Stiamo preparando la sala giochi…
Stiamo preparando la sala giochi…
Africa · Africa orientaleGuida completa
Controllo il passaporto…
CapitaleGibuti
Apri la guida di Gibuti
Il Gibuti, ufficialmente Repubblica di Gibuti, è uno Stato dell’Africa orientale posto all’estremità meridionale del Mar Rosso, presso lo stretto di Bab el-Mandeb, ed è situato nel Corno d’Africa.
Confina con l’Eritrea a nord, l’Etiopia a ovest e a sud e con il Somaliland a sud-est, ed è bagnato dal Mar Rosso e dal golfo di Aden; lo Yemen, nella penisola arabica, è a soli 30 km dalla costa.
La popolazione ammonta a circa 900 000 abitanti e ha una composizione multietnica, anche se con netta prevalenza di somali e afar; la religione predominante è l’islam, professato da oltre il 90% dei gibutiani.
Ex colonia francese, il Gibuti ha raggiunto l’indipendenza nel 1977 ed è stato l’ultima colonia francese nel continente africano a ottenerla; le lingue ufficiali sono l’arabo e il francese.
Sintesi · Fonte: Gibuti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il paese occupa una zona strategica nel Corno d’Africa, vista la vicinanza delle coste gibutiane alla penisola arabica.
La costa, punteggiata per molti chilometri da barriere coralline, si incunea profondamente nel golfo di Tagiura, venendo quasi a toccare la depressione dove si trova il lago Assal.
Nel Nord, in corrispondenza con il confine con Etiopia ed Eritrea, si trova il Moussa Ali, che con i suoi 2 063 metri è il rilievo montuoso più alto del paese; in generale la morfologia del territorio è irregolare, perché a cime che raggiungono i 2000 metri si alternano profonde depressioni.
Come primo livello amministrativo il Gibuti è diviso in cinque regioni amministrative e una città, perché la capitale ha uno status autonomo: le regioni sono Ali Sabieh, Arta, Dikhil, Obock e Tagiura, cui si aggiungono come secondo livello 11 distretti.
Sintesi · Fonte: Gibuti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima del Gibuti è caldo e secco soprattutto nella capitale e nelle località non montuose.
La temperatura varia tra 20 °C e 49 °C all’ombra: i mesi più caldi sono da maggio ad agosto, con 35-49 °C circa.
Negli altri mesi, da settembre ad aprile, si registra una temperatura compresa tra 42 °C e 35 °C circa.
Sintesi · Fonte: Gibuti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Djibouti Region · regione di Ali Sabieh · regione di Arta · regione di Dikhil · regione di Obock · regione di Tagiura
Stato attuale dal 1977
825
L’islam si diffuse in una regione all’epoca utilizzata come pascolo per il bestiame da diverse tribù, fra cui gli Afar dell’Etiopia orientale e gli Issa della Somalia; i commercianti arabi controllarono la regione fino al XVI secolo.
1577–1867
Il Gibuti fece parte dell’Impero ottomano, all’interno della provincia dell’Eyalet d’Egitto.
1856
Il viceconsole francese a Zaila acquistò Ambabo, e poco dopo Henri Lambert, console francese ad Aden, acquistò la città e il territorio di Obok.
1857
Il conte Stanislas Russell, ufficiale navale, venne inviato in missione sul Mar Rosso e caldeggiò fortemente la necessità di stabilire una presenza nella regione in vista dell’imminente apertura del canale di Suez.
1862
La cessione venne ratificata con il trattato dell’11 marzo tra il governo francese e vari capi Dancali.
1883–1887
La Francia firmò alcuni trattati con i popoli Somali e i sultani Afar per iniziare a ottenere il controllo della regione, soprattutto per controbilanciare la presenza britannica ad Aden: i sultani di Afar di Obock e Tagiura vendettero la zona per 10 000 talleri ai francesi.
1888
I francesi incominciarono a costruire la città di Gibuti sulla costa meridionale del golfo di Tagiura, una regione abitata in prevalenza da somali: iniziava così a prendere forma la Somalia francese, e Gibuti divenne ben presto lo sbocco marittimo ufficiale dell’Etiopia.
1894
Léonce Lagarde istituì l’amministrazione francese permanente nella città di Gibuti e rinominò la regione Somalia francese, nome ufficiale dal 1896.
1949
Vi furono le prime dimostrazioni da parte degli Issa, che chiedevano la riunificazione delle terre somale in mano agli italiani, ai britannici e ai francesi e l’espulsione di tutte le potenze coloniali; gli Afar appoggiarono invece i francesi.
1967
La maggioranza del 60% che si espresse a favore del governo francese fu in gran parte determinata dalla massiccia espulsione di somali dal Paese e dall’arresto dei leader dell’opposizione, e provocò tumulti e sommosse popolari nella capitale: le autorità coloniali cambiarono allora il nome della colonia.
Primi anni settanta
Il Paese venne attaccato dal Fronte di Liberazione della Costa Somala, cui avevano aderito molti degli espulsi dalla colonia.
1976
In seguito a ulteriori dimostrazioni a sostegno dell’opposizione, Ali Aref fu costretto a dare le dimissioni.
1977
Il 27 giugno la Francia concesse a Gibuti l’indipendenza: le prime elezioni decretarono la vittoria del Raggruppamento Popolare per il Progresso e Hassan Gouled Aptidon, capo del partito, divenne il nuovo presidente. Dallo stesso anno il Paese fa parte dell’ONU, dell’Unione africana e della Lega araba.
1979
Hassan Gouled Aptidon fondò il Raggruppamento Popolare per il Progresso.
1981
Da quell’anno, e fino al 1992, il Raggruppamento Popolare per il Progresso fu l’unico partito legale nel Paese.
1986
Il Paese entrò a far parte dell’Autorità intergovernativa per lo sviluppo, che ha la sua sede proprio nella città di Gibuti.
1988
Ahmed Salah si aggiudicò la medaglia di bronzo della maratona ai Giochi olimpici di Seul, vincendo la prima medaglia olimpica in assoluto per Gibuti.
1991
Iniziò la guerra civile gibutiana tra il governo centrale, retto dal clan somalo degli Issa e supportato dalla Francia, e il Fronte per la Restaurazione dell’Unità e della Democrazia, rappresentativo dell’etnia Afar, fino ad allora politicamente emarginata ed estromessa dal potere.
1992
Il 15 settembre fu promulgata la Costituzione del Gibuti.
1994
La guerra civile terminò grazie all’accordo di pace: la vittoria andò al governo, ma il FRUD firmò con esso un accordo, divenne un partito politico e da allora appoggia apertamente alle elezioni lo storico partito di governo degli Issa.
1996
In seguito all’arresto e alla messa in detenzione di diversi esponenti dell’opposizione politica da parte del presidente Hassan Gouled Aptidon, riprese il conflitto tra le due fazioni politiche.
1999
Hassan Gouled Aptidon rimase in carica fino a quell’anno, quando fu sconfitto alle elezioni da Ismail Omar Guelleh, suo nipote.
2000
Il 7 dicembre una fazione delle forze di polizia, a seguito del licenziamento del comandante generale dell’arma, tentò senza successo un colpo di Stato; la città gibutiana di Arta ospitò la conferenza di pace che diede vita al Governo Nazionale di Transizione somalo. Nell’agosto il Parlamento approvò la legge sul nuovo sistema scolastico.
2001
Il governo del Gibuti concesse l’ex base militare francese di Camp Lemonnier al comando centrale statunitense per le operazioni della Combined Joint Task Force nel contesto dell’Operazione Enduring Freedom; alcune frange ribelli della guerra civile rimasero attive fino a quell’anno.
2006
Il 7 gennaio fu istituita l’Università di Gibuti.
2008
I due paesi si contesero la penisola di Ras Doumeira, striscia desertica al confine formalmente appartenente al Gibuti ma reclamata dall’Eritrea: militarmente nessuno dei due Stati riuscì a prevalere, ma l’Eritrea ritirò le proprie truppe ed entrambe le parti affidarono la risoluzione della questione alla mediazione del Qatar.
2009
Il governo spese il 20,5% delle sue risorse per il sistema scolastico; nello stesso anno il comando statunitense di Camp Lemonnier è stato trasferito ad AFRICOM.
2010
La modifica della costituzione gibutiana ha visto l’abolizione del limite massimo di due mandati per il presidente del Paese.
2011
All’inizio dell’anno nel Paese ha avuto luogo una serie di proteste contro Guelleh e il suo governo, nel clima della primavera araba; le dimostrazioni, presto terminate, non hanno impedito la schiacciante vittoria elettorale di Guelleh, che ha conquistato l’80% dei voti. Nello stesso anno il Gibuti è entrato a far parte dell’AMISOM.
2012
Una delegazione di Gibuti ha assistito alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente somalo Hassan Sheikh Mohamud; la capitale aveva raggiunto i 600 000 abitanti.
2013
Il 23 ottobre è stata inaugurata la prima base anti pirateria italiana a Gibuti, a difesa del traffico marittimo italiano, chiamata Amedeo Guillet.
2014
Il mezzofondista Ayanleh Souleiman ha vinto la medaglia d’oro ai Campionati del mondo di atletica leggera indoor.
2016
Guelleh ha ottenuto un nuovo successo alle elezioni presidenziali, ricevendo l’87% delle preferenze.
2021
Le elezioni presidenziali hanno visto la quinta riconferma di Guelleh e del suo partito alla guida di Gibuti, con oltre il 97% di voti ricevuti: anche in questo caso la maggior parte dei partiti di opposizione ha deciso di non presentare alcun candidato.
2023
L’11 novembre è stato lanciato Gibuti-1A, il primo satellite del Paese.
Sintesi · Fonte: Gibuti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Secondo una stima del 2013 il Gibuti ha una popolazione totale di 792 198 abitanti, di cui il 76% vive in centri urbani e il resto si dedica alla pastorizia; la popolazione è in costante e pronunciato aumento, con un tasso di crescita superiore al 2% annuo.
La popolazione è concentrata soprattutto nella capitale, che nel 2012 ha raggiunto i 600 000 abitanti, circa i tre quarti di quelli complessivi: nonostante la capitale sia intensamente abitata si registra una bassa densità di popolazione, 37,2 abitanti per km², dovuta al territorio vasto e spesso inospitale.
I due principali gruppi etnici del Paese sono i somali, con il 60%, quasi tutti del clan degli issa, e gli afar, con il 35%; il resto della popolazione è composto da esigue minoranze di origine araba, etiope ed europea, quest’ultima per lo più francese e italiana.
L’unica città di grandi dimensioni è la capitale; le uniche altre città degne di nota sono i capoluoghi omonimi delle cinque regioni, tutti comunque ben al di sotto dei 100 000 abitanti, e di una certa dimensione è Ali Sabieh, seconda città del paese con più di 20 000 abitanti.
Sintesi · Fonte: Gibuti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Le lingue ufficiali del Gibuti sono l’arabo e il francese: l’arabo ha grande importanza sociale, culturale e religiosa, dato che il paese ha una consolidata tradizione islamica, mentre il francese, prodotto del periodo coloniale, è soprattutto la lingua utilizzata nell’istruzione.
Anche se molto diffuse e parlate come prima lingua dalle rispettive etnie, non godono di ufficialità il somalo presso gli issa e l’afar presso l’omonima popolazione: entrambe sono lingue cuscite.
Ancora oggi il francese è la principale lingua utilizzata nell’istruzione, e il tasso di alfabetizzazione raggiunge attualmente il 70%, ottimo dato per un paese sottosviluppato.
Sintesi · Fonte: Gibuti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il 94% della popolazione del Gibuti è di religione islamica, mentre il restante 6% professa il cristianesimo nelle sue varie forme; i cattolici sono circa 7 000.
La divisione religiosa della popolazione ha origine in quella etnica: a praticare l’islam sono i somali, gli Afar e la minoranza araba, mentre la religione cristiana è professata quasi soltanto da etiopi ed europei.
La Costituzione dichiara l’islam religione di Stato, ma al contempo riconosce espressamente la libertà religiosa e l’uguaglianza dei cittadini indipendentemente dalla loro confessione: la professione di fedi diverse da quella islamica è tollerata e i rapporti tra le comunità religiose sono pacifici.
L’opera di proselitismo cristiano verso i musulmani non è però consentita, e il Codice del diritto di famiglia vieta alle donne di sposare uomini che non siano musulmani.
Sintesi · Fonte: Gibuti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Gibuti è un paese povero, con un indice di sviluppo umano su livelli bassi, ma l’economia ha registrato a partire dal XXI secolo una crescita stabile e considerevole, con un tasso di crescita del PIL del 4,8% nel 2012: il PIL a parità di potere d’acquisto ammonta a 2 648 dollari pro-capite, il più alto del Corno d’Africa.
L’economia gibutiana è quasi completamente concentrata nei servizi, perché il Paese ha poche potenzialità agricole a causa del clima decisamente ostile alle coltivazioni, delle scarse precipitazioni e della natura desertica di quasi tutto il territorio: nel 2012 il settore primario contribuiva solo per il 3,2% alla formazione del PIL, l’industria per quasi il 17% e il terziario per il restante 80%.
Il Paese sfrutta la sua posizione strategica di punto di snodo tra il Mar Rosso e il golfo di Aden, che lo rende un importante centro di traffici commerciali: questa attività di transito è svolta soprattutto nel porto di Gibuti, cuore economico della nazione e anche importante centro di rifornimento di carburanti e di trasbordo per le navi.
Gran parte dell’economia nazionale dipende dal commercio con l’Etiopia lungo la ferrovia che collega Addis Abeba a Gibuti: il 70% dell’attività portuale è assorbito proprio dal transito delle merci etiopi, di cui il porto gibutiano è il principale sbocco marittimo. La disoccupazione supera però il 50%, uno dei livelli più alti al mondo.
Sintesi · Fonte: Gibuti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Gibuti è una repubblica di tipo semipresidenziale in cui il potere esecutivo è conferito al governo, guidato dal presidente della Repubblica: il presidente è il capo dello Stato e il comandante in capo delle forze armate, e condivide il potere esecutivo con il primo ministro da lui nominato.
Il potere legislativo è attribuito a un Parlamento monocamerale, l’Assemblea Nazionale, composta da 65 membri eletti a suffragio universale diretto; la Costituzione è stata promulgata il 15 settembre 1992.
Il sistema politico è da sempre dominato da un unico partito, il Raggruppamento Popolare per il Progresso, fondato nel 1979 da Hassan Gouled Aptidon, primo presidente del Paese: il partito è stato dal 1981 al 1992 l’unico legale nel Paese, il che ne ha favorito il consolidamento.
Per la sua posizione strategica sul territorio sono presenti diverse basi militari straniere, storicamente la più antica quella della Legione straniera francese: oggi, con la presenza totale di circa 10 000 soldati, la più consistente è quella degli Stati Uniti, seguita da Francia, Giappone, Cina e Arabia Saudita.
Sintesi · Fonte: Gibuti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Poiché il clima è caldo e secco non vi sono fiumi permanenti, ma solo alcuni wadi, e la vegetazione è composta da steppe e rade boscaglie: il 90% circa del territorio è coperto dal deserto.
Ci sono dei fiumi, ma non riescono a sfociare in mare a causa del clima caldo e secco, che contribuisce al loro prematuro prosciugamento.
Al confine con l’Etiopia vi è il lago Abbe, bacino endoreico salato di 450 km², dei quali circa il 75% di specchio d’acqua e il 25% ridotto a deserto salino.
La costa del Paese è punteggiata per molti chilometri da barriere coralline.
Sintesi · Fonte: Gibuti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Piatto nazionale di Gibuti è lo Skudahkharis.
È ancora da ricordare il Fah-fah, tipico stufato di Gibuti.
Sono presenti tanti altri piatti tradizionali; una parte consistente della popolazione è occupata nella coltivazione di datteri, frutta e ortaggi nelle oasi che si trovano sul territorio.
Sintesi · Fonte: Gibuti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La divisione religiosa della popolazione del Gibuti ha origine in quella etnica, e le comunità somale, afar e arabe condividono la tradizione islamica del Paese.
Legalmente i musulmani hanno il diritto di sposare donne di altre fedi e convertirsi ad altre religioni, ma non lo fanno quasi mai, per paura delle possibili reazioni delle proprie famiglie o clan.
Il francese, eredità del periodo coloniale, resta la lingua dell’istruzione, mentre l’arabo conserva grande importanza sociale, culturale e religiosa.
Sintesi · Fonte: Gibuti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La ricorrenza nazionale del Gibuti cade il 27 giugno ed è chiamata Commémoration de l’indépendance.
La festa celebra l’indipendenza dalla Francia, ottenuta nel 1977.
Il Gibuti è stato l’ultima colonia francese nel continente africano a ottenere l’indipendenza.
Sintesi · Fonte: Gibuti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Tra gli artisti visivi del Gibuti si possono ricordare Djama Elmi God, vissuto fra il 1948 e il 1996, che si formò in Italia e rientrò a Gibuti nel 1983, dove fu l’autore dei francobolli postali nazionali della repubblica per dieci anni.
Si ricordano inoltre Fouad Daoud Youssouf, nato nel 1961, consigliere pedagogico in scienze naturali e pittore autodidatta, Mouhoumed Mouhamed Houssein, pittore nato nel 1956 e formatosi in Ungheria, e Nawal Awad, nata nel 1966, diplomata alla scuola d’arte di San Luca in Belgio e professore d’arte a Gibuti.
Fra i fotografi si contano Mohamed Abdallah Kayari, Moussa Robleh Awalé, Ramadan Ali Ahmed, Houssein Assamo, Amin Mahamoud Ahmed e Abdourahman Issa; nella musica si ricordano Nima Djama, Dinkara, Neïma Moussa e Aïdarous.
Sintesi · Fonte: Gibuti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nel campo della letteratura gli autori gibutiani più noti sono Ali Moussa Iye, Chehem Mohamed Watta, Abdi Mohamed Farah e Abdourahman Ismaël.
Si ricordano inoltre William Syad, Abdourahman Waberi, Idriss Youssouf Elmi e Daher Ahmed Farah; nel teatro lavora Aïcha Mohamed Rebleh.
La principale università del paese è l’Università di Gibuti, istituita il 7 gennaio 2006.
Sintesi · Fonte: Gibuti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Come nella maggior parte dei Paesi dell’Africa orientale, lo sport più praticato è l’atletica leggera: Ahmed Salah è l’atleta più noto e premiato della storia del Paese, maratoneta di livello mondiale negli anni ottanta.
Salah si aggiudicò la medaglia di bronzo della maratona dei Giochi olimpici di Seul 1988, vincendo così la prima medaglia olimpica in assoluto per Gibuti.
Si ricorda poi il mezzofondista Ayanleh Souleiman, medaglia d’oro ai Campionati del mondo di atletica leggera indoor 2014.
Nonostante la diffusione dell’atletica lo sport più popolare è il calcio: ci sono molte squadre conosciute a livello locale e regionale, e l’attuale capocannoniere della nazionale è Mahdi Houssein Mahabeh con 6 reti. È praticato molto anche il basket.
Sintesi · Fonte: Gibuti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nessun sito iscritto nella Lista del patrimonio dell’umanità.
Record
Lo Yemen, nella penisola arabica, è a soli 30 km dalla costa del Gibuti.
Fonte: Gibuti (Wikipedia, it)
Record
Il Gibuti è stato l’ultima colonia francese nel continente africano a ottenere l’indipendenza.
Fonte: Gibuti (Wikipedia, it)
Record
Il 90% circa del territorio del Gibuti è coperto dal deserto.
Fonte: Gibuti (Wikipedia, it)
Geografia
Nel Gibuti non vi sono fiumi permanenti, ma solo alcuni wadi: i corsi d’acqua non riescono a sfociare in mare a causa del clima caldo e secco.
Fonte: Gibuti (Wikipedia, it)
Geografia
Il rilievo montuoso più alto del Gibuti è il Moussa Ali, con 2 063 metri.
Fonte: Gibuti (Wikipedia, it)
Geografia
Il lago Abbe, al confine con l’Etiopia, è un bacino endoreico salato di 450 km², dei quali circa il 75% di specchio d’acqua e il 25% ridotto a deserto salino.
Fonte: Gibuti (Wikipedia, it)
6 di 50
La costa del Gibuti è punteggiata per molti chilometri da barriere coralline e si incunea profondamente nel golfo di Tagiura.
La depressione del lago Assal si trova quasi a contatto con il golfo di Tagiura, mentre al confine con l’Etiopia si estende il lago Abbe, bacino endoreico salato di 450 km².
Nel Nord del Paese si innalza il Moussa Ali, con 2 063 metri il rilievo montuoso più alto del Gibuti.
La capitale, che assorbe circa i tre quarti della popolazione totale, è anche sede dell’Autorità intergovernativa per lo sviluppo, organizzazione politico-commerciale formata dai Paesi del Corno d’Africa.
Sintesi · Fonte: Gibuti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Controllo i tuoi viaggi…
Controllo il passaporto…
I dati strutturati vengono da Wikidata (CC0). Le descrizioni e le sintesi derivano da voci di Wikipedia, ridistribuite con licenza CC BY-SA 4.0: chi le riusa deve citare gli autori e mantenere la stessa licenza. Le fotografie vengono da Wikimedia Commons, con autore e licenza elencati qui sotto.
Fotografie
Altre fonti: Wikidata (CC0 1.0)
Dati aggiornati al 20 settembre 2026.