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La Moldavia, ufficialmente Repubblica di Moldavia, è uno Stato dell’Europa orientale racchiuso tra Romania e Ucraina, senza sbocco sul mare; la capitale è Chișinău e la popolazione a gennaio 2025 ammonta a circa 2381000 abitanti.
La Repubblica corrisponde grossomodo alla regione storica della Bessarabia, mentre corrisponde solo a metà del più ampio territorio della Moldavia storica, l’altra metà della quale si trova in Romania, con un piccolo territorio in Ucraina.
Il Paese fu per molto tempo un principato autonomo, a lungo tributario dell’Impero ottomano, fino al 1812, quando venne spartito fra russi e austriaci; alla dissoluzione dell’Unione Sovietica la Moldavia dichiarò l’indipendenza il 27 agosto del 1991.
La Moldavia è una repubblica parlamentare, il cui capo di Stato è Maia Sandu, eletta il 15 novembre 2020: dall’indipendenza è ufficialmente uno Stato neutrale e dal 23 giugno 2022 ha ottenuto lo status di Paese candidato per entrare a far parte dell’Unione europea.
Sintesi · Fonte: Moldavia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Moldavia confina a ovest con la Romania e a sud, est e nord con l’Ucraina: in Europa è uno dei soli tre Stati, insieme ad Andorra e al Liechtenstein, che hanno una doppia triplice frontiera con le stesse due nazioni.
Si estende per circa 33843 km² su una striscia di territorio ampia circa 150 km in direzione est-ovest e lunga circa 350 km in direzione nord-sud; il territorio coincide grossomodo con la regione della Bessarabia, un’area pianeggiante compresa fra il fiume Prut e il Nistru.
La pianura è intervallata da alcuni gruppi di colline che difficilmente superano i 400 metri sul livello del mare e che rappresentano l’estremo sud-ovest della piattaforma sarmatica, verso la quale digradano i Carpazi; a settentrione si trova un’area pianeggiante ondulata da modeste colline, ricoperta in parte da foreste e in parte dedicata alla coltivazione dei cereali.
Nella parte centrale del paese vi sono colline di maggiore altezza e ricoperte da foreste: in tale zona, a nord-ovest della capitale, si trova il punto di massima elevazione della Moldavia, il Bălănești, con 429,5 metri.
Sintesi · Fonte: Moldavia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Pur mantenendo caratteristiche continentali, il clima della Moldavia è fortemente influenzato dalla vicinanza del Mar Nero: gli inverni sono relativamente miti e secchi, con temperature medie giornaliere di gennaio di −1,9 °C, mentre le estati sono calde, con medie giornaliere che in luglio superano i 20 °C.
In estate nelle regioni meridionali occasionalmente soffia dal Mar Nero il sukhoviei, un vento caldo e secco che può aumentare la temperatura di diversi gradi, fino a punte di 40 °C.
Le precipitazioni sono piuttosto scarse e irregolari al Sud, dove la media è di 350 mm annui, mentre nel resto del paese e sui rilievi sono abbondanti e raggiungono anche i 600 mm annui nel Nord, con picchi all’inizio dell’estate e in ottobre; sono frequenti i temporali e gli acquazzoni improvvisi, così come gli smottamenti causati dall’erosione dovuta alle piogge intense.
Sintesi · Fonte: Moldavia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1991
106
La popolazione moldava discende parzialmente dai Daci, che in quell’anno entrarono a far parte dell’Impero romano: nel secolo e mezzo successivo si fusero con i conquistatori, adottandone la lingua.
270
A causa delle costanti pressioni dei Goti i Romani abbandonarono la regione, che subì poi una serie di invasioni da parte di Unni, Avari, Magiari, Bulgari e tataro-mongoli.
X secolo
Parte del territorio dell’odierna Moldavia divenne parte della Rus’ di Kiev, che si stava espandendo verso il Mar Nero: per più di tre secoli l’area rimase una terra di confine del regno, abitata principalmente da tribù slave orientali come Ulici e Tiverzi e oggetto delle costanti invasioni dei Peceneghi.
1343
Dopo la disfatta dei Mongoli la regione fu compresa nel principato di Moldavia.
1392
Il principato controllava anche le fortezze di Cetatea Albă e Chilia e aveva stabilito il confine orientale sul fiume Nistro, sulla cui sponda vennero edificate nel secolo successivo le fortezze di Soroca e Tighina.
1457–1504
Il principato raggiunse la massima fioritura sotto il regno di Ștefan cel Mare, cioè Stefano III il Grande.
1484
La zona costiera a nord del Danubio venne conquistata dall’Impero ottomano e prese il nome di Budžak, o Bessarabia storica.
1504
Il Principato di Moldavia divenne tributario dell’Impero ottomano.
1538
Da quell’anno il principato passò dalla condizione di tributario a quella di vassallo dell’Impero ottomano.
1775
L’Impero austriaco occupò la parte nord-occidentale del principato.
1812
L’Impero russo occupò la metà orientale del principato.
1859
Con Alexandru Ioan Cuza si unirono la restante parte occidentale del Principato di Moldavia e la Valacchia nel Regno di Romania.
1918
Nel febbraio, alla fine della prima guerra mondiale, la Bessarabia, che sfruttando la dissoluzione dell’impero russo si era intanto dichiarata indipendente, entrò a far parte del Regno di Romania insieme a Transilvania e Bucovina.
1924
L’Unione Sovietica, che non riconobbe mai l’unione con la Romania e reclamava la Bessarabia come propria, creò la repubblica socialista sovietica autonoma moldava a partire dal territorio della RSS Ucraina.
1940
A seguito del Patto Molotov-Ribbentrop, nel giugno l’Armata Rossa entrò in Bessarabia, che fu annessa all’Unione Sovietica come parte della Repubblica Socialista Sovietica di Moldavia; parte dei territori annessi entrarono sotto la giurisdizione della RSS Ucraina, facendo perdere alla repubblica lo sbocco sul mare.
1941
La Romania entrò in guerra a fianco delle Potenze dell’Asse, riprendendo così il controllo di Bessarabia, Bucovina e oltre.
1944
A partire dal 20 agosto, sconfitto Ion Antonescu, questi territori furono riconquistati dall’Armata Rossa e nuovamente annessi alla Repubblica Socialista di Moldavia; da quell’anno venne imposto come lingua ufficiale il russo.
1946
Fu fondata a Chișinău l’Università Statale della Moldavia.
1964
Fu fondata nella capitale l’Università Tecnica della Moldavia.
1969
Si sviluppò a Chișinău un Fronte Nazionale Patriottico clandestino, che auspicava la creazione di una Repubblica Democratica Moldava separata dall’Unione Sovietica.
1971
I tre leader del Fronte, Alexandru Usatiuc-Bulgar, Gheorghe Ghimpu e Valeriu Graur, vennero arrestati.
1988
Nel febbraio si ebbe a Chișinău una dimostrazione nella quale si chiedeva l’uso ufficiale della lingua moldava in sostituzione del russo.
1989
Il 27 agosto il Fronte Popolare della Moldavia organizzò a Chișinău la Grande Assemblea Nazionale, e il 31 agosto fu adottata la legge che proclamava la lingua moldava scritta nella scrittura latina lingua di stato della repubblica.
1990
Le prime elezioni democratiche per il Parlamento locale si tennero fra febbraio e marzo, con Mircea Snegur eletto Presidente del Parlamento e Mircea Druc nominato Primo ministro; il 23 giugno il Parlamento adottò la Dichiarazione di Sovranità. Il 16 agosto la Transnistria proclamò l’istituzione di una repubblica indipendente con capitale Tiraspol.
1991
Dopo il fallimento del tentativo di colpo di Stato sovietico, la Moldavia dichiarò la propria indipendenza il 27 agosto; il 21 dicembre firmò l’atto costitutivo della Comunità degli Stati Indipendenti e il 25 dicembre ricevette il riconoscimento ufficiale. Nello stesso anno fu istituita la Banca Nazionale di Moldavia.
1992
Nell’inverno fra il 1991 e il 1992 si verificarono scontri che degenerarono in una guerra fra le forze moldave e quelle separatiste, con l’intervento militare russo a sostegno della Transnistria: il conflitto si concluse con un cessate il fuoco e l’istituzione di una zona di sicurezza sorvegliata da una forza di pace tripartita. Il 2 gennaio la Moldavia introdusse l’economia di mercato e il 2 marzo ottenne il riconoscimento formale presso le Nazioni Unite.
1993
Il governo introdusse una nuova valuta nazionale, il leu moldavo, in sostituzione del cupon moldavo.
1994
Il 29 luglio fu promulgata la nuova Costituzione, che concesse l’autonomia alla Transnistria e alla Gagauzia; il 16 marzo il Paese aderì al Partenariato per la pace della NATO e il 23 dicembre il Parlamento adottò la Legge sullo status giuridico speciale della Gagauzia. Lukman Žabrailov vinse l’oro ai campionati mondiali di lotta in Turchia.
1995
La Moldavia entrò a far parte, prima fra le ex-repubbliche dell’Unione Sovietica, del Consiglio d’Europa; nello stesso anno fu costituito l’ente territoriale autonomo della Gagauzia e venne legalizzata l’omosessualità.
1996
Ai Giochi olimpici di Atlanta i canoisti Viktor Renejskij e Nicolae Juravschi conquistarono il secondo posto nella categoria C2 500 m e Serghei Mureico vinse il bronzo nella lotta greco-romana.
1997
Il 15 gennaio Petru Lucinschi divenne il secondo presidente del Paese, succedendo a Mircea Snegur.
2000
La Costituzione venne emendata, trasformando la Moldavia in una repubblica parlamentare e introducendo l’elezione indiretta della carica di Presidente della Repubblica.
2001
Alle elezioni legislative del febbraio il Partito dei Comunisti ottenne 71 seggi su 101 e il 4 aprile elesse Vladimir Voronin come terzo presidente: il Paese divenne il primo Stato post-sovietico in cui un Partito Comunista non riformato tornò al potere. Dallo stesso anno l’economia cominciò a mutare, con una crescita annuale costante tra il 5% e il 10% fino al 2008.
2006
Il divieto di esportazioni di vino in Russia causò una crisi diplomatica; nello stesso anno gli Stati membri del GUAM decisero di rinominare l’accordo in Organizzazione per la Democrazia e lo Sviluppo Economico.
2009
Alle elezioni parlamentari dell’aprile il Partito Comunista ottenne il 49,48% dei voti e i controversi risultati scatenarono imponenti proteste popolari; nell’agosto quattro partiti si accordarono per creare l’Alleanza per l’Integrazione Europea e l’11 settembre Vladimir Voronin si dimise.
2010
Dopo il fallimento del referendum costituzionale del settembre il Parlamento fu nuovamente sciolto; il 30 dicembre Marian Lupu venne eletto Presidente del Parlamento e Presidente della Repubblica ad interim. Il 12 ottobre il Paese ratificò lo Statuto di Roma e l’8 novembre concluse con la Romania il Trattato sul regime delle frontiere di Stato.
2012
Nel marzo Nicolae Timofti venne eletto Presidente della Repubblica a seguito del voto parlamentare, primo eletto dalle dimissioni di Vladimir Voronin.
2013
Il 5 dicembre la Corte costituzionale ha deciso che la Dichiarazione d’indipendenza, che proclama lingua ufficiale il rumeno, prevale sull’articolo 13 della Costituzione; il 29 novembre fu firmato l’Accordo di Associazione con l’Unione europea.
2014
Il 27 giugno fu firmato l’accordo di Libero Scambio con l’Unione europea, entrato in vigore il 1º settembre; nel novembre la banca centrale perse il controllo di Banca de Economii e di due istituti più piccoli, e le indagini fecero emergere una frode su larga scala per un valore di circa 1 miliardo di dollari.
2016
Nel gennaio venne formato un nuovo governo guidato da Pavel Filip; alle elezioni presidenziali del dicembre il socialista e filorusso Igor Dodon venne eletto presidente della Repubblica.
2019
Dal 7 al 15 giugno il governo moldavo attraversò un periodo di doppio potere: la Corte costituzionale annunciò di aver temporaneamente rimosso il presidente Igor Dodon, mentre l’8 giugno si formava un governo guidato da Maia Sandu. La Corte annullò la decisione il 15 giugno, ponendo fine alla crisi.
2020
Alle elezioni presidenziali del novembre la candidata dell’opposizione pro-europea Maia Sandu venne eletta presidente della Repubblica, sconfiggendo Igor Dodon e diventando la prima donna eletta presidente della Moldavia.
2021
Il 28 aprile Maia Sandu sciolse il parlamento; le elezioni dell’11 luglio portarono a una vittoria del Partito di Azione e Solidarietà e il 6 agosto si insediò il governo guidato da Natalia Gavrilița. Nella lotta la Moldavia conquistò l’oro con Victor Ciobanu e Irina Rîngaci ai mondiali di Oslo, e lo Sheriff Tiraspol divenne la prima squadra moldava qualificata alla fase a gironi della Champions League.
2022
Il 3 marzo il Paese presentò una domanda formale di adesione all’Unione europea e il 23 giugno ottenne lo status di Paese candidato dal Consiglio europeo; il 15 luglio è stato lanciato TUMnanoSAT, il primo satellite moldavo.
2023
Il taglio delle forniture energetiche russe ha provocato un’ondata di 700.000 migranti ucraini e ha spinto l’inflazione al 30%.
2024
Nell’ottobre si è svolto un referendum costituzionale con cui è stata approvata la proposta di modificare la costituzione al fine di unire la Moldavia all’Unione europea; il 4 novembre Maia Sandu ha ottenuto il suo secondo mandato presidenziale con il 54% dei voti.
2025
Alle elezioni parlamentari del 28 settembre il Partito Azione e Solidarietà ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi con il 50,1% dei voti, superando ampiamente il Blocco Patriottico, di orientamento filorusso, fermo al 24,2%.
Sintesi · Fonte: Moldavia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Circa un sesto della popolazione vive nella capitale Chișinău, che è anche la città più grande dello Stato, con 780 300 abitanti nel 2007; le altre principali città sono Tiraspol, Bălți, Bender e Rîbnița.
La Moldavia è principalmente abitata dai moldavi, ma il territorio presenta consistenti minoranze etniche: le maggiori sono quelle rom, la più numerosa con circa 250.000 persone, ucraina e russa. Russi e ucraini si trovano soprattutto nella Transnistria e nel Nord del Paese, mentre nel Sud si trovano altre due storiche minoranze, i gagauzi, popolazione di lingua turca che professa la religione ortodossa, e i bulgari di Bessarabia.
Esistono anche piccole minoranze italiane, tedesche e polacche, risalenti alla metà dell’Ottocento, oltre a comunità di ebrei, bielorussi e armeni; la vita media delle donne è di 73 anni, mentre quella degli uomini è di 69 anni.
Il Paese è diviso in trentadue distretti, cui sono equiparate tre municipalità, Chișinău, Bălți e Bender, e due regioni speciali, la Gagauzia e la Transnistria.
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A partire dal 1944, sotto la dominazione sovietica e nell’intento di russificare il territorio, venne imposto come lingua ufficiale il russo; a partire dal 1991, secondo la costituzione, la lingua ufficiale è ritornata a essere la lingua rumena, fino al 2023 nota ufficialmente come lingua moldava, e si è tornati alla lingua madre scritta in caratteri latini.
Questa scelta ha voluto segnare un netto distacco dal mondo sovietico e un ritorno alle origini neolatine: la lingua moldava non è più considerata dalla maggior parte dei linguisti come lingua separata, perché non sono presenti sostanziali differenze tra le due se non per arcaismi e derivazioni russe.
Nelle grandi città gran parte della popolazione riesce a parlare con discreta fluidità anche il russo, che tuttora è tenuto in grande considerazione soprattutto dalle emittenti televisive locali; inoltre l’alfabeto cirillico è ancora diffuso, divenendo esclusivo in Gagauzia e Transnistria.
Esistono anche minoranze linguistiche che rivendicano un’autonomia linguistica regionale, come la lingua gagauza, che è una variante della lingua turca e si parla nella regione autonoma di Gagauzia.
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I cristiani ortodossi sono il 93,0% della popolazione moldava, i vecchi credenti l’1,6%, i cattolici lo 0,5% e gli altri culti, fra cui protestanti, evangelisti ed ebrei, il 4,9%.
La Chiesa ortodossa moldava è una Chiesa autonoma che dipende dalla Chiesa ortodossa russa e dal Patriarcato di Mosca, e conta 1 194 parrocchie, mentre la metropolia della Bessarabia fa parte della Chiesa ortodossa rumena e ha 124 parrocchie.
Una minoranza ristretta della popolazione appartiene alla Chiesa ortodossa dei Vecchi Credenti, mentre il radicamento di gruppi protestanti ed evangelici, pur crescente, resta non paragonabile a quello dell’Ortodossia nella regione negli ultimi trent’anni.
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Chiusa fra Ucraina e Romania, la Moldavia è la seconda più piccola fra le ex-repubbliche sovietiche e la più densamente popolata: l’industria occupa il 20% della forza lavoro, mentre l’agricoltura oltre un terzo, vista la fertilità dei terreni.
Il PIL e l’Indice di sviluppo umano sono i più bassi d’Europa, ma entrambi questi dati hanno fatto registrare negli ultimi tempi un apprezzabile aumento; la debolezza economica ha spinto molti moldavi a emigrare e si calcola che siano circa un milione i moldavi residenti all’estero.
Il clima favorevolmente influenzato dalla prossimità del Mar Nero ne fa un’area ideale per l’agricoltura e l’industria alimentare, che contribuiscono per circa il 40% del PIL: sul fertile suolo del paese vengono coltivati grano, mais, avena, tabacco, barbabietole da zucchero, soia e orzo, mentre più marginali sono le produzioni di girasoli, nocciole, mele e frutta in genere. Notevole è la produzione vinicola, concentrata nella parte centrale e meridionale del paese.
Nel settore secondario le poche industrie esistenti, tessili, meccaniche, siderurgiche e chimiche, sono concentrate nella capitale e nelle città di Tiraspol, Belcy e Tighina; la rilevanza del settore privato è gradualmente salita fino al 60% del PIL. La valuta della Moldavia è il leu moldavo dal 29 novembre 1993.
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La Moldavia è retta da un Parlamento monocamerale composto da 101 membri, eletti a suffragio universale ogni 4 anni: il Presidente della Repubblica nomina un primo ministro incaricato di comporre il proprio consiglio dei ministri, che viene sottoposto al voto parlamentare. La Costituzione è stata adottata il 29 luglio 1994.
La Moldavia non controlla il territorio secessionista della riva orientale del fiume Dnestr, la Transnistria, che nel settembre 1990 ha unilateralmente dichiarato la propria indipendenza: la regione è ampia 4163 km², conta circa 375 000 abitanti e non è riconosciuta da nessuno Stato.
La Gagauzia, territorio nel meridione del paese abitato principalmente dai gagauzi, si era dichiarata indipendente nello stesso periodo della Transnistria, ma stavolta si raggiunse una risoluzione pacifica quando il governo moldavo riconobbe la sua autonomia nella nuova costituzione.
Il Paese fa parte delle Nazioni Unite, dell’OSCE, del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale e dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, ed è uno degli Stati membri fondatori del GUAM, un accordo di cooperazione con Georgia, Ucraina e Azerbaigian; ha aderito al Partenariato per la pace della NATO il 16 marzo 1994 ma non è membro dell’Alleanza.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

Castello e fortezza

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Sito archeologico

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I due fiumi più importanti sono il Prut, lungo complessivamente 953 km, 771 dei quali costituiscono il confine fra Moldavia e Romania, e il Nistru, che attraversa il paese per 398 dei suoi 1362 km complessivi, delimitando una stretta fascia lungo la frontiera orientale occupata dalla Transnistria.
Il territorio si abbassa lievemente muovendosi verso sud, motivo per cui gran parte dei corsi d’acqua minori scorrono direttamente in direzione del Mar Nero senza affluire nei due fiumi principali.
Uno sbarramento sul fiume Nistro dà origine a un ampio bacino artificiale utilizzato per la produzione di energia elettrica, situato a nord della città di Dubăsari e chiamato lago di Dubăsari.
La Moldavia arriva inoltre fino a lambire il Danubio, da cui è bagnata solo per 480 metri, dove si trova il porto di Giurgiulești.
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La cucina moldava si basa principalmente su ingredienti come carne di maiale, pollame, tacchino, patate, legumi e vari cereali.
Sono diffusi piatti tipici spesso presenti anche in Romania o in Russia, come la mămăligă, simile alla polenta, la ciorbă, minestra acida tipica dei Balcani e del mondo arabo, e i sarmale, involtini di carne.
Si trovano inoltre le pârjoale, essenzialmente delle polpette, i coltunași, molto simili ai pierogi, e i pel’meni, una pasta ripiena; fra i dolci si ricordano il cozonac e le alivenci.
Notevole è la produzione vinicola, concentrata nella parte centrale e meridionale del paese, cui appartiene il rosso Negru de Purcari; il Paese produce anche liquori e spumante.
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Le Joc sono tipiche danze popolari moldave.
Esiste una controversia etno-storico-linguistica sull’identità dei moldavi come etnia separata da quella rumena: in epoca sovietica le autorità portarono avanti campagne di russificazione, implementando un alfabeto cirillico esclusivo e il concetto che i moldavi fossero un popolo diverso dai romeni, idea che tutt’oggi è al centro di disputa.
Il vino accompagna la vita sociale del Paese: oltre a ottimi vini la Moldavia produce anche liquori e spumante, ed è diffusa anche l’apicoltura.
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Il 31 agosto si celebra La nostra lingua, una festa con la quale si ricorda la riconquista del diritto alla lingua moldava nelle strutture statali e nell’insegnamento e il ritorno alla lingua madre scritta in caratteri latini, in sostituzione del russo e dei caratteri cirillici.
Il 27 agosto 1989 il Fronte Popolare della Moldavia organizzò una manifestazione di massa a Chișinău, nota come la Grande Assemblea Nazionale, per far adottare una legge sulla lingua.
La legge, approvata il 31 agosto 1989, proclamava la lingua moldava scritta nella scrittura latina lingua di stato della repubblica.
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In ambito musicale è molto noto il gruppo moldavo degli O-Zone, in particolare per la canzone pubblicata nel 2004 Dragostea din tei.
Tra le cantanti spicca Natalia Barbu.
Fra i musicisti del Paese si ricorda anche il noto compositore Eugen Doga; le Joc sono invece le tipiche danze popolari moldave.
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In ambito letterario, nel XIX secolo, spicca la figura del poeta tardo-romantico Mihai Eminescu, nato a Botoșani nella regione storica moldava.
Si ricordano ancora Vasile Alecsandri, scrittore appassionato di canzoni folkloristiche romene, e Ion Creangă, autore di novelle per ragazzi.
Nel XX secolo si distinsero soprattutto il poeta Grigore Vieru, che si occupò in particolare di libri per bambini, gli scrittori Ion Druta e Spiridon Vangheli e la poetessa Eugenia Bulat.
L’Università Statale della Moldavia si trova a Chișinău ed è stata fondata nel 1946, mentre l’Università Tecnica della Moldavia è stata fondata nel 1964 e si trova sempre nella capitale.
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La Repubblica di Moldavia ha vinto le sue prime medaglie olimpiche ai Giochi olimpici di Atlanta 1996 con i canoisti Viktor Renejskij e Nicolae Juravschi, che conquistarono il secondo posto nella categoria C2 500 m, e con Serghei Mureico, che vinse il bronzo nella categoria 130 kg della lotta greco-romana.
Nella lotta si ricorda l’affermazione mondiale di Lukman Žabrailov, vincitore della medaglia d’oro nel 1994 ai campionati mondiali disputatisi in Turchia, e le medaglie d’oro di Victor Ciobanu e Irina Rîngaci ai mondiali di Oslo 2021.
Costituita nel 1991 dopo le vicende che fecero seguito alla scissione dell’URSS, la Nazionale di calcio della Moldavia ha ottenuto in campo internazionale risultati modesti: il suo capocannoniere con 12 reti è Ion Nicolăescu.
La Super Liga è il massimo livello del campionato di calcio moldavo e vi partecipano attualmente 8 formazioni; la squadra più titolata è lo Sheriff Tiraspol, con 21 titoli, prima e unica squadra moldava a essersi qualificata alla fase a gironi della Champions League, nell’edizione 2021-2022.
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Geografia
La Repubblica di Moldavia corrisponde solo a metà del più ampio territorio della Moldavia storica: l’altra metà si trova in Romania, con un piccolo territorio in Ucraina.
Fonte: Moldavia (Wikipedia, it)
Record
In Europa la Moldavia è uno dei soli tre Stati, insieme ad Andorra e al Liechtenstein, che hanno una doppia triplice frontiera con le stesse due nazioni.
Fonte: Moldavia (Wikipedia, it)
Record
Il punto di massima elevazione della Moldavia è il Bălănești, alto appena 429,5 metri.
Fonte: Moldavia (Wikipedia, it)
Record
La Moldavia arriva a lambire il Danubio, da cui è bagnata solo per 480 metri, dove si trova il porto di Giurgiulești.
Fonte: Moldavia (Wikipedia, it)
Geografia
Il fiume Prut è lungo complessivamente 953 km, 771 dei quali costituiscono il confine fra Moldavia e Romania.
Fonte: Moldavia (Wikipedia, it)
Geografia
Il Nistru attraversa la Moldavia per 398 dei suoi 1362 km complessivi.
Fonte: Moldavia (Wikipedia, it)
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L’Arco geodetico di Struve è il primo sito della Moldavia iscritto, nel 2005, nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
La capitale Chișinău ospita circa un sesto della popolazione del Paese ed è il principale centro culturale e universitario.
Fra le mete del Paese ci sono le cantine della parte centrale e meridionale, cuore della produzione vinicola moldava, e il lago di Dubăsari, ampio bacino artificiale sul Nistro.
Il sistema di comunicazione è modesto, sia stradale, con 12000 km, sia ferroviario, con 1100 km, mentre le vie navigabili interne assommano a soli 42 km.
Sintesi · Fonte: Moldavia (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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