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Il Liechtenstein, ufficialmente Principato del Liechtenstein, è uno Stato indipendente dell’Europa centrale, ubicato lungo il confine tra Svizzera e Austria.
Con una superficie di 160 km² è il sestultimo Paese del mondo per estensione e il quarto stato più piccolo d’Europa; la sua lingua ufficiale è il tedesco, parlato in diglossia con una sua variante alemanna, e la capitale è Vaduz, sede sia della residenza del principe sia del parlamento e del governo.
Nato come principato del Sacro Romano Impero, fu parte della Confederazione germanica fino al 1866, anno della propria indipendenza; è oggi una monarchia costituzionale il cui principe è Giovanni Adamo II, che nel 2004 ha affidato la reggenza dello Stato a suo figlio, il principe ereditario Luigi.
Si tratta del Paese con il più elevato PIL pro capite del mondo, con uno sviluppato settore finanziario; la sua valuta è il franco svizzero.
Sintesi · Fonte: Liechtenstein (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Quarto stato più piccolo d’Europa, il Liechtenstein è situato nelle Alpi tra la Svizzera e l’Austria, nella regione geografica dell’Alta Svevia.
Il suo territorio appartiene alla valle del Reno, che segna tutto il suo confine occidentale; la parte orientale del Paese è completamente montuosa e il punto più alto è il Grauspitz, con un’altezza di 2599 metri.
È uno dei soli tre stati europei, insieme ad Andorra e Moldavia, ad avere una doppia triplice frontiera con le stesse due nazioni; inoltre è doppiamente senza sbocco sul mare, ossia confina solo con stati senza sbocchi sul mare.
Il Paese è diviso in undici comuni, la maggior parte dei quali consiste di un unico centro abitato: Vaduz, Schaan, Balzers, Triesen, Eschen, Mauren, Triesenberg, Ruggell, Gamprin, Schellenberg e Planken.
Sintesi · Fonte: Liechtenstein (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nonostante la collocazione alpina, il clima del Liechtenstein è abbastanza mite, grazie ai venti che soffiano da meridione.
Durante l’inverno le montagne offrono una serie di ottime stazioni per gli sport invernali.
Il clima temperato e la disponibilità di terreni nella valle del Reno permettono la coltivazione di grano, orzo, mais, patate e vite.
Sintesi · Fonte: Liechtenstein (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ruggell · Schellenberg · Gamprin · Eschen · Mauren · Schaan · Planken · Vaduz · Triesenberg · Triesen · Balzers
Stato attuale dal 1806
1140
L’attuale dinastia prende il nome dall’omonimo castello di Liechtenstein nella Bassa Austria, di cui la famiglia fu in possesso da quest’epoca al XIII secolo.
1608
La famiglia ottenne il titolo principesco ereditario, dopo aver acquisito attraverso i secoli nuovi territori soprattutto in Moravia, nella Bassa Austria, in Slesia e in Stiria.
1699
La famiglia ottenne la signoria di Schellenberg, di modesta importanza ma feudo imperiale diretto.
1712
Fu acquisita anche la contea di Vaduz: i due feudi fruttarono finalmente il seggio al Consiglio dei Principi del Reichstag.
1714
Il territorio si costituì come feudo statale autonomo, quando l’imperatore Carlo VI lo concesse alla famiglia principesca che ancora lo detiene.
1719
Il 23 gennaio Carlo VI d’Asburgo decretò l’unione tra Vaduz e Schellenberg ed elevò la locale contea a Fürstentum, cioè Principato, con il nome di Liechtenstein in onore di Antonio Floriano del Liechtenstein: è in questa data che lo Stato entrò ufficialmente a fare parte del Sacro Romano Impero.
1806
Gran parte del Sacro Romano Impero fu invaso dalle truppe della quarta coalizione: durante le operazioni militari l’Imperatore Francesco II abdicò, l’Impero fu sciolto e il principato entrò a fare parte della Confederazione del Reno.
1813
Il 19 ottobre si sciolse la Confederazione del Reno, di cui il principe del Liechtenstein era stato membro e vassallo de facto dell’imperatore Napoleone Bonaparte.
1815
Il 20 giugno il Liechtenstein aderì alla Confederazione germanica, presieduta dall’imperatore d’Austria.
1818
Giovanni I garantì una costituzione allo Stato.
1836
Fu aperta la prima fabbrica dello Stato, con l’avvio della produzione di ceramiche.
1846
Peter Kaiser pubblicò il libro Storia del Principato del Liechtenstein.
1866
Il 23 agosto si sciolse la Confederazione germanica e il Liechtenstein divenne indipendente; allo scoppio della guerra austro-prussiana erano state fatte pressioni sul principato e, quando la pace fu firmata, la Prussia lo accusò di essere stato la causa del conflitto.
1868
L’esercito fu abolito subito dopo la guerra austro-prussiana, nella quale il Liechtenstein aveva schierato un esercito di ottanta uomini a scopo difensivo; da allora la difesa dei confini è assicurata dalla Svizzera.
1921
Il 5 ottobre fu varata la nuova Costituzione, che riconosce al principe importanti poteri e non lo relega a un ruolo cerimoniale.
1923
Il Paese entrò in Unione Doganale con la Svizzera.
1924
Il Paese adottò come propria valuta il franco svizzero.
1927
Una terribile inondazione mise a dura prova l’economia del Paese.
1928
Il fallimento della Sparkasse del Liechtenstein azzerò le riserve del locale Ministero del tesoro: il Paese fu finanziariamente rovinato e pesantemente indebitato con la Svizzera, e subito dopo fu varata una legislazione che permise il segreto sui clienti e sui conti bancari.
1938
L’annessione dell’Austria rappresentò un grave pericolo per il principato, dato che la condizione che ne aveva originato l’indipendenza era stata la rivalità tra Germania e Austria; i principi, che avevano vissuto a Vienna fino ad allora, si trasferirono nel principato.
1939–1945
Nel corso della seconda guerra mondiale il Liechtenstein rimase neutrale, grazie al principe Francesco Giuseppe II che ne assicurò la neutralità e l’inviolabilità; i tesori del Principato e quelli della famiglia del principe vennero tratti in salvo a Londra.
1945
Dopo la seconda guerra mondiale la Cecoslovacchia, agendo per sequestrare quelli che considerava possedimenti tedeschi, espropriò la totalità dei territori e dei possedimenti ereditari della dinastia in Boemia, Moravia e Slesia: oltre 1.600 chilometri quadrati di terreno agricolo e foreste, dieci volte la dimensione del Liechtenstein, oltre a svariati castelli e palazzi.
1955
Un contenzioso si ebbe con il Guatemala a proposito di un tedesco cresciuto in quel Paese e divenuto cittadino del Liechtenstein, arrestato come nemico al suo rientro in Guatemala.
1976
Hanni Wenzel vinse il bronzo nello slalom speciale femminile ai Giochi olimpici di Innsbruck; nello stesso anno il Liechtenstein partecipò a Giochi senza frontiere, a Groninga, per un’unica puntata.
1980
Le uniche medaglie d’oro olimpiche del Liechtenstein sono state vinte da Hanni Wenzel nello sci alpino ai XIII Giochi olimpici invernali; il fratello Andreas aveva vinto la Coppa del Mondo di sci alpino nella stagione precedente.
1984
Il Liechtenstein è stato l’ultimo Paese europeo ad ammettere il suffragio femminile, a seguito di un referendum; fino a quell’anno il principato aveva relazioni dirette solo con i vicini, perché era la Svizzera a curarne gli interessi nel mondo.
1985
Il 28 agosto furono avviati formali rapporti diplomatici con la Santa Sede, con la nomina del principe Nikolaus ad ambasciatore in Vaticano; l’8 settembre papa Giovanni Paolo II visitò il principato.
1989
Giovanni Adamo II salì al trono alla morte del padre Francesco Giuseppe II.
1995
Dal maggio il Liechtenstein è membro dello Spazio economico europeo, organizzazione che funge da ponte tra l’Associazione europea di libero scambio e l’Unione europea.
1997
Fu eretta l’arcidiocesi di Vaduz, che fino ad allora dipendeva dalla diocesi di Coira.
1999
Il principato ospitò l’edizione dei Giochi dei piccoli stati d’Europa.
2000
Fu inaugurato il Museo d’arte del Liechtenstein, opera degli architetti svizzeri Morger, Degelo e Kerez.
2004
Giovanni Adamo II affidò la reggenza dello Stato a suo figlio, il principe ereditario Luigi.
2008
Nel febbraio la LGT Bank del Paese è stata coinvolta in uno scandalo di frodi fiscali in Germania, che ha messo a dura prova i rapporti della famiglia regnante con il governo tedesco; il tasso di disoccupazione si è attestato all’1,5%.
2009
Le relazioni internazionali con la Repubblica Ceca furono stabilite il 13 luglio e quelle con la Slovacchia il 9 dicembre, dopo il lungo conflitto diplomatico sui contestati decreti Beneš.
2011
Il governo rese possibile affittare l’intero Paese per un massimo di 250 persone, per 70.000 dollari a notte; nello stesso anno il principato ospitò per la seconda volta i Giochi dei piccoli stati d’Europa e Iren Nigg vinse il Premio letterario dell’Unione europea.
2014
Armin Öhri vinse il Premio letterario dell’Unione europea con il romanzo La Musa Oscura.
2015
Nell’ottobre l’Unione europea e il Liechtenstein hanno firmato un accordo fiscale per garantire lo scambio automatico di informazioni finanziarie in caso di controversie fiscali; la raccolta di dati è iniziata nel 2016.
2017
Il Liechtenstein ha firmato il Trattato per la proibizione delle armi nucleari.
Sintesi · Fonte: Liechtenstein (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Un terzo degli abitanti del Liechtenstein è costituito da stranieri, provenienti soprattutto da Svizzera, Austria e Germania, oltre che da Italia, Portogallo, Turchia e Kosovo.
Il tasso di alfabetizzazione del Paese è del 100%: nel 2006 il rapporto del Programma per la valutazione internazionale degli studenti ha classificato l’istruzione del Liechtenstein come la decima migliore al mondo, e nel 2012 il principato ha ottenuto il punteggio PISA più alto d’Europa. La spesa pubblica per l’istruzione è il 2,6% del PIL e ci sono nove scuole superiori pubbliche nel Paese.
Il sistema sanitario comprende un’assicurazione obbligatoria e gli assicurati sono tenuti a pagare il 20% delle prestazioni ricevute, fino ai cinquemila franchi; i minori di 16 anni, i malati cronici e coloro che ricevono un sussidio di cassa malati sono esentati dal pagamento, mentre gli anziani pagano la metà.
Le città principali, oltre alla capitale Vaduz, sono Nendeln, Balzers, Schaan e Malbun.
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La lingua ufficiale è il tedesco nella sua variante svizzera, usato in diglossia con i locali dialetti tedeschi alemanni, strettamente correlati allo svizzero tedesco.
A Triesenberg il dialetto è di tipo walser.
Una delle lingue straniere più parlate insieme all’inglese è l’italiano, per via della vicinanza all’Italia e alla Svizzera e per la storia di emigrazione italiana anche in queste zone.
Sintesi · Fonte: Liechtenstein (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La religione ufficiale e praticata dalla maggioranza della popolazione è quella cristiana cattolica: la comunità cattolica è amministrata dall’arcidiocesi di Vaduz, eretta nel 1997, mentre fino ad allora dipendeva dalla diocesi di Coira.
Nel 1985 Santa Sede e Liechtenstein avevano stretto relazioni diplomatiche con la nomina del principe Nikolaus del Liechtenstein ad ambasciatore in Vaticano, carica che mantenne per oltre trent’anni; lo stesso papa Giovanni Paolo II volle visitare il principato l’8 settembre 1985, pochi giorni dopo l’avvio di formali rapporti diplomatici.
Vi è una cospicua minoranza protestante, di tradizione calvinista e luterana, mentre la seconda religione più diffusa nel paese è l’islam, praticato dalla minoranza di origine turca e kosovara.
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Nonostante le sue limitate risorse naturali, il Liechtenstein è uno dei pochi Paesi al mondo con più aziende registrate che cittadini: ha sviluppato un’economia prospera e altamente industrializzata di libera impresa e vanta un settore dei servizi finanziari e uno standard di vita spesso superiore a quelli delle aree urbane dei Paesi confinanti europei.
Il principato partecipa a un’unione doganale con la Svizzera e impiega il franco svizzero come valuta nazionale; importa circa l’85% della sua energia ed è membro dello Spazio economico europeo dal maggio 1995. Nel 2008 il tasso di disoccupazione si è attestato all’1,5%.
Le industrie includono produzione elettronica, di tessuti, di strumenti di precisione, produzione di metallo, di utensili elettrici, di bulloni di ancoraggio, di calcolatrici, di prodotti farmaceutici e di prodotti alimentari: la multinazionale liechtensteiniana più riconosciuta e il più grande datore di lavoro è Hilti, produttore di sistemi di fissaggio diretto e altri utensili elettrici di fascia alta.
Il governo tassa il reddito personale, il reddito d’impresa e il capitale: l’aliquota base dell’imposta sul reddito delle persone fisiche è dell’1,2%, quella combinata con i comuni è del 17,82% e l’aliquota fiscale sugli utili aziendali è del 12,5%. In passato il Paese ha ricevuto entrate significative dalle Stiftungen, entità finanziarie create per nascondere il vero proprietario di partecipazioni finanziarie di stranieri non residenti.
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Il Liechtenstein è una monarchia costituzionale guidata dal principe: dal 1989 è in carica Giovanni Adamo II, salito al trono alla morte del padre Francesco Giuseppe II. Il Parlamento è monocamerale e il potere legislativo è esercitato dal Landtag, composto da 25 rappresentanti eletti dal popolo a suffragio universale diretto, mentre il governo è composto da cinque ministri.
Diversamente da molte altre monarchie costituzionali, la Costituzione del 5 ottobre 1921 non relega il principe a un ruolo cerimoniale ma gli riconosce alcuni importanti poteri: può nominare il primo ministro a propria esclusiva discrezione, può in qualsiasi momento dichiarare decaduto il governo o destituirne singoli ministri, nomina i giudici e gode del diritto di veto, insindacabile, sulle iniziative di legge.
A norma di Costituzione, tuttavia, in qualunque momento il popolo può indire un referendum con il quale destituire il Principe, che dovrebbe abdicare e cedere il potere a un consiglio di reggenza; il diritto di voto spetta a tutti i cittadini che abbiano compiuto 18 anni, e il Liechtenstein è stato l’ultimo Paese europeo ad ammettere il suffragio femminile, a seguito di un referendum svoltosi nel 1984.
La difesa dei confini e la tutela dell’indipendenza sono assicurate, tramite accordi bilaterali, dalla Svizzera dal 1868, in rinuncia a un esercito proprio: il Paese figura come demilitarizzato, segue una politica di neutralità e nel 2017 ha firmato il Trattato per la proibizione delle armi nucleari. Vi è invece una forza di polizia, la Landespolizei.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
La cucina del Liechtenstein, influenzata da quella dei Paesi vicini, risulta varia.
Molti campi coltivati e piccole fattorie si trovano sia nell’Oberland, la parte superiore del Paese, sia nell’Unterland, quella inferiore.
Il principato produce grano, orzo, mais, patate, latticini, prodotti da bestiame e vino.
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Il Liechtenstein è caratterizzato da una coesistenza di vive tradizioni locali e intensi scambi internazionali, che costituiscono la base di una vita culturale molto varia.
La festa nazionale del principato celebra la figura del principe Francesco Giuseppe II, che assicurò la neutralità e l’inviolabilità del Paese di fronte alla seconda guerra mondiale.
La capitale Vaduz ospita il Museo nazionale del Liechtenstein, in cui sono esposti la storia, la cultura e le tradizioni del Paese, e il Museo postale, in cui è esposto l’enorme patrimonio postale e filatelico del Principato: i due musei sono affiliati dal 2006.
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Il Liechtenstein è rappresentato musicalmente dal noto compositore e organista Joseph Gabriel Rheinberger, esponente della musica romantica.
Per quanto riguarda l’heavy metal il Paese è conosciuto per il gruppo musicale gothic metal Elis, formatosi nel 2003.
Al principato è dedicato anche il brano Hail To Liechtenstein dei Nanowar Of Steel.
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Concerti, teatro, danza e cabaret, musei, gallerie e atelier costituiscono un’importante attrattiva per chi è interessato alla cultura e all’arte.
Il Museo d’arte del Liechtenstein, in quanto museo d’arte moderna e contemporanea, ospita la collezione nazionale del principato ed è noto per le mostre itineranti di livello internazionale.
Dopo la seconda guerra mondiale, per risanare le casse dello Stato, i principi del Liechtenstein furono costretti a vendere alcune delle loro preziose opere d’arte.
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Nel XIX secolo si distinse Hermine Rheinberger, iniziatrice del romanzo storico in Liechtenstein; in campo storico si distinse invece lo statista e storico Peter Kaiser, autore del libro Storia del Principato del Liechtenstein, del 1846.
Tra i romanzieri del XXI secolo si cita Armin Öhri, autore del romanzo La Musa Oscura, Premio letterario dell’Unione europea nel 2014; la prima scrittrice del Paese a vincere quel premio fu però Iren Nigg nel 2011.
Nel XX secolo si è distinta la figura di Michael Donhauser, pluripremiato poeta e autore di liriche che rispecchiano il paesaggio della sua terra.
All’interno del Liechtenstein ci sono quattro centri universitari o accademici principali: l’Università del Liechtenstein, l’Università privata nel Principato del Liechtenstein, il Liechtenstein Institute e l’Accademia Internazionale di Filosofia del Liechtenstein.
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Un emblema architettonico del Paese è rappresentato dal Museo d’arte del Liechtenstein, opera degli architetti svizzeri Morger, Degelo e Kerez, inaugurato nel 2000.
La facciata è stata realizzata con materiali quali il cemento, colato senza fughe e colorato di nero, il basalto e ciottoli di fiume colorati: grazie alla particolare lavorazione, le superfici generano un vivace gioco di riflessi.
L’attuale dinastia prende il nome dall’omonimo castello di Liechtenstein nella Bassa Austria, di cui la famiglia fu in possesso dal 1140 circa al XIII secolo e dal 1807 in poi.
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Il principale sport del principato è lo sci alpino, nel quale il Liechtenstein ha potuto vantare alcuni buoni atleti: tra questi Paul Frommelt, i fratelli di origine tedesca Andreas e Hanni Wenzel, entrambi vincitori di più medaglie olimpiche, Marco Büchel e Tina Weirather.
Sono ben dieci le medaglie vinte dal Paese ai Giochi olimpici, tutte conquistate ai Giochi invernali e nello sci alpino: la prima fu il bronzo nello slalom speciale femminile di Hanni Wenzel a Innsbruck 1976, e le uniche medaglie d’oro sono state vinte sempre da Hanni Wenzel.
Sul piano calcistico il Liechtenstein è membro della UEFA pur non possedendo un proprio campionato nazionale: le sette squadre ufficiali del Principato partecipano al campionato svizzero, mentre l’unico torneo interno è la Liechtensteiner-Cup, la cui vittoria dà accesso alla UEFA Conference League. La più importante squadra del Paese è il Fussball Club Vaduz, e due calciatori liechtensteiniani hanno giocato in Serie A, Mario Frick e Marcel Büchel.
Il principato partecipa ai Giochi dei piccoli stati d’Europa, di cui ha ospitato le edizioni del 1999 e del 2011, ottenendo a oggi 64 medaglie d’oro, 73 d’argento e 94 di bronzo; è praticata anche la pallavolo, con le nazionali maschile e femminile che partecipano al campionato europeo dei piccoli stati.
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Record
Il Liechtenstein è il Paese con il più elevato PIL pro capite del mondo.
Record
Il Liechtenstein è uno dei pochi Paesi al mondo con più aziende registrate che cittadini.
Record
Con una superficie di 160 km² il Liechtenstein è il sestultimo Paese del mondo per estensione e il quarto stato più piccolo d’Europa.
Record
Il Liechtenstein è doppiamente senza sbocco sul mare, ossia confina solo con stati che a loro volta non hanno sbocchi sul mare.
Geografia
Il Liechtenstein è uno dei soli tre stati europei, insieme ad Andorra e Moldavia, ad avere una doppia triplice frontiera con le stesse due nazioni.
Geografia
Il punto più alto del Liechtenstein è il Grauspitz, con un’altezza di 2599 metri.
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Il turismo rappresenta gran parte dell’economia del principato, che è rinomato per gli sport invernali visto il suo territorio alpino.
A Vaduz si visitano il Museo d’arte del Liechtenstein, il Museo nazionale e il Museo postale.
Ci sono circa 250 km di strada asfaltata e 90 km di piste ciclabili segnalate all’interno del Paese; la ferrovia Buchs-Feldkirch, di 9,5 km, collega l’Austria e la Svizzera attraverso il Liechtenstein e serve le stazioni di Schaan-Vaduz, Forst Hilti, Nendeln e Schaanwald.
Il Liechtenstein non ha aeroporti: i più vicini sono l’aeroporto di San Gallo, l’aeroporto di Friedrichshafen e l’aeroporto di Zurigo, mentre a Balzers vi è un eliporto disponibile per voli charter.
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Dati aggiornati al 20 settembre 2026.