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La Somalia, ufficialmente Repubblica Federale di Somalia, è uno Stato dell’Africa orientale situato nel Corno d’Africa, con capitale Mogadiscio.
Confina con il Gibuti a nord, con l’Etiopia a ovest e con il Kenya a sudovest; si affaccia a nord sul golfo di Aden e a est sull’Oceano Indiano, e ha la linea di costa più lunga di tutto il continente.
Il nome attuale in italiano della Somalia, in passato nota come Penisola dei Somali o Paese dei Somali, fu dato dall’esploratore italiano Luigi Robecchi Bricchetti, primo europeo a visitare estensivamente la regione del Corno d’Africa denominata Benadir.
Nel 1960 le due regioni della Somalia britannica e della Somalia italiana furono unite nella Repubblica Somala; dal 1991, con lo scoppio della guerra civile, nessuna autorità o fazione è riuscita a imporre il proprio controllo su tutto il Paese, che nell’agosto 2012 si è costituito come Repubblica Federale.
Sintesi · Fonte: Somalia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Somalia occupa l’estremità orientale del continente, che si protende con la penisola del Corno d’Africa tra il golfo di Aden a nord e l’oceano Indiano a est.
Il territorio costituisce la frangia orientale dell’acrocoro etiopico ed è formato da una serie di tavolati inclinati verso sud-est: i rilievi che formano la costa del golfo di Aden recano le massime elevazioni, con il Surud Ad a 2408 metri, e scendono al mare con una ripida scarpata fino al roccioso Capo Guardafui.
Da questo bordo montuoso l’altopiano declina verso sud-est, trapassando nei tavolati dell’Ogaden e della Migiurtinia, che a loro volta si abbassano nel vasto penepiano del Mudugh e nella pianura costiera del Benadir, orlata da lunghi cordoni di dune.
Si può pertanto dividere la Somalia in due grandi regioni naturali: quella settentrionale, caratterizzata da altopiani fortemente incisi e digradanti verso la costa dell’oceano, e quella meridionale, dove i bassi tavolati trapassano alle grandi pianure costiere. Il Paese è diviso in 18 regioni, a loro volta suddivise in distretti.
Sintesi · Fonte: Somalia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima risente della prossimità dell’equatore, che taglia l’estremo apice meridionale della Somalia, e della presenza della massa oceanica, che mitiga le temperature della fascia costiera e alimenta una circolazione atmosferica di tipo monsonico.
Le temperature annue variano a Mogadiscio fra i 25 e i 27 °C, ma salgono verso l’interno oltre i 30 °C, mentre sull’altopiano settentrionale la temperatura è mitigata dall’altitudine.
Le piogge sono assai scarse in tutto il territorio, generalmente inferiori ai 500 mm annui, perché i monsoni spirano alternativamente in direzione parallela all’andamento della costa: il monsone di sud-ovest scarica rapidamente la sua umidità e apporta precipitazioni scarse, mentre il secco ma fresco monsone invernale si attenua verso sud.
Estremamente arida è la Somalia settentrionale, con meno di 200 mm di precipitazioni annue, che scendono a meno di 100 mm lungo l’esile fascia costiera del golfo di Aden; la parte meridionale è compresa fra le isoiete di 200 e 500 mm, con l’eccezione della regione fra i due fiumi maggiori.
Sintesi · Fonte: Somalia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Adal · Bakool · Benadir · Bari · Bai · Galgudud · Ghedo · Hiran · Medio Giuba · Basso Giuba · Mudugh · Nogal · Medio Scebeli · Basso Scebeli
Stato attuale dal 1960
IX millennio a.C.
Le prime testimonianze di insediamenti umani in Somalia risalgono al Paleolitico: esempi di pittura rupestre di quest’epoca sono stati ritrovati nella parte settentrionale del paese, i più famosi a Laas Gaal, dove si trovano alcune fra le più antiche testimonianze del continente africano.
IV millennio a.C.
Nel Paese sono state rintracciate le prime testimonianze di sepoltura nel Corno d’Africa.
III millennio a.C.
Si ha testimonianza dell’addomesticamento del dromedario, da cui poi si è diffuso nell’antico Egitto e nel Nordafrica.
II millennio a.C.
Una civiltà piuttosto avanzata della penisola somala, probabilmente riconducibile al leggendario Paese di Punt, aveva rapporti commerciali con l’antico Egitto e la civiltà micenea: i suoi commercianti trattavano incenso, ebano e bovini dalle corna corte, ma anche oro, avorio e pelli animali delle regioni confinanti.
Periodo classico
Le città-Stato di Mosylon, Opone, Malao, Mundus, Sarapion, Avaliti, Isis, Essina, Tabae e Nikon svilupparono una lucrosa rete commerciale con i mercanti di Fenicia, Egitto, Grecia, Partia, Saba, Nabatea e Impero romano.
VII secolo
I primi Arabi giunsero nel Corno d’Africa, allora sotto l’influenza del Regno di Axum: un hadith di Maometto ricorda l’evento, vietando ai musulmani di attaccare il regno di Axum perché aveva dato rifugio ai primi convertiti all’islam fuggiti da La Mecca. Nel corso del secolo gli Arabi fondarono molte colonie, come la città di Zeila.
VIII secolo
Zeila divenne capitale di un sultanato: secondo la descrizione del geografo arabo al-Ya’qubi il sultanato era esteso lungo tutta la costa dell’attuale Somalia settentrionale, mentre gli scali commerciali arabi di Mogadiscio, Merca e Brava si governavano autonomamente come città stato marinare.
XIII secolo
Somali e pastori nomadi stabilitisi nel nord del Corno d’Africa cominciarono a emigrare in direzione dell’attuale regione della Somalia; prima i Galla, pastori e agricoltori, avevano iniziato la loro migrazione dall’Ogaden e l’Abissinia.
XIV secolo
Le città arabe della costa di Benadir si unirono in un’entità statuale distinta, il sultanato di Mogadiscio, che diventò lo scalo principale dei mercanti Arabi e commerciava anche con i popoli cuscitici dell’entroterra, cioè gli Oromo e gli Afar.
1415
Il sultano di Adal Sa’ad ad-Din II fu attaccato e sconfitto dal negus Yeshaq I, che fece comporre una canzone per commemorare la propria vittoria e il proprio dominio sulla regione: il nome Somali compare per la prima volta in luogo del precedente nome di Punt.
XVI–XVII secolo
Il sultanato di Agiuran nel sud e quello di Adal nel nord contrastarono con successo i tentativi di colonizzazione dell’Impero portoghese, giovandosi anche della protezione militare del califfo ottomano e successivamente del sultano dell’Oman.
1869
Il 2 ottobre il governo italiano, guidato dal presidente Luigi Federico Menabrea, stipulò un trattato segreto per comprare terreno sulle coste dell’Africa, allo scopo di promuovere il colonialismo italiano.
1884
L’anno pose fine a un lungo periodo di pace: con la Conferenza di Berlino iniziò una lunga lotta sanguinosa in cui tre stati si contendevano la Somalia, e l’Italia, la Gran Bretagna e la Francia si spartirono il suo territorio.
1885
Venne stipulato il primo accordo tra il sultano di Zanzibar e l’Italia per ottenere un protettorato sulla Somalia.
1886
I britannici stabilirono il protettorato della Somalia britannica dopo la ritirata dell’Egitto e il trattato con la cabila Uarsangheli; nel novembre una commissione anglo-tedesca fissò i confini dei domini di Zanzibar in una striscia larga dieci miglia nautiche lungo la costa.
1892
L’area meridionale, occupata dall’Italia, divenne nota come Somalia italiana; la parte più settentrionale del territorio fu data alla Francia, che stabilì la Somalia francese.
1898–1920
La guerra di resistenza dello Stato dei dervisci contro inglesi e italiani fu guidata dal poeta, studioso e politico somalo Mohammed Abdullah Hassan, e terminò con il bombardamento da parte della RAF del forte di Sayid, che causò una grande perdita di militari e civili somali.
1905
La città di Mogadiscio passò formalmente agli italiani.
Anni 1920
Il controllo sulla parte interna dei territori fu consolidato solo in quel decennio.
Anni trenta
La Somalia ebbe un certo sviluppo economico, centrato sull’esportazione di banane e prodotti agricoli, grazie anche alla costruzione di strade carrozzabili e alle moderne infrastrutture del porto di Mogadiscio; di questo periodo è la costruzione del villaggio-colonia agricola Duca degli Abruzzi, noto per le sue moderne tecniche d’irrigazione e coltivazione.
1936
Dopo la guerra d’Etiopia la Somalia italiana entrò a fare parte dell’A.O.I. insieme all’Etiopia e all’Eritrea, e le venne aggiunto l’Ogaden.
1938
Numerosi coloni italiani si radicarono nella Somalia italiana, specialmente nella capitale Mogadiscio, dove gli italo-somali erano 20.000 su un totale di 50.000 abitanti.
1940
Nell’estate, nel corso della seconda guerra mondiale, le truppe italiane occuparono la Somalia britannica e parte del Kenya vicino all’Oltregiuba: questi territori furono annessi alla Somalia italiana, ottenendo per pochi mesi l’unione territoriale di tutti i Somali.
1941
La Somalia italiana fu occupata dalle truppe britanniche, che ne mantennero il controllo fino al novembre del 1949.
1950
Dal 1º gennaio fu creata l’Amministrazione fiduciaria italiana della Somalia, affidata dalle Nazioni Unite alla Repubblica italiana per preparare il Paese all’indipendenza.
1960
Il 1º luglio la ex Somalia italiana e l’ex Somalia britannica si unirono nella Repubblica Somala indipendente.
1963
Fino a quell’anno l’italiano fu lingua ufficiale del paese.
1964
La Somalia combatté una guerra contro l’Etiopia per il territorio dell’Ogaden, popolato da somali ma rimasto all’Etiopia in seguito alla divisione delle terre colonizzate; nello stesso anno nacque la compagnia aerea nazionale Somali Airlines.
1969
Un colpo di Stato militare ai danni del presidente della repubblica Abdirashid Ali Shermarke portò al potere il generale Siad Barre, che rinominò il paese in Repubblica Democratica Somala.
1972
Fu adottato l’alfabeto latino come ortografia standard della nazione; nello stesso anno la Somalia partecipò per la prima volta alle Olimpiadi estive.
1977
La Somalia combatté una seconda guerra contro l’Etiopia; nello stesso anno la Somalia francese divenne lo Stato indipendente di Gibuti.
1987
Il mezzofondista Abdi Bile vinse la medaglia d’oro nei 1500 metri piani ai Mondiali di atletica leggera di Roma.
1991
Il 26 gennaio la caduta di Siad Barre fu l’inizio della guerra civile tra i cosiddetti signori della guerra per il controllo della Somalia, mentre il 18 maggio il territorio settentrionale dell’ex Somaliland britannico annunciò la propria secessione.
1992
I caschi blu dell’ONU della missione Restore Hope giunsero nel Paese.
1995
La missione ONU lasciò il Paese ancora diviso tra molte fazioni.
1997
Gli sforzi diplomatici portarono all’Accordo fra ventisei fazioni; l’anno successivo il Puntland si dichiarò autonomo.
2000
Si tenne la Conferenza di pace di Gibuti, seguita nel 2002 dalla Conferenza di pace di Mbagathi.
2004
La Conferenza di pace in Kenya, che vide anche la partecipazione della IGAD, portò i signori della guerra ad accordarsi per formare un governo di transizione, con presidente ad interim Abdullahi Yusuf Ahmed e capo del governo Ali Mohamed Ghedi.
2006
Il governo provvisorio fu costretto a scendere a patti con le corti islamiche, che controllavano di fatto ampie regioni tra cui la stessa Mogadiscio; il Consiglio di Sicurezza dell’ONU revocò l’embargo delle armi al governo federale, consentendone il riarmo.
2009
Dopo l’accordo di pace stipulato a Gibuti dall’Alleanza per la Riliberazione della Somalia, il presidente Abdullahi Yusuf Ahmed si dimise e le nuove elezioni presidenziali furono vinte da Sharif Sheikh Ahmed.
2010
Il mandato del Governo e del Parlamento fu prolungato di un anno per potere dare avvio alle operazioni militari contro gli islamisti di Al-Shabaab, ancora in possesso delle città di Baidoa, Belet Uen e Afgoi, che furono infine conquistate dal governo somalo.
2011
Da quell’anno sono state riaperte le ambasciate di Turchia, Gibuti, Kenya, Iran, Regno Unito, Italia e ONU; nel dicembre il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon visitò il Paese.
2012
Il 1º agosto l’Assemblea Nazionale Costituente approvò la nuova Costituzione e nacque la Repubblica Federale di Somalia; alle elezioni presidenziali del 16 settembre fu eletto Hassan Sheikh Mohamud, e alla fine dell’anno il governo centrale controllava circa l’85% del territorio nazionale.
2013
Ripresero i colloqui di riconciliazione tra il governo centrale di Mogadiscio e quello della regione settentrionale del Somaliland, che rivendicava l’indipendenza dal 1991.
2017
L’8 febbraio Mohamed Abdullahi Mohamed fu eletto dal parlamento alla presidenza dello Stato Federale e il 16 febbraio si insediò ufficialmente, nominando il 23 febbraio Hassan Ali Khayre a capo dell’esecutivo.
2022
Le elezioni presidenziali si sono tenute il 16 maggio con 39 candidati in corsa, votati solo dai 329 grandi elettori membri di entrambe le camere del Parlamento: la vittoria è andata ad Hassan Sheikh Mohamud, già alla guida della Somalia dal 2012 al 2017.
2025
Lo Stato federato del Khatumo, dichiaratosi autonomo nel 2012, è stato ufficialmente riconosciuto.
Sintesi · Fonte: Somalia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La densità di popolazione della Somalia è di circa 16 abitanti per km²: da un punto di vista etnico il paese è ben omogeneo, perché l’85% della popolazione è costituita da somali.
Gruppi etnici minori sono i bantu, gli arabi, gli yemeniti, gli indiani, i pachistani, i Bajuni, gli Oromo, gli Abissini e i Barwani, gruppo derivante dal mix di somali, navigatori e soldati portoghesi, commercianti e rifugiati arabi, yemeniti, pakistani e indiani.
La società è organizzata secondo il sistema delle tribù, spesso contrapposte le une alle altre ma al tempo stesso legate da un sentimento evidente di identità nazionale: l’epoca post-coloniale ha tuttavia distrutto alcuni dei presupposti fondamentali della società tradizionale somala, per esempio il ruolo degli anziani come mediatori dei conflitti.
Anche a causa della guerra civile la Somalia è terra di emigrazione, sia verso l’Europa sia verso il Sudafrica; lo scoppio del conflitto ha portato anche alla scomparsa, pressoché totale, degli italo-somali.
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La lingua ufficiale è il somalo, mentre l’arabo è stato scelto come lingua secondaria.
L’italiano, vecchia lingua coloniale, ufficiale nel paese fino al 1963 e lingua ufficiale dell’Università nazionale somala fino al 1991, è tradizionalmente ritenuto lingua di rilievo ed è usato a livello commerciale e amministrativo, sebbene la mancanza di programmi scolastici e di coordinamento con l’Italia abbia fatto regredire la sua diffusione.
Nel 2021 è stato stipulato un accordo fra i due governi per favorire il recupero e il consolidamento della conoscenza della lingua italiana in Somalia, e nel gennaio del 2022 è ripresa la sezione in lingua italiana del notiziario della locale Radio Mogadiscio.
L’inglese è infine la lingua veicolare del paese ed è diffuso nell’ambito amministrativo.
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La religione più diffusa in Somalia è l’islam sunnita, con una percentuale di musulmani pari a oltre il 99%.
I pochi cristiani somali sono per la maggior parte cattolici, ma vi sono anche appartenenti alla Chiesa ortodossa etiope.
La piccolissima Chiesa cattolica somala è costituita dalla diocesi di Mogadiscio.
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La Somalia è uno dei paesi più poveri del mondo e in sostanza dipende quasi totalmente dagli aiuti umanitari: nel 2001 l’indice di sviluppo umano è stato di 0,284, dato che posizionava il Paese tra le 5 nazioni meno sviluppate nel mondo, anche se negli ultimi anni ha fatto registrare un lieve miglioramento.
L’economia si basa soprattutto sull’allevamento nomade e sulla produzione agricola; le rimesse degli emigranti che giungono in Somalia ogni anno vanno dai 300 ai 500 milioni di dollari, e sono presenti sul territorio anche alcuni piccoli giacimenti di petrolio.
Il 50% circa dei somali ha mantenuto il tradizionale stile di vita nomade e il dromedario come principale mezzo di trasporto: i trasporti su ruote non sono di conseguenza molto sviluppati, e la rete stradale conta circa 22.100 chilometri, di cui solo 2 608 asfaltati, senza autostrade né ferrovie.
La compagnia aerea nazionale è stata la Somali Airlines dal 1964 fino al 1991, con lo scoppio della guerra civile; lo scalo principale è l’Aeroporto Internazionale Aden Adde di Mogadiscio.
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In base alla costituzione del 2016 la Somalia è una repubblica federale; in assenza per lungo tempo di un governo centrale, l’amministrazione della giustizia è regredita a livello locale, con l’utilizzo di istituti civili, religiosi islamici oppure consuetudinari.
Gli Stati federati che la compongono sono il Somaliland, indipendente de facto dal 18 maggio 1991 ma non riconosciuto né dalla Repubblica federale né a livello internazionale, il Khatumo, dichiaratosi autonomo nel 2012 e ufficialmente riconosciuto nel 2025, il Puntland, autonomo dal 1998, il Galmudugh, dal 2006, l’Hirshabelle, dal 2016, la Somalia sud-occidentale e l’Oltregiuba, dal 2011.
Dal 2011 sono state riaperte le ambasciate di Turchia, Gibuti, Kenya, Iran, Regno Unito, Italia e ONU; prova del miglioramento della sicurezza è stata la visita del segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon nel dicembre 2011.
Secondo l’ONU, alla fine del 2012 il governo centrale controllava circa l’85% del territorio nazionale, grazie anche al processo di ricostituzione della polizia e dell’esercito.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

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L’idrografia è piuttosto semplice: due grandi fiumi, l’Uebi Scebeli e il Giuba, discendono dal cuore dell’altopiano etiopico e scorrono quasi paralleli nelle pianure somale, dove il primo, che è il più ricco d’acque, è costretto dai cordoni di dune a seguire a breve distanza la linea di costa per confluire molto più a sud-ovest nel tratto finale del Giuba, dando luogo a paludi costiere.
L’Uebi Scebeli è il maggior fiume dell’Africa orientale per lunghezza del corso e ampiezza del bacino: le sue portate, come quelle del Giuba, sono però discontinue nel corso dell’anno, con due stagioni di piena corrispondenti alle condizioni pluviometriche dell’altopiano etiopico. Grazie al prezioso apporto dei due fiumi la mesopotamia somala è la regione più fertile e più densamente popolata del paese.
La generale aridità del clima condiziona fortemente la vegetazione: prevalgono i paesaggi della savana, con formazioni arboree xerofile, che sugli altopiani cedono il passo alle formazioni erbose tipiche delle steppe, mentre la foresta tropicale è limitata alle parti più umide della Somalia meridionale lungo il corso dei due fiumi maggiori. Tipiche sono alcune essenze aromatiche, come l’incenso e la mirra, insieme all’euforbia cactiforme e a essenze gommifere.
Solo lo 0,3% del territorio appartiene formalmente ad aree naturali protette, ma non esiste un reale controllo ambientale.
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La cucina della Somalia, che varia da regione a regione, è una combinazione di diverse influenze culinarie ed è il prodotto della ricca tradizione commerciale del Paese: nonostante la varietà, un elemento unisce le varie tradizioni regionali, perché tutto il cibo viene servito halal.
Diverse varietà di bariis, cioè riso, il più popolare dei quali è probabilmente il basmati, fungono di solito da piatto principale: vengono utilizzate diverse spezie, tra cui il cumino, il cardamomo, i chiodi di garofano, la cannella e la salvia, per aggiungere aromi ai diversi piatti di riso.
Il qaddo, ovvero il pranzo, è spesso assai elaborato, mentre i somali servono la cena non prima delle 21:00; durante il Ramadan la cena viene spesso servita dopo la preghiera Tarawih.
Lo xalwo è un dolcetto popolare consumato nei giorni di festa: è composto da amido di mais, zucchero, polvere di cardamomo, polvere di noce moscata e burro chiarificato, e talvolta vengono aggiunte anche arachidi. Fra i pani tradizionali si trovano il lahoh e il sabaayad, mentre il maraq è una zuppa diffusa.
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Il 50% circa dei somali ha mantenuto il tradizionale stile di vita nomade, con il dromedario come principale mezzo di trasporto.
La società è organizzata secondo il sistema delle tribù, e il ruolo degli anziani come mediatori dei conflitti è stato uno dei presupposti fondamentali della società tradizionale somala.
Dopo i pasti le case vengono tradizionalmente profumate usando franchincenso, chiamato lubaan, o l’incenso, chiamato cuunsi, che viene preparato all’interno di un bruciatore chiamato dabqaad.
Secondo un rapporto UNICEF del 2013 la Somalia si trova ad avere il più alto numero di incidenza di mutilazioni genitali femminili nel mondo, con il 98% di tutte le donne del paese.
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La ricorrenza nazionale della Somalia cade il 1º luglio, Giorno dell’indipendenza.
La festa commemora l’unione, nel 1960, del territorio della Somalia italiana e dello Stato del Somaliland, ovvero l’ex Somalia britannica.
Fra le celebrazioni religiose si distinguono quelle di Eid, durante le quali si consuma il dolce xalwo.
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La Somalia ha un ricco patrimonio musicale incentrato sul folklore tradizionale: a prima vista la musica somala potrebbe essere confusa con quella delle regioni vicine come l’Etiopia, il Sudan o la penisola arabica, ma fondamentalmente è riconoscibile dai suoi brani e stili unici.
Le canzoni somale sono generalmente il prodotto della collaborazione tra parolieri, chiamati midho, cantautori, chiamati laxan, e cantanti, il cui nome significa voce.
Il rapper K’naan, che ha cantato la canzone Wavin’ Flag per i Mondiali di Calcio 2010, è somalo ma naturalizzato canadese.
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Gli studiosi somali hanno prodotto per secoli numerosi esempi notevoli di letteratura islamica, che vanno dalla poesia all’Hadith.
Con l’adozione dell’alfabeto latino nel 1972 come ortografia standard della nazione, numerosi autori somali contemporanei hanno anche pubblicato romanzi, alcuni dei quali hanno ricevuto consensi in tutto il mondo.
Di questi scrittori moderni Nuruddin Farah è il più celebre: libri come From a Crooked Rib e Links sono considerati importanti opere letterarie, che gli hanno valso fra gli altri riconoscimenti il premio internazionale Neustadt per la letteratura del 1998.
Faarax M.J. Cawl è un altro eminente scrittore somalo, famoso per il suo romanzo scritto durante l’era Derviscio, Ignorance is the enemy of love.
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La Somalia ha partecipato alle Olimpiadi estive negli anni 1972, 1984, 1988, 1996, 2000, 2004, 2008 e 2012.
Ha avuto una certa risonanza il caso di Samia Yusuf Omar, che corse i 200 metri piani ai Giochi olimpici di Pechino 2008 e attirò l’attenzione del pubblico e della stampa: la vita dell’atleta, morta nel 2012 a seguito del naufragio dell’imbarcazione con la quale cercava di raggiungere l’Italia, è protagonista del romanzo Non dirmi che hai paura di Giuseppe Catozzella.
L’atleta somalo più decorato è il mezzofondista Abdi Bile, che nella specialità dei 1500 metri piani ha vinto la medaglia d’oro ai Mondiali di atletica leggera di Roma 1987 e il bronzo ai Mondiali di Stoccarda 1993.
Di origine somala è anche il mezzofondista Mo Farah, di nazionalità britannica.
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Lingua
Il nome attuale in italiano della Somalia fu dato dall’esploratore italiano Luigi Robecchi Bricchetti, primo europeo a visitare estensivamente la regione del Corno d’Africa denominata Benadir.
Fonte: Somalia (Wikipedia, it)
Record
La Somalia ha la linea di costa più lunga di tutto il continente africano.
Fonte: Somalia (Wikipedia, it)
Storia
Secondo molti studiosi la Somalia potrebbe essere l’ubicazione più probabile del leggendario Paese di Punt, che gli antichi Egizi chiamavano Punt.
Fonte: Somalia (Wikipedia, it)
Lingua
Gli antichi Greci chiamavano la regione Barbaria e Macrobia, quest’ultimo nome usato da Erodoto e derivante dagli abitanti, considerati un popolo leggendario che si trovava all’estremo sud del mondo.
Fonte: Somalia (Wikipedia, it)
Lingua
Gli antichi Romani chiamavano la Somalia Regio Aromatica, mentre il nome datole dagli antichi Arabi era bilad-al-Barbar.
Fonte: Somalia (Wikipedia, it)
Storia
Fra le testimonianze di una civiltà avanzata nella penisola somala c’è il Muro di Wargaade, la cui scrittura resta ancora oggi non decifrata.
Fonte: Somalia (Wikipedia, it)
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Il paese dispone certamente di risorse che potrebbero essere valorizzate, come le grandissime spiagge bianche sull’Oceano Indiano, l’ambiente incontaminato delle isole Bagiuni e le vaste distese di savana.
Con la fine del conflitto nel 2011-2012 molti turisti, provenienti soprattutto dalle comunità somale all’estero, sono tornati nel paese, e allo stesso tempo si è registrata una piccola presenza di turisti occidentali nel nord della Somalia.
Fra i siti archeologici più notevoli c’è Laas Gaal, dove si trovano alcune fra le più antiche testimonianze di pittura rupestre del continente africano.
Lo scalo principale del Paese è l’Aeroporto Internazionale Aden Adde di Mogadiscio.
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Dati aggiornati al 20 settembre 2026.