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CapitaleAşgabat
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Il Turkmenistan, ufficialmente Repubblica del Turkmenistan, è una repubblica presidenziale situata nell’Asia centrale: ha una popolazione di 5,6 milioni di abitanti e la capitale è Aşgabat, che è anche la città più popolosa.
Confina con l’Iran e l’Afghanistan a sud e con l’Uzbekistan e il Kazakistan a nord, e si affaccia sul Mar Caspio.
È la seconda potenza economica dell’Asia centrale, dopo il Kazakistan, grazie ai suoi giacimenti ricchi di gas naturale e alla coltivazione del cotone.
Il territorio è stato abitato fin dall’antichità dalle tribù dei Turkmeni, probabilmente provenienti dai Monti Altai; in italiano antico l’area era nota come Turcomannia, ovvero la terra dei Turcomanni.
Sintesi · Fonte: Turkmenistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Turkmenistan, con i suoi 491 000 km², è il secondo Stato più grande dell’Asia centrale dopo il Kazakistan e il 52º al mondo per estensione: confina a nord con il Kazakistan, a nord-est ed est con l’Uzbekistan, a sud-est con l’Afghanistan, a sud con l’Iran, e a ovest è bagnato dal Mar Caspio.
Il paesaggio è vario, nonostante il deserto del Karakum occupi circa il 70% dell’intero territorio nazionale: a est ci sono i canyon e le lussureggianti montagne della Riserva Naturale di Kugitang, mentre a sud la catena del Kopet Dag svetta in direzione del Caspio e costituisce la maggior parte del confine con l’Iran. La vetta più alta del Paese è l’Ayrybaba.
Il territorio a ridosso del Mar Caspio è particolarmente insolito: i canyon a nord di Türkmenbaşy, le montagne multicolori e il paesaggio lunare di molte zone lo rendono uno degli angoli più belli del paese.
I fiumi principali sono l’Amu Darya, l’antico fiume Osso, che scorre lungo il confine nord-orientale in direzione del mare d’Aral, il Tejen e il Morghab; il Paese è diviso in cinque province e una città autonoma, la capitale.
Sintesi · Fonte: Turkmenistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La posizione del Turkmenistan è responsabile di un clima continentale.
Il clima è prevalentemente arido-desertico, con grandi escursioni di temperatura.
Le precipitazioni sono scarse e cadono soprattutto in primavera.
Sintesi · Fonte: Turkmenistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Aşgabat · provincia di Ahal · provincia di Balkan · provincia di Daşoguz · provincia di Lebap · provincia di Mary
Stato attuale dal 1991
7000–5000 a.C.
I primi insediamenti umani nell’area sono databili a quest’epoca.
VI secolo a.C.
I persiani achemenidi conquistarono il territorio.
IV secolo a.C.
Alessandro Magno occupò il Turkmenistan; il controllo macedone sarebbe durato circa 150 anni.
247 a.C.
Nella regione nacque l’Impero partico, la cui capitale fu stabilita a Nisa, a 25 km dalla moderna capitale Aşgabat; in questo periodo il territorio assunse importanza come tappa della via della seta.
224–228
L’Impero partico cadde, seguito dalla dominazione dei Sasanidi.
V secolo
Il territorio passò agli Eftaliti, quando il cristianesimo divenne la religione predominante.
VII secolo
La regione passò agli Arabi e fu islamizzata; la dominazione araba durò fino al IX secolo.
IX–XI secolo
Alla dominazione araba seguirono diverse dinastie locali, ovvero Tahiridi, Samanidi e Ghaznavidi.
XI secolo
L’area diventò parte dello sterminato impero dei sultani turchi selgiuchidi.
XII secolo
Nacque nell’area il regno del Khwārizm, l’antica Corasmia.
XIII secolo
Il regno del Khwārizm entrò in guerra con i mongoli di Gengis Khan: i mongoli dominarono l’area per circa 150 anni.
Fine XIV secolo
Il conquistatore prese il controllo dell’area.
XV secolo
Tribù turkmene appartenenti ai clan dei Qara Qoyunlu, cioè Montone nero, e degli Aq Qoyunlu, cioè Montone bianco, si disputarono il controllo dei territori della Persia stabilendovi un durevole dominio, che avrebbe avuto termine solo con l’avvento della dinastia dei Safavidi. Allo stesso secolo risale la prima redazione scritta del Dede Korkut.
XVI secolo
Il territorio turkmeno fu prevalentemente controllato dal Khanato di Khiva, spesso in dispute territoriali con il vicino Khanato di Bukhara a prevalenza uzbeka.
XVIII secolo
Il secolo è dominato dalla figura del poeta-filosofo Magtymguly Pyragy, leader spirituale turkmeno.
1865
La Russia assunse il pieno controllo dei khanati creando un’amministrazione speciale per il Turkestan, ovvero i territori centro-asiatici dell’impero popolati da etnie turche.
1881
Si combatté la battaglia tra russi e turcomanni.
1885
Le tribù nomadi turkmene del deserto, che avevano opposto una fiera resistenza all’occupazione russa, dovettero soccombere come già avevano fatto i khanati locali.
1917
Dopo la Rivoluzione il territorio entrò nell’orbita sovietica.
1924
Il Turkmenistan divenne una delle repubbliche dell’Unione Sovietica.
1929
Fu adottato l’alfabeto latino per la lingua turkmena sotto influenza della Turchia di Atatürk.
1932
Fu fondata l’Università di Stato del Turkmenistan.
1938
Stalin reimpose il cirillico, che sarebbe rimasto in uso fino al 1991.
1991
Il crollo dell’Unione Sovietica diede la possibilità al Turkmenistan di ottenere l’indipendenza: tra le prime modifiche simboliche vi fu il ritorno all’uso dell’alfabeto latino usato dai popoli turchi.
1992
Venne adottata la Costituzione del Turkmenistan.
1993
L’Università di Stato fu ribattezzata in onore del poeta turkmeno Magtymguly Pyragy.
1994
Il rifiuto della Russia di esportare verso i mercati con valute forti il gas turkmeno provocò una brusca caduta della produzione industriale e mise in seria crisi le finanze statali: proprio per questo si preferì orientare l’economia verso le esportazioni di cotone.
1995
Il 12 dicembre una risoluzione dell’ONU sancì la neutralità permanente del Turkmenistan.
2001
Nel contesto del culto della personalità del presidente si affermò il libro scritto dallo stesso Nyýazow, in due volumi, caratterizzato da una visione della vita e della storia vista dal presidente.
2003
La crescita economica era al 6%, ma il 58% della popolazione viveva sotto la soglia di povertà.
2004
La crescita economica salì al 23,1%, segnando un notevolissimo incremento; nello stesso anno la nazionale di calcio raggiunse per la prima volta la fase finale della Coppa d’Asia.
2006
Il presidente assoluto morì per infarto il 21 dicembre; il 26 dicembre il Consiglio del Popolo annunciò in un primo tempo che gli sarebbe succeduto Durdy Durdyýew, allora vice ministro dello sport e del turismo, ma successivamente la nomina andò a Muhammetnazar Gurbanow.
2007
L’11 febbraio Gurbanguly Berdimuhamedow divenne presidente, rimanendo in carica fino al 2022: fissò nuove elezioni invitando gli oppositori politici in esilio a rientrare in patria.
2008
Fu adottato l’Inno nazionale del Turkmenistan, su un testo in turkmeno del 1996.
2012
Le elezioni si tennero il 12 febbraio.
2013
A dicembre si tennero le prime elezioni parlamentari multipartitiche, facendo terminare i circa 21 anni di monopartitismo dall’indipendenza.
2015
Il 27 aprile è stato lanciato TurkmenAlem52E/MonacoSat, il primo satellite turkmeno nello spazio.
2018
Le elezioni hanno visto il Partito Democratico del Turkmenistan conquistare la maggioranza relativa con 55 seggi su 125.
2019
La nazionale di calcio raggiunse per la seconda volta la fase finale della competizione continentale.
2021
Polina Gurýeva ha vinto l’argento nel sollevamento pesi ai Giochi olimpici di Tokyo 2020.
2022
Alle elezioni del marzo a Gurbanguly Berdimuhamedow succede il figlio Serdar, nominato un mese prima candidato presidente dal partito di governo; il padre mantiene un ruolo rilevante grazie alla nomina a leader nazionale e alla riforma del Consiglio del popolo.
Sintesi · Fonte: Turkmenistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Secondo una stima ONU del luglio 2013 la popolazione del Turkmenistan è di 5 240 072 persone, mentre il censimento ufficiale del 2002 contava poco più di 4 800 000 abitanti: sin dalla sua indipendenza il Paese ha avuto una crescita demografica costante ma moderata.
La densità è di quasi 10 abitanti per chilometro quadrato, tra le più basse del mondo e la più bassa dell’Asia centrale dopo quella del Kazakistan; l’aspettativa di vita era di 68 anni nel 2007, in notevole rialzo rispetto ai 62 anni sfiorati nel 2006.
La composizione etnica turkmena è meno articolata che negli altri paesi dell’Asia centrale: il gruppo nazionale dei turkmeni riunisce più dell’80% degli abitanti, permettendo così l’esistenza di minoranze solo ristrette, perlopiù uzbeki e russi, cui si aggiungono kazaki, azeri, persiani, armeni e tatari.
Questa relativa uniformità etnica ha un’importanza da non sottovalutare, poiché ha assicurato pace e stabilità molto meglio che in gran parte degli Stati confinanti, dove la caduta dell’Unione Sovietica ha lasciato una notevole frammentazione.
Sintesi · Fonte: Turkmenistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua ufficiale del Turkmenistan è il turkmeno, lingua altaica del gruppo turco meridionale, parlato come unica lingua dal 72% degli abitanti.
Il russo è riconosciuto nella costituzione come lingua per la comunicazione tra diversi gruppi etnici: è molto conosciuto all’interno del paese ed è da considerarsi la seconda lingua, anche se non ufficiale, dopo il turkmeno.
L’uzbeko è parlato abbastanza correntemente dalla comunità locale proveniente dall’Uzbekistan, ma anche presso altre popolazioni che abitano il paese; altri idiomi sono correntemente parlati dal 7% degli abitanti.
Sintesi · Fonte: Turkmenistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’islam è la religione più praticata dai turkmeni, in maggioranza sunniti: non mancano consistenti comunità sciite, ma questo non ha creato tensioni sociali fra le due diverse dottrine islamiche. I musulmani sono l’89% della popolazione.
L’islam non viene sempre praticato nella sua forma originale, a causa della repressione durante l’era sovietica: difficilmente tra i turkmeni si trova chi abbia letto interamente il Corano o adotti le pratiche islamiche nella sua vita di tutti i giorni in maniera ossequiosa.
Attualmente nel Turkmenistan restano pochi cristiani, che erano la maggioranza ai tempi dell’Impero sasanide, quando l’antica capitale Merv era centro del manicheismo e del cristianesimo nestoriano: la minoranza religiosa più consistente è quella cristiana ortodossa, con il 9% della popolazione, della quale fa parte soprattutto la componente russa.
Sintesi · Fonte: Turkmenistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’economia è prevalentemente rurale, con circa metà della superficie irrigata del paese coltivata a cotone, di cui il Turkmenistan rappresenta il decimo produttore mondiale: le enormi opere di canalizzazione effettuate dopo l’indipendenza hanno permesso di estendere di molto le coltivazioni.
La dipendenza dalle esportazioni di cotone rende molto vulnerabile l’intero apparato economico e commerciale interno; il settore primario è costituito però anche dall’allevamento, che un tempo prevalentemente nomade si è sedentarizzato dopo la costruzione di numerosi pozzi, e nel Mar Caspio è praticata la pesca commerciale, che fornisce soprattutto storioni e trote.
Importanti sono le riserve di gas naturale e di petrolio, quelle di gas naturale sono le quinte al mondo, mentre meno importanti sono quelle di tungsteno e mercurio: l’uso delle riserve di gas è però fortemente limitato dall’assenza di vie adeguate per l’esportazione.
Con un PIL pro capite a parità di potere d’acquisto di 8 641 dollari nel 2012 il Turkmenistan si attesta come il paese economicamente più avanzato dell’Asia centrale dopo il Kazakistan, ma la disoccupazione, tra le più alte al mondo, è del 60% e il 58% della popolazione vive sotto la soglia di povertà.
Sintesi · Fonte: Turkmenistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Turkmenistan è una repubblica presidenziale e la Costituzione venne adottata nel 1992: dopo il crollo dell’URSS l’ex capo locale del sistema sovietico Saparmyrat Nyýazow assunse pieni poteri, detenendo la carica vitalizia di presidente assoluto, il Türkmenbaşy, ovvero Padre dei Turkmeni, fino alla sua morte per infarto il 21 dicembre 2006.
La dittatura di Nyýazow è stata caratterizzata da un’impronta peculiarmente filosofica, basata sul Ruhnama, il Libro d’oro, il cui studio è obbligatorio per accedere a qualsivoglia carica pubblica: da quei precetti derivano le leggi che vietano le acconciature di capelli e barbe non tipiche del Turkmenistan e le norme che vietano la diffusione di musiche e libri non turkmeni.
Il culto della personalità del presidente è stato coltivato in modo massiccio, con la costruzione in ogni città di statue d’oro raffiguranti il capo che indica il sole, capaci attraverso congegni a orologeria di seguire i movimenti solari, con la modifica del calendario utilizzando nuovi nomi per giorni e mesi tratti dai nomi della famiglia e della corte del Presidente, e con la diffusione capillare di immagini raffiguranti il Capo.
Il paese è di fatto una dittatura totalitaria e il ruolo del parlamento nella politica è minimo; la politica estera ha come caposaldo la neutralità permanente, sancita anche dalla risoluzione del 12 dicembre 1995 dell’ONU, tanto che il paese non partecipa ad alcuna organizzazione o alleanza militare.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

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L’animale più noto, tra i tanti interessanti che popolano il Turkmenistan, è l’Akhal-Teke, un cavallo dal manto con sfumature dorate considerato uno degli antenati dei moderni purosangue; i dromedari sono diffusi ovunque ed è possibile vederli vagabondare tra i villaggi e le città.
Nel Karakum sono presenti la lucertola zemzen e l’ormai raro coccodrillo del deserto, o varano grigio; è facile anche avvistare volpi del deserto, gufi e il comunissimo scoiattolo del deserto.
Tarantole e vedove nere sono entrambe specie indigene, sebbene s’incontrino difficilmente: la stagione dei serpenti è limitata ai mesi di aprile e maggio, e nel deserto è possibile imbattersi in cobra, vipere e scorpioni.
La presenza dell’industria pesante è minima in Turkmenistan, pertanto la qualità dell’aria è decisamente buona; fa eccezione Aşgabat, avvolta da un velo quasi permanente di smog.
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La cucina turkmena si colloca nell’ambito delle cucine dell’Asia centrale.
La base alimentare viene dall’agricoltura irrigua del Paese, che oltre al cotone produce frutta e uva, e dall’allevamento, che riguarda perlopiù ovini, per ottenere carne e lana.
Nel Mar Caspio è praticata la pesca commerciale, che fornisce soprattutto storioni e trote; fra le bevande tradizionali si trova il chal, latte di cammella fermentato.
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In base ai precetti del Ruhnama il popolo turkmeno deve preservare al massimo i propri costumi da eventuali corruzioni esterne: si può dunque parlare di un periodo di cosiddetta turkmenizzazione.
Il culto della personalità del presidente ha portato all’esaltazione dei concetti di famiglia e clan, anche attraverso l’inaugurazione di una politica matrimoniale, con matrimoni d’alleanza tra famiglie di alto rango del paese.
Un detto folcloristico turkmeno sostiene che una volta che un serpente ti ha guardato negli occhi, sei destinato a morire di lì a poco se non sarai tu il primo a ucciderlo.
L’Inno nazionale del Turkmenistan è stato adottato nel 2008, su un testo in turkmeno del 1996 il cui autore fu il presidente Saparmyrat Nyýazow, mentre la musica è stata composta da Weli Muhadow.
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Un tipico strumento musicale turkmeno è costituito dal dutar.
In ambito musicale spicca Annagül Annagulyýewa, prima cantante lirica di fama internazionale dal Turkmenistan.
Si ricorda inoltre Medeniýet Şahberdiýewa.
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L’arte preislamica del territorio turkmeno va inquadrata nella storia dell’arte delle grandi formazioni storico-culturali succedutesi nell’area: achemenide, greco-battriana, partica e sasanide.
L’arte turkmena contemporanea si inserisce nella grande tradizione dell’arte islamica, cui dal XIX secolo si sono via via aggiunti gli influssi di correnti occidentali, soprattutto attraverso la mediazione della cultura russa zarista e, più tardi, sovietica.
L’importanza del patrimonio culturale del Turkmenistan è testimoniata anche dalla presenza di alcuni siti inseriti nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
Sintesi · Fonte: Turkmenistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Storicamente la letteratura turkmena si inserisce nel più vasto alveo delle letterature in lingue turche del ceppo oghuz, ampiamente influenzate da generi e stili della letteratura persiana: scrittori e poeti di etnia turkmena sin dal Medioevo si espressero prevalentemente in persiano o in turco ottomano.
Al XV secolo risale probabilmente la prima redazione scritta di una grande saga epica in prosa, il Dede Korkut, che circolava oralmente da almeno due secoli ed è rivendicata come epos nazionale anche dagli attuali azeri e dai turchi della repubblica turca.
Il XVIII secolo è dominato dalla figura del poeta-filosofo Magtymguly Pyragy, leader spirituale turkmeno; solo a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, con l’aumento dell’influenza europea, si avrà gradualmente un processo di acquisizione e formazione identitaria che porterà alla creazione della moderna letteratura nazionale.
Il passaggio all’indipendenza non ha significato maggior libertà di espressione per gli scrittori, come prova emblematicamente il caso del noto romanziere Rahim Esenov, arrestato e alle prese con gli strali della censura per un suo romanzo storico sgradito alle autorità.
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La nazionale di calcio del Turkmenistan ha raggiunto due volte la fase finale della Coppa d’Asia, nel 2004 e nel 2019.
L’attuale capocannoniere della nazionale è Çariýar Muhadow, con 13 reti.
Nel sollevamento pesi si ricorda Ýulduz Jumabaýewa, campionessa del mondo.
Il Turkmenistan ai Giochi olimpici ha vinto la sua prima medaglia nel sollevamento pesi con Polina Gurýeva, argento a Tokyo 2020.
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Lingua
In italiano antico il Turkmenistan era noto come Turcomannia, ovvero la terra dei Turcomanni.
Fonte: Turkmenistan (Wikipedia, it)
Storia
Le tribù dei Turkmeni che abitarono il territorio provenivano probabilmente dai Monti Altai.
Fonte: Turkmenistan (Wikipedia, it)
Record
Con i suoi 491 000 km² il Turkmenistan è il secondo Stato più grande dell’Asia centrale dopo il Kazakistan e il 52º al mondo per estensione.
Fonte: Turkmenistan (Wikipedia, it)
Record
Il deserto del Karakum occupa circa il 70% dell’intero territorio nazionale del Turkmenistan.
Fonte: Turkmenistan (Wikipedia, it)
Geografia
La vetta più alta del Turkmenistan è l’Ayrybaba.
Fonte: Turkmenistan (Wikipedia, it)
Geografia
La catena montuosa di Kopet Dag costituisce la maggior parte del confine tra Turkmenistan e Iran.
Fonte: Turkmenistan (Wikipedia, it)
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Alcuni siti del Turkmenistan sono inseriti nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, fra cui Merv, Kunya-Urgench e Nisa.
La capitale partica Nisa si trovava a 25 km dalla moderna capitale Aşgabat.
A est del Paese si trovano i canyon e le lussureggianti montagne della Riserva Naturale di Kugitang, mentre il territorio a ridosso del Mar Caspio, con i canyon a nord di Türkmenbaşy, le montagne multicolori e il paesaggio lunare, è uno degli angoli più belli del paese.
Nella capitale sono state fatte numerose grandi opere, finanziate dal regime a scopo propagandistico.
Sintesi · Fonte: Turkmenistan (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Dati aggiornati al 20 settembre 2026.