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Il Madagascar, in malgascio Madagasikara, ufficialmente Repubblica del Madagascar, è uno Stato insulare situato nell’oceano indiano, al largo della costa orientale dell’Africa, di fronte al Mozambico.
L’isola principale, anch’essa chiamata Madagascar, è la quarta più grande al mondo, dopo Groenlandia, Nuova Guinea e Borneo: ospita il 5% delle specie animali e vegetali del mondo, l’80% delle quali sono endemiche.
Fra gli esempi più noti di questa eccezionale biodiversità ci sono l’ordine dei lemuri, le oltre 250 specie di rane, le numerose specie di camaleonti e i tipici baobab.
L’aggettivo associato al Paese, usato per indicarne la lingua nativa, le etnie e la cittadinanza, è malgascio; la lingua malgascia è la prima lingua dell’isola, ma la popolazione parla correntemente anche il francese, a seguito del passato coloniale.
Sintesi · Fonte: Madagascar (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’isola, lunga oltre 1 500 km, si trova a 400 km dalle coste del Mozambico, da cui la separa il Canale di Mozambico: è un’isola tropicale attraversata dal Tropico del Capricorno ma, data la notevole estensione, il paesaggio e il clima variano molto.
Il tratto più distintivo dell’isola nel suo insieme è il colore rosso intenso del terreno, ricco di ferro: proprio per la netta prevalenza di terreni ferrosi il Madagascar viene anche chiamato l’Isola Rossa, o il Continente Rosso.
Il cuore del Paese è l’altopiano centrale, le hautes terres, che comprende le regioni di Fianarantsoa e Antananarivo e presenta colline e montagne che proteggono valli fertili e fondamentali per l’agricoltura, con numerosissime risaie; nel nord predominano le colline coperte di foresta e la terra è sempre umida, mentre la costa orientale è ricca di vegetazione e di risorse naturali.
Le montagne che corrono lungo la parte centrale dell’isola, sull’asse nord-sud, dividono il sistema dei fiumi in due versanti: a ovest scorrono lentamente verso il Canale del Mozambico i fiumi navigabili, fra cui i maggiori dell’isola, cioè il Betsiboka, la Tsiribihina, il Mangoky e l’Onilahy; a est i corsi d’acqua sono più brevi e impetuosi. Il lago più vasto è l’Alaotra.
Sintesi · Fonte: Madagascar (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima è di tipo tropicale, ma varia da località a località: il versante orientale, a causa dell’esposizione ai flussi monsonici, è molto piovoso e spesso è anche investito da cicloni, mentre il clima è subdesertico nella parte occidentale e in quella meridionale.
Le temperature sono elevate tutto l’anno e diminuiscono solo salendo sugli altopiani e sui rilievi montuosi: sull’altopiano centrale il clima è caldo d’estate e freddo d’inverno, e nei mesi più freddi sono frequenti le nevicate oltre i 2000 metri.
Le piogge sono concentrate durante l’estate australe, che dura da novembre a marzo, mentre nel sud del Paese le piogge sono rare.
Sintesi · Fonte: Madagascar (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
provincia di Antananarivo · provincia di Antsiranana · provincia di Fianarantsoa · provincia di Mahajanga · provincia di Toamasina · provincia di Toliara
Stato attuale dal 1960
160 milioni di anni fa
Quando il Gondwana iniziò a frantumarsi, il Madagascar si separò prima dall’Africa e solo dopo, 89 milioni di anni fa, dall’India.
62 milioni di anni fa
L’antenato comune dei lemuri sembra essere arrivato sull’isola in quell’epoca.
18–24 milioni di anni fa
L’antenato comune delle otto specie di carnivori endemiche dell’isola sarebbe arrivato in quel periodo.
2000–1500 anni fa
I primi uomini a giungere sull’isola erano probabilmente di origine indonesiana e malese; da questi primi coloni discendono le etnie malgasce dai tratti più evidentemente asiatico-indonesiani, come i Merina.
X–XI secolo
Gli arabi scoprirono l’isola prima degli europei e iniziarono a fondarvi insediamenti, soprattutto con l’intento di commerciare gli schiavi.
XIII secolo
Marco Polo cita l’isola sconosciuta e misteriosa nel suo Milione, segno che gli europei ne avevano saputo da fonti asiatiche o arabe.
1500
L’isola fu avvistata fortuitamente da Diogo Dias, che era stato portato fuori rotta da una tempesta mentre rientrava dalle Indie diretto in Mozambico.
XVI–XVII secolo
Rimasto fuori dalla sfera di influenza delle grandi potenze europee, il Madagascar divenne il rifugio ideale per i pirati che depredavano le flotte mercantili in transito per le Indie.
XVIII secolo
Al regno dei Sakalava e a quello dei Betsimisaraka si aggiunse quello dei Merina, unificati nel regno di Andrianampoinimerina, che collocò la sua capitale ad Antananarivo.
1824
Radama I estese i propri domini fino alle coste, diventando il primo sovrano del regno del Madagascar; aveva stretto accordi strategici con gli inglesi, ottenendone l’appoggio militare ed economico.
1885
Gli inglesi rinunciarono a qualsiasi pretesa nei confronti del Madagascar, lasciando il campo libero ai francesi: al termine della prima spedizione francese, la Francia dichiarò il Madagascar un proprio protettorato.
1895
Un tentativo di resistenza della regina Ranavalona III fu stroncato dalla presa della capitale da parte delle truppe francesi.
1896–1915
La conquista guidata dall’amministrazione francese durò più di quindici anni: la repressione della resistenza fece tra le 100 000 e le 700 000 vittime malgasce, secondo le fonti.
1914–1918
Durante la prima guerra mondiale quasi 50 000 malgasci combatterono nell’esercito francese.
1927
Furono organizzate grandi manifestazioni, in particolare su iniziativa dell’attivista comunista François Vittori, che fu imprigionato in seguito a queste azioni.
Anni trenta
Il movimento anticoloniale malgascio acquistò ulteriore slancio: il sindacalismo cominciò ad apparire in forma sotterranea e si formò il Partito Comunista della Regione Madagascar.
1939
Tutte le organizzazioni vennero sciolte dall’amministrazione della colonia, che optò per il regime di Vichy.
1942
L’isola fu occupata dai britannici, i quali, dopo la firma dell’armistizio, garantirono il mantenimento della sovranità francese affidandone l’amministrazione al generale della Francia Libera Paul Legentilhomme.
1947
Una rivolta indipendentista tenne impegnate per molti mesi le forze francesi e fu stroncata brutalmente: si parla di 60 000-100 000 morti, e la repressione fu accompagnata da esecuzioni sommarie, torture, raggruppamenti forzati e incendi di villaggi.
1958
Il 14 ottobre nacque ufficialmente la Repubblica del Madagascar nell’ambito della Communauté Française.
1960
Il 26 giugno il Madagascar divenne indipendente, con Philibert Tsiranana come primo presidente; la prima costituzione equiparava malgascio e francese come lingue ufficiali.
1977
Il partito di Didier Ratsiraka divenne l’unico partito legalmente riconosciuto e la libertà di stampa fu fortemente ridotta.
1988
Uscì il film Rumori di Raymond Rajaonarivelo, ispirato alla rivolta del 1947, che ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali.
1993
Ratsiraka indisse le prime elezioni multipartitiche del Paese.
1998
Entrò in vigore la costituzione tuttora vigente.
2001
Le elezioni, che vedevano contrapposti Ratsiraka e Marc Ravalomanana, si conclusero con reciproche accuse di brogli e con scontri anche armati: ne uscì vittorioso Ravalomanana e Ratsiraka fu costretto all’esilio.
2005
Il Paese annunciò di aver scoperto giacimenti di petrolio; nello stesso anno la DreamWorks pubblicò il film d’animazione che porta il nome dell’isola.
2007
La nuova costituzione riconobbe nuovamente il francese come seconda lingua ufficiale e una modifica costituzionale aggiunse l’inglese come terza.
2009
Il 17 marzo il leader dell’opposizione Andry Rajoelina si pose al comando dell’esercito, assediò e conquistò il palazzo presidenziale e costrinse il presidente Ravalomanana a dimettersi.
2010
Una nuova modifica costituzionale del novembre rimosse lo stato di ufficialità dell’inglese, tornando a riconoscere tale status solo al malgascio e al francese.
2013
Le elezioni tenutesi nel dicembre videro la vittoria di Hery Rajaonarimampianina, proclamato presidente poche settimane dopo.
2016
In quell’anno sbarcarono sull’isola 293 000 turisti, con un incremento del 20% rispetto all’anno precedente; la disoccupazione era pari al 2,1%.
2018
Il 16 ottobre la nazionale di calcio si qualificò per la prima volta alle fasi finali della Coppa d’Africa, battendo ad Antananarivo la Guinea Equatoriale.
2019
Il 70% della popolazione viveva sotto la soglia di povertà, mentre le presenze turistiche salivano a 486 000 e l’economia cresceva a tassi superiori al 4% annuo.
2025
Nel settembre esplosero ad Antananarivo grandi manifestazioni, scatenate dalle sempre più frequenti interruzioni di elettricità e acqua: il movimento, guidato in gran parte da esponenti della cosiddetta Generazione Z, ha denunciato la corruzione diffusa, il nepotismo e le violazioni delle libertà fondamentali.
Sintesi · Fonte: Madagascar (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nel Madagascar vivono circa 32 milioni di abitanti, con una densità di 41,3 abitanti per km²: la popolazione è quasi sestuplicata nell’ultimo mezzo secolo, dato che nel 1960 gli abitanti erano poco più di 5 milioni.
Si distinguono diciotto gruppi etnici principali, prevalentemente di origine mista asiatica e africana, con elementi arabi ed europei; studi sul DNA delle popolazioni malgasce mostrano origini per circa metà malesi e per metà africane.
I tratti orientali sono presenti soprattutto negli altopiani centrali e corrispondono alle popolazioni Merina, 3 milioni di persone, e Betsileo, 2 milioni, mentre la gente della costa, detta côtiers, è di origine più chiaramente africana.
I più grandi gruppi tribali costieri sono quelli dei Betsimisaraka, 1,6 milioni di persone, dei Tsimihety e dei Sakalava, questi ultimi composti entrambi da circa 700 000 persone.
Sintesi · Fonte: Madagascar (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua malgascia è di origine maleo-polinesiaca ed è parlata in tutta l’isola: il suo vocabolario è sovrapponibile al 90% a quello ma’anyan parlato nella regione del fiume Barito nel Borneo meridionale.
Gran parte della popolazione conosce anche il francese: la prima costituzione del 1960 equiparava malgascio e francese come lingue ufficiali, mentre la nuova costituzione del 2007 ha riconosciuto nuovamente in modo esplicito il francese come seconda lingua ufficiale del Paese.
Dal 2007 una modifica costituzionale aggiunse l’inglese come terza lingua ufficiale, mossa di natura politica volta a favorire i rapporti con il Sudafrica e l’affluire di investimenti dai paesi anglofoni; durante il triennio di ufficialità è però esistita una sola scuola dove l’insegnamento venisse impartito in quella lingua, e una modifica costituzionale del novembre 2010 ha rimosso lo stato di ufficialità dell’inglese.
Sintesi · Fonte: Madagascar (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Circa metà della popolazione è dedita a culti tradizionali locali, che tendono a essere centrati attorno all’idea del legame con i defunti: soprattutto i merina degli altopiani seguono rigorosamente i loro riti tradizionali e ritengono che gli antenati defunti divengano divinità e seguano con attenzione le vicende dei loro discendenti ancora in vita.
Il 45% dei malgasci sono invece cristiani, suddivisi circa in parti uguali fra cattolici e protestanti: in molti casi il cristianesimo malgascio mantiene alcuni tratti derivanti dalle credenze tradizionali, e non raramente un ministro di culto cristiano viene invitato a presiedere una famadihana.
Sulle regioni costiere, specialmente nelle province di Mahajanga e Antsiranana, è presente una minoranza di musulmani, appartenenti a etnie indo-pakistane o originarie delle Comore.
Le chiese cristiane sono spesso influenti sulla vita politica del Paese: il Consiglio delle Chiese Malgasce riunisce le quattro dottrine più radicate, cioè cattolicesimo romano, protestantesimo riformato, luteranesimo e anglicanesimo.
Sintesi · Fonte: Madagascar (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’isola è ancora un paese poverissimo: nel 2019 il 70% della popolazione viveva sotto la soglia di povertà, e restano freni strutturali allo sviluppo come la corruzione, le pastoie dell’amministrazione pubblica, la mancanza di certezza del diritto e l’arretratezza della legislazione fondiaria.
L’economia è comunque dal 2011 in crescita, con tassi superiori al 4% annuo registrati nel 2019; il reddito pro capite viene spesso indicato intorno ai 1 600 dollari l’anno, uno dei più bassi del mondo, ma in crescita dal 2012. Le principali risorse economiche sono il turismo, l’esportazione tessile, la produzione ed esportazione agricola e l’estrazione mineraria.
L’economia nazionale è basata essenzialmente sull’agricoltura, sull’allevamento del bestiame e sulla produzione di oggetti di artigianato: il più importante prodotto del Paese è il riso, mentre l’esportazione agricola è centrata su prodotti di volume ridotto e alto valore, come la vaniglia, di cui il Madagascar è il primo produttore al mondo con circa metà della produzione mondiale, i litchi e gli oli essenziali.
L’industria è poco sviluppata e si concentra nella manifattura tessile e nella trasformazione dei prodotti agricoli; i minerali estratti sono numerosi, quali grafite, cromite, mica, oro e pietre preziose, e nel 2005 il Paese ha annunciato di aver scoperto giacimenti di petrolio.
Sintesi · Fonte: Madagascar (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La costituzione vigente, quella del 1998, prevede come istituzioni principali del Paese il Presidente, il Parlamento, composto da Assemblea Nazionale e Senato, il Primo ministro e un potere giuridico indipendente.
Dopo l’indipendenza il presidente Philibert Tsiranana condusse una politica apertamente filo-francese, volta essenzialmente a preservare lo status quo, causando un malcontento diffuso; il potere passò poi a Didier Ratsiraka, che modificò profondamente lo stato e la politica estera in direzione di un socialismo filo-sovietico, rinominando il paese Repubblica Democratica del Madagascar.
Il regime di Ratsiraka iniziò a vacillare negli anni 1980, sotto la pressione di una forte crisi economica e del crescente isolamento internazionale: le prime elezioni multipartitiche si tennero nel 1993, e Ratsiraka e il suo principale rivale Albert Zafy si alternarono alla guida del paese fino al 2001.
Il 17 marzo 2009 un colpo di Stato portò al potere il trentaquattrenne leader dell’opposizione Andry Rajoelina, che si pose al comando dell’esercito e conquistò il palazzo presidenziale: tutte le più importanti organizzazioni internazionali si opposero al rovesciamento politico ottenuto tramite la forza.
Sintesi · Fonte: Madagascar (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Il Madagascar e le Seychelles sono frammenti dell’antico supercontinente di Gondwana: quando il Gondwana iniziò a frantumarsi, circa 160 milioni di anni fa, il Madagascar si separò prima dall’Africa e solo dopo dall’India. Questo isolamento ne ha fatto quello che alcuni biogeografi chiamano l’«ottavo continente».
Fra le specie vegetali otto famiglie di angiosperme sono endemiche dell’isola; vi si trovano circa 170 specie di palme, un migliaio di specie di orchidea, fra cui quella da cui si ricava la vaniglia, molte piante carnivore e le agavi da cui si ricava una fibra nota come sisal. Delle otto specie di baobab note, ben sei sono endemiche del Madagascar.
Tutte le specie di lemuri esistenti vivono in Madagascar o nelle isole vicine, così come i due terzi delle specie note di camaleonti e numerose specie di tartarughe e di gechi; fra i mammiferi tipici ci sono un roditore gigante, il votsotsa, la famiglia degli insettivori tenrec, cinque specie di mangusta e carnivori come il fossa e il fanaloka.
In base ai dati ufficiali è scomparso circa il 70% delle foreste: la deforestazione, insieme all’intenso sfruttamento dei pascoli, ha causato l’erosione del suolo e avviato un processo di desertificazione, e per questo numerose specie animali e vegetali sono in pericolo di estinzione.
Sintesi · Fonte: Madagascar (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Superficie 598 km²

Parco nazionale
Superficie 2.400 km²

Parco nazionale
Superficie 8.154 km²

Parco nazionale
Superficie 416 km²

Parco nazionale
Superficie 182 km²

Parco nazionale
Superficie 222 km²

Parco nazionale
Superficie 722 km²

Parco nazionale

Parco nazionale

Parco nazionale
Superficie 3 km²
Parco nazionale
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La cucina malgascia riflette l’influenza della cucina del sud-est asiatico, africana, indiana, cinese ed europea, portate dai migranti sull’isola.
Alimento principale è il riso, che viene mangiato praticamente in tutti i pasti del giorno, spesso accompagnato con pollo, pesce o carne di zebù.
Il Romazava è senza dubbio il piatto tipico: è un tipo di ragù fatto con foglie verdi chiamate Brèdes Mafana, dal gusto piccante, accompagnato da carne di manzo cotta a lungo; altro piatto tipico è il Ravitoto, foglie di manioca preparate con carne di maiale o zebù.
Il pesce viene mangiato in tutti i tipi, come anguille, gamberoni o granchi, mentre per i dolci si segnalano le crêpes, di chiara discendenza francese.
Sintesi · Fonte: Madagascar (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il legame tra vivi e morti è sottolineato dalla famadihana, la riesumazione praticata soprattutto dai Merina e dai Betsileo: il cadavere del morto viene riportato alla luce per essere riavvolto in un nuovo sudario e per essere portato in giro, così da potersi rendere conto direttamente dei cambiamenti avvenuti dopo la sua morte.
È una cerimonia molto costosa, a causa della gran festa che ne consegue e che può durare anche diversi giorni, ed è considerata una grave offesa per il defunto rimandarla se la famiglia è in grado di affrontarne le spese: avviene durante l’inverno australe, tra luglio e settembre, e generalmente dopo tre o cinque anni dalla morte.
Il Mpanandro è una persona molto importante nel villaggio, perché ha il ruolo di astrologo e ha la conoscenza del Vintana, dove il fato è ordinato dalla posizione della luna, del sole e delle stelle: viene consultato per determinare quale sia il giorno di miglior auspicio per celebrazioni quali un matrimonio o una riesumazione, ma anche per un viaggio, il lavoro o un incontro.
Secondo il Vintana l’est è superiore all’ovest e il nord è superiore al sud, e il nord-est è quindi considerato la posizione migliore: le persone costruiscono le case in asse nord-sud e riservano un angolo a nord-est per la preghiera, fanno sedere gli ospiti sul lato nord e collocano la cucina a sud.
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La musica malgascia risente del sincretismo e del multiculturalismo del Paese.
Vi si riconoscono elementi provenienti dalla tradizione francese, araba e africana.
Fra le influenze africane sono particolarmente riconoscibili quelle sudafricana, keniota e congolese.
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Si è distinta una interessante produzione letteraria malgascia, di cui fra gli autori si può ricordare Jean-Joseph Rabearivelo.
Altra figura di rilievo è Jacques Rabemananjara.
Si ricorda inoltre Antoine de Padoue Rahajarizafy, che fu anche filosofo e presbitero.
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In ambito cinematografico spicca la figura di Raymond Rajaonarivelo, il cui film Rumori, del 1988, ispirato alla rivolta del 1947, ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali.
Il Madagascar ha acquisito ulteriore notorietà nei primi anni 2000, quando la casa cinematografica DreamWorks nel 2005 ha realizzato e pubblicato l’omonimo film d’animazione, da cui poi è nato il franchise.
Nel Paese vengono pubblicati tre quotidiani in lingua francese, ma come nella maggior parte dei Paesi africani i media radiotelevisivi costituiscono il principale mezzo di diffusione delle informazioni, soprattutto nelle aree rurali.
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Lo sport tradizionale è la savika, una sorta di rodeo o corrida praticata con zebù.
La lotta malgascia si pratica essenzialmente nei villaggi costieri: i villaggi si incontrano in una piazza dove si forma un cerchio e lo sfidante passeggia attorno a esso lanciando sguardi di sfida finché non trova qualcuno che accetta. Richiede agilità e rapidità di movimenti ed è accompagnata da suoni, canti e dalle urla degli spettatori.
Tra gli sport più popolari il rugby ha una buona diffusione, mentre sono piuttosto diffusi anche il basket e la pétanque, eredità della presenza francese sull’isola.
Il calcio è molto popolare: la nazionale il 16 ottobre 2018 si è qualificata per la prima volta alle fasi finali della Coppa d’Africa battendo ad Antananarivo la Guinea Equatoriale.
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Record
L’isola principale del Madagascar è la quarta più grande al mondo, dopo Groenlandia, Nuova Guinea e Borneo.
Fonte: Madagascar (Wikipedia, it)
Record
Il Paese ospita il 5% delle specie animali e vegetali del mondo, l’80% delle quali sono endemiche.
Fonte: Madagascar (Wikipedia, it)
Record
L’isolamento del Madagascar ne ha fatto quello che alcuni biogeografi chiamano l’«ottavo continente».
Fonte: Madagascar (Wikipedia, it)
Geografia
Per la netta prevalenza di terreni ferrosi, di colore rosso intenso, il Madagascar viene chiamato anche l’Isola Rossa.
Fonte: Madagascar (Wikipedia, it)
Geografia
L’isola è attraversata dal Tropico del Capricorno.
Fonte: Madagascar (Wikipedia, it)
Geografia
Il Canale di Mozambico separa l’isola dalle coste africane, distanti 400 km.
Fonte: Madagascar (Wikipedia, it)
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Grande risorsa dell’isola ancora non pienamente sfruttata è il turismo, che negli anni 1990 ha incoraggiato tante migliaia di visitatori e alla fine degli anni 2000 è diminuito con l’instabilità politica: nel 2016 sono sbarcati sull’isola 293 000 turisti, con un incremento del 20% rispetto al 2015, mentre nel 2019 le presenze turistiche erano 486 000.
Nel Paese esistono quattro linee ferroviarie principali, con complessivi 854 km di strada ferrata, ma la manutenzione della rete è carente; le arterie stradali principali sono le Routes Nationales, solo in parte asfaltate.
Il mezzo di trasporto più comune è il taxi-brousse, un pulmino con una capienza di 15 persone circa che copre grandi e medie distanze: in caso di lunghi viaggi è auspicabile la prenotazione del posto, perché gli autisti aspettano che la vettura sia al completo prima di partire.
Il trasporto aereo può contare su una rete di 84 aeroporti, di cui 27 con pista in asfalto: la principale struttura è l’Aeroporto di Antananarivo-Ivato. Al largo dell’isola di Sainte-Marie transitano stagionalmente le balene, mentre le barriere coralline del sud-ovest e la zona di Nosy Be attirano gli appassionati di immersioni.
Sintesi · Fonte: Madagascar (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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