni popolari provennero dall’album Born in Africa di Philly Lutaaya; fra i musicisti ancora molto noti sulla scena nazionale si trovano Jose Chameleon e Juliana Kanyomozi.
Musicalmente Kampala è il cuore del Paese, in particolare la zona di Wandegeya, dove è nato il kadongo kamu, genere che prende molte caratteristiche dei racconti, espressi come canzoni e accompagnati da una chitarra e occasionalmente da una batteria: il maggior artista di questo stile è Abdu Mulaasi, mentre l’Afrigo Band ha dato un grande contributo alla musica nazionale.
Sintesi · Fonte: Uganda (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Una produzione letteraria ugandese caratterizzata da un attento esame della situazione politica del paese si afferma nel ventesimo secolo.
Fra gli autori di fama internazionale spicca Moses Isegawa.
Il suo primo romanzo, Abyssinian Chronicles, scritto in inglese, ha venduto oltre 100 000 copie.
Sintesi · Fonte: Uganda (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’industria cinematografica emergente in Uganda è conosciuta come Ugawood o talvolta Kinauganda dalla gente del posto: la produzione del 2005 Feelings Struggle, diretta da Ashraf Ssemwogerere, è considerata il primo film di Ugawood.
Il pubblico si reca alle video sale in cui i narratori chiamati «video jolly» traducono il dialogo e aggiungono i propri commenti. Alcuni film sono finanziati da organizzazioni non governative attraverso sovvenzioni culturali, altri sono prodotti con attrezzature fai-da-te e budget di produzione bassi.
La Ramon Film Productions di Isaac Nabwana, con sede a Wakaliga vicino a Kampala, ha prodotto più di 40 film d’azione a basso budget: lo studio è noto soprattutto per il film del 2010 intitolato Who Killed Captain Alex, la cui produzione è costata 85 dollari.
La Uganda Communications Commission organizza l’Uganda Film Festival per promuovere l’industria cinematografica; nel 2019 il film Kony Order from Above è stato il primo film ugandese a essere candidato all’Academy Award per il miglior lungometraggio internazionale.
Sintesi · Fonte: Uganda (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Gli sport più popolari sono il calcio, il rugby e il cricket: la nazionale di calcio non è mai riuscita a qualificarsi alla fase finale dei mondiali, ma arrivò seconda alla Coppa d’Africa nel 1978.
Il rugby è sempre più seguito, anche perché l’Uganda è riuscita a battere nazionali forti come la Namibia e il Marocco; anche nel cricket il Paese ha riportato storiche vittorie, come quella contro il Kenya.
La prima medaglia olimpica del Paese fu vinta nel pugilato da Eridadi Mukwanga, argento nel 1968, mentre la prima medaglia d’oro venne dai 400 metri ostacoli con John Akii-Bua, nel 1972.
La seconda medaglia d’oro fu conquistata nella maratona da Stephen Kiprotich a Londra nel 2012; l’anno seguente lo stesso Kiprotich vinse l’oro mondiale nella maratona a Mosca, mentre in precedenza la mezzofondista Dorcus Inzikuru aveva vinto i 3000 metri siepi ai campionati del mondo del 2005.
Sintesi · Fonte: Uganda (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lingua
Il nome del Paese deriva dall’antico regno Buganda, che comprendeva la sezione meridionale del territorio.
Fonte: Uganda (Wikipedia, it)
Cultura
Il costume tradizionale dell’Uganda è il kanzu.
Fonte: Uganda (Wikipedia, it)
Geografia
Della superficie complessiva del Paese, pari a 241038 km², ben 36 330 sono acque interne.
Fonte: Uganda (Wikipedia, it)
Geografia
La parte meridionale del territorio è attraversata dall’Equatore.
Fonte: Uganda (Wikipedia, it)
Geografia
La vetta più elevata del Paese è il Monte Stanley, che raggiunge i 5110 metri nella catena del Ruwenzori.
Fonte: Uganda (Wikipedia, it)
Geografia
Il punto meno elevato del Paese si trova in corrispondenza del basso corso del Nilo, a circa 610 metri sul livello del mare.
Fonte: Uganda (Wikipedia, it)
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L’istituzione dei primi parchi nazionali, nel 1952, trasformò il Paese in un’ambita meta turistica nell’Africa orientale, ma il turismo subì una battuta d’arresto con i conflitti degli anni settanta e ottanta, che danneggiarono notevolmente le infrastrutture.
Nella metà degli anni ottanta il sistema delle aree protette è stato riorganizzato, sono stati istituiti nuovi parchi nazionali e la gestione è passata sotto l’egida del Ministero del Turismo: le aree protette rappresentano infatti un’importante risorsa economica per il Paese.
L’unica città di dimensioni rilevanti è la capitale Kampala, con una popolazione di circa 1,6 milioni di abitanti, situata sulle sponde settentrionali del lago Vittoria; Entebbe, posta a pochi chilometri di distanza, è nota per ospitare l’omonimo aeroporto internazionale.
Le vie di comunicazione hanno bisogno di essere ampliate e migliorate e risultano complessivamente carenti, anche se sono state ricostruite degnamente dopo le distruzioni dei conflitti interni.
Sintesi · Fonte: Uganda (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Dati aggiornati al 20 settembre 2026.