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L’Albania, ufficialmente Repubblica d’Albania, è uno Stato dell’Europa meridionale e orientale, situato nella penisola balcanica. Confina a nord-ovest con il Montenegro, a nord-est con il Kosovo, a est con la Macedonia del Nord e a sud con la Grecia; le sue coste si affacciano sul Mar Adriatico e sullo Ionio.
Il paese ha una superficie di 28 748 chilometri quadrati e una popolazione di circa due milioni e settecentocinquantamila abitanti; la capitale è Tirana, mentre altri maggiori centri urbani sono Durazzo, Valona, Scutari, Coriza e Argirocastro.
L’albanese è la lingua ufficiale della Repubblica; gli albanesi chiamano sé stessi shqiptarë, da cui l’italiano schipetaro. L’Albania è membro delle Nazioni Unite, della NATO, dell’OSCE e del Consiglio d’Europa, ed è ufficialmente candidata per l’adesione all’Unione europea.
Sintesi · Fonte: Albania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il territorio è formato da una piccola porzione di terreno pianeggiante e agricolo, mentre la gran parte del territorio è collinare, montuoso e molto impervio. La vetta più alta è il Monte Korab, che confina con la Macedonia del Nord e raggiunge i 2764 metri di altezza.
Le coste, bagnate dal Mare Adriatico, misurano in totale 427 chilometri. Le pianure occidentali si affacciano sul mare, in particolare sul Canale d’Otranto, che separa l’Albania dalla Puglia: in tale canale l’estremo oriente del Salento, costituito da Capo d’Otranto, dista dalle coste albanesi circa settantadue chilometri.
I fiumi più importanti sono il Drin, la Voiussa, il Seman e lo Shkumbin. I laghi dell’Albania sono tre: il lago di Scutari, che costituisce confine con il Montenegro, quello di Ocrida, che lo costituisce con la Macedonia del Nord, e quello di Prespa, al confine fra Macedonia del Nord e Grecia.
Sintesi · Fonte: Albania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Trovandosi a una latitudine soggetta a diverse caratteristiche climatiche durante le stagioni estiva e invernale, e avendo la costa affacciata sui mari Adriatico e Ionio e le regioni montuose appoggiate all’elevata massa dei Balcani, l’Albania ha un elevato numero di regioni climatiche, considerata la sua modesta superficie.
Le pianure litoranee hanno tipicamente un clima mediterraneo, mentre le regioni montuose hanno un clima continentale; sia nelle pianure sia nell’interno il clima varia marcatamente da nord a sud.
Le pianure hanno inverni miti, con una temperatura media di sette gradi, mentre d’estate la temperatura media è di ventiquattro gradi con un’alta percentuale di umidità. Nelle pianure del sud le temperature medie sono di circa cinque gradi più alte durante tutto l’anno.
Sintesi · Fonte: Albania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
prefettura di Berat · prefettura di Dibër · prefettura di Durazzo · prefettura di Elbasan · prefettura di Fier · prefettura di Argirocastro · prefettura di Coriza · prefettura di Kukës · prefettura di Alessio · prefettura di Scutari · prefettura di Tirana · prefettura di Valona
Stato attuale dal 1912
100 000–10 000 anni fa
Il territorio albanese è stato abitato fin dalla preistoria, come dimostrano i ritrovamenti archeologici e gli studi antropologici su campioni di resti umani rinvenuti presso la località di Xare e nelle caverne di Santa Marina a Saranda.
VI secolo a.C.
Grazie a un rapido sviluppo economico determinato dalla metallurgia del bronzo e del ferro, gli Illiri svilupparono una forte identità comune, rafforzando il predominio sul territorio con il commercio e, molto spesso, con atti di pirateria; fondarono alcuni centri abitati, fra cui Scutari.
III secolo a.C.
Dopo la morte di Agron andò al trono la regina, che stipulò molti trattati e alleanze; dopo che un membro di ambasceria romana fu ucciso, Roma attaccò l’Illiria con ingenti forze e impose una tregua con condizioni giudicate disonorevoli.
II secolo a.C.
Fondò la città di Scutari, capitale dell’Illiria, accrebbe il potere centrale e ordinò che solo Scutari potesse battere moneta.
168 a.C.
Roma mosse una terza guerra contro l’Illiria, che divisa e indebolita venne conquistata senza particolare sforzo.
I secolo
La nuova fede si diffuse nelle terre illiriche: san Paolo scrisse di aver predicato anche nelle province romane dell’Illiria, e le Sacre Scritture narrano di una sua visita a Durazzo.
395
Alla morte di Teodosio l’Illiria si ritrovò sotto il dominio dell’impero romano d’oriente, ma in termini ecclesiastici rimase dipendente da Roma.
732
L’imperatore bizantino Leone l’Isaurico assoggettò l’area al Patriarcato di Costantinopoli; per secoli l’Albania divenne arena delle lotte ecclesiastiche tra Roma e Costantinopoli.
IX secolo
L’imperatore Teofilo riconquistò alcuni territori creando una nuova circoscrizione bizantina.
1081
Dyrrachium fu presa dai Normanni, ma successivamente fu riconquistata dall’imperatore bizantino Alessio I Comneno.
1190
La storia dell’Albania medievale come Stato unitario iniziò quando l’arconte Progon di Kruja fondò il principato con capitale Krujë: Arbanon è considerato il primo nucleo di uno Stato albanese.
1272
Carlo I d’Angiò stabilì il regno e riconquistò le regioni dal Despotato dell’Epiro, rivendicando tutto il territorio dell’Albania centrale da Dyrrhachium fino a Butrinto.
1367
Diversi sovrani albanesi fondarono il Despotato di Arta; in quel periodo furono creati diversi principati, tra cui Balsha, Thopia, Kastrioti, Muzaka e Arianiti.
1389
Lo scontro portò in Albania i Turchi ottomani.
1444
Giorgio Castriota, detto Scanderbeg, creò la Lega dei popoli albanesi per contenere l’avanzata ottomana.
1449
Nella primavera il sultano in persona intervenne contro l’Albania alla testa di centomila soldati: tra scontri e assedi i Turchi persero metà dell’esercito.
1458
L’eroe albanese si recò in Italia per aiutare Ferdinando I, re di Napoli, figlio del suo amico e protettore Alfonso d’Aragona, nella lotta contro il rivale Giovanni II di Lorena.
1466–1467
L’Impero ottomano cinse d’assedio la città, ma Ballaban Pascià fu ucciso e Scanderbeg riportò un’ennesima vittoria; anche Maometto II, l’anno dopo, dovette rassegnarsi e ritirarsi.
1468
L’Atleta della Cristianità morì di malaria ad Alessio il 17 gennaio; da lì in poi molti albanesi dovettero lasciare la propria terra per trovare rifugio in terra straniera, in particolare nell’Italia meridionale.
1478
La presa della città da parte dei turchi segnò la fine dell’Albania medievale e l’inizio della sua storia moderna.
1399–1774
Le migrazioni albanesi verso l’allora Regno di Napoli e in generale l’Italia centro-meridionale furono otto, e la loro storia non lineare fornisce una giustificazione alla dispersione in un vasto territorio che copre quasi tutto il meridione.
XVII secolo
Inizialmente confinato nei principali centri urbani di Elbasan e Scutari, anche la popolazione rurale iniziò ad abbracciare la nuova religione.
1820–1822
Fra le rivolte popolari per l’indipendenza fu rilevante quella dell’Epiro, che riuscì a rendersi di fatto indipendente.
1878
Costituita nel giugno nella città vecchia di Prizren, promosse l’idea di uno Stato nazionale albanese, anche in difesa dei confini dalle pressioni serbe, montenegrine e greche, e stabilì il moderno alfabeto albanese.
1870–1912
Il Rilindja Kombëtare durò fino alla dichiarazione d’indipendenza.
1908–1911
La rivolta albanese fu diretta a contrastare le politiche di consolidamento dell’Impero ottomano; nel 1911 gli intellettuali adottarono un memorandum in dodici punti chiedendo il riconoscimento della nazionalità, l’autogoverno e l’insegnamento della lingua albanese nelle scuole.
1912
Il 28 novembre, a Valona, Ismail Qemali dichiarò l’indipendenza dell’Albania, cui seguì la formazione di un governo provvisorio.
1913
L’indipendenza fu riconosciuta dalla conferenza degli ambasciatori a Londra.
1914
Il principato di Albania fu stabilito il 21 febbraio e le grandi potenze designarono il principe Guglielmo di Wied come sovrano; in Albania era denominato mbret, re, in modo da non sembrare inferiore al re del Montenegro. Lasciò il paese il 3 settembre.
1920
Gli italiani lasciarono il paese il 2 agosto, soprattutto a causa del moto popolare scoppiato ad Ancona e nato in seguito al rifiuto di un reggimento di soldati di partire per l’Albania.
1924–1939
Il processo di riforma democratica fu interrotto dal colpo di Stato politico-militare guidato da Ahmet Zogu, che si autonominò re col nome di Zog I; in quegli anni si svilupparono intensi rapporti bilaterali economici fra Regno d’Italia e Albania.
1939
Il 7 aprile l’esercito italiano disarmò la debole resistenza albanese quasi senza colpo ferire; il 16 aprile l’Albania venne accorpata al territorio metropolitano italiano.
1946
Il nuovo governo prese il potere avendo come capo dello Stato Enver Hoxha, un comunista che era stato attivo nella guerra antifascista.
1948
L’Albania ruppe tutte le relazioni politiche con quello che era stato il suo principale partner commerciale, e intensificò le sue relazioni con l’Unione Sovietica.
1972
Ymer Pampuri vinse l’oro ai Campionati mondiali di sollevamento pesi: fu il primo albanese a diventare campione del mondo.
1967–1990
Tutte le confessioni religiose furono messe fuori legge, rendendo l’Albania il primo e unico Stato autodefinito ateo del mondo, con la reclusione prevista per reati di propaganda religiosa.
1985
Il leader morì lasciando il potere al suo fedelissimo Ramiz Alia.
1991
Concesse da Ramiz Alia a causa di massicce proteste, videro il Partito del Lavoro ottenere il 53,66 per cento, ma il partito venne escluso poco dopo dall’Assemblea; in quegli anni furono tantissimi gli albanesi che decisero di partire alla volta dell’Italia.
1997
Il 29 giugno, contemporaneamente alla grave crisi politico-economica e sociale, si tenne un referendum per decidere se restaurare la monarchia o mantenere la Repubblica parlamentare: la seconda opzione vinse col sessantasei per cento dei voti.
1998
Il 28 novembre venne adottata ufficialmente la carta attualmente in vigore, che afferma la laicità dello Stato e sancisce l’uguaglianza dei vari culti.
2008
La tradizione polifonica albanese fu inserita nella lista dei patrimoni immateriali dell’umanità.
2009
Il 4 aprile il paese è divenuto membro dell’Alleanza atlantica; il 28 aprile ha richiesto formalmente l’adesione all’Unione europea.
2014
Dal 27 giugno l’Albania è ufficialmente candidata ad aderire all’Unione europea; nello stesso anno è stata nominata la quarta destinazione turistica da visitare dal New York Times.
2016
L’archivio fotografico di Scutari è stato incluso in un progetto statale di valorizzazione delle opere storiche.
2023
Il 3 gennaio vennero lanciati Albania 1 e Albania 2; nello stesso anno il paese ha accolto dieci milioni di turisti.
Sintesi · Fonte: Albania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La composizione etnica dell’Albania, secondo una stima del 2012, vede gli albanesi al novantotto per cento, i greci all’uno per cento e un altro uno per cento diviso fra arumeni, rom, serbi, macedoni, montenegrini e armeni.
Esistono inoltre altre minoranze quali i bosgnacchi, gli ashkali detti anche egiziani albanesi, i valacchi e i gorani; vi sono anche una piccola comunità armena e una ebraica a Tirana.
La diaspora albanese, avvenuta col definitivo controllo turco-ottomano dei territori abitati dagli albanesi, ha riguardato molti paesi e in particolare l’Italia: i discendenti di quelle famiglie sono gli albanesi d’Italia, che conservano ancora lingua, rito religioso, usi e costumi d’origine.
Sintesi · Fonte: Albania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La lingua ufficiale in Albania è l’albanese, parlata nel Paese da poco meno di tre milioni di persone. L’albanese costituisce un gruppo a parte della famiglia linguistica indoeuropea: alcuni studiosi suggeriscono che sia l’unico sopravvissuto del gruppo illirico parlato un tempo nella penisola sud-orientale dell’Europa, altri che possa essere imparentato più con l’antico daco.
Storicamente l’albanese è parlato da comunità costituenti minoranze linguistiche di vecchia data in Croazia, Bulgaria, Romania, Crimea, Turchia, Egitto e Italia, dove prende il nome di arbëreshe; per via delle migrazioni più recenti del ventesimo secolo l’albanese ha numerosi locutori sparsi in Europa e nelle Americhe.
Una piccola parte della popolazione dell’estremo sud parla il greco moderno, una minoranza linguistica nell’est parla il macedone e un’altra nel nord parla il serbo-croato e l’arumeno. Le lingue straniere più conosciute sono l’italiano, parlato dal quaranta o cinquanta per cento della popolazione, e l’inglese, parlato da circa il quaranta per cento.
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Le religioni più praticate in Albania sono l’islam e il cristianesimo. La mappa religiosa ha mantenuto nel tempo la distribuzione storica: i cattolici si trovano principalmente nell’Albania del Nord, i musulmani hanno una zona più ampia con forte presenza nelle zone centrali e rurali, mentre gli ortodossi appaiono nelle zone meridionali del Paese.
Secondo il censimento del 2023 la popolazione era costituita da un 50,5 per cento di musulmani e da un 15,6 per cento di cristiani, mentre il 19,4 per cento si dichiarava credente senza religione e il quattro per cento ateo.
Nella storia dello Stato non si sono registrati particolari fenomeni di estremismo religioso e le varie confessioni normalmente convivono senza problemi: il matrimonio interreligioso è da secoli considerato socialmente accettabile, e lo Stato riconosce come giorni festivi le feste delle quattro confessioni tradizionali.
Sintesi · Fonte: Albania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il sistema socioeconomico dell’Albania è considerato quello di un paese in via di sviluppo. La caduta del regime politico comunista del 1990 è avvenuta più tardi e in modo più caotico rispetto agli altri paesi dell’Europa dell’Est, ed è stata caratterizzata da un massiccio esodo di rifugiati politici ed emigranti economici verso l’Italia e la Grecia.
A partire dagli anni duemila il paese ha però fatto passi da gigante e ha finalizzato in maniera molto soddisfacente la transizione verso un’economia di mercato; gli investimenti sono in continua crescita, in particolare per il settore energetico. Secondo i dati del 2014 il 18,4 per cento del prodotto interno lordo è prodotto dal settore primario, il 16,3 per cento dal secondario e il 65,3 per cento dal terziario.
Una cospicua parte delle entrate nazionali proviene dal turismo, che nel 2013 ha rappresentato il dieci per cento del prodotto interno lordo. L’aumento del numero dei turisti negli ultimi anni è impressionante: nel 2005 ammontavano a cinquecentomila visitatori, mentre nel 2023 si è visto l’arrivo di dieci milioni di turisti.
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Il sistema politico dell’Albania si basa sulla divisione del potere legislativo, esecutivo e giudiziario. Il potere legislativo è esercitato dal parlamento unicamerale, l’Assemblea dell’Albania, composto da centoquaranta deputati eletti secondo un sistema semi-proporzionale ogni quattro anni, in base alle dodici contee in cui è diviso lo Stato.
Un progetto di legge può essere proposto da un membro dell’Assemblea oppure da qualsiasi cittadino che raccolga ventimila firme di votanti; in altri casi di importanza nazionale una raccolta di cinquantamila firme concede l’ultima parola a un referendum. La Costituzione attualmente in vigore è stata adottata ufficialmente il 28 novembre 1998, dopo l’esito di un referendum.
Capo di Stato è il Presidente della Repubblica, eletto ogni cinque anni con i tre quinti dei voti dell’Assemblea a scrutinio segreto: ha il potere di garantire il rispetto della costituzione e opera come Comandante Supremo delle Forze Armate. Il potere esecutivo viene esercitato dal Consiglio dei ministri.
Sintesi · Fonte: Albania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

Sito archeologico

Luogo di culto

Monumento

Castello e fortezza

Luogo di culto

Monumento

Museo

Sito archeologico

Museo

Castello e fortezza

Luogo di culto

Sito archeologico

Luogo di culto

Museo

Luogo di culto

Monumento

Castello e fortezza

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Castello e fortezza

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Castello e fortezza

Museo

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Museo

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto

Luogo di culto
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Il territorio albanese è in gran parte collinare, montuoso e molto impervio, e solo una piccola porzione è pianeggiante e agricola.
L’industria del turismo è concentrata prevalentemente lungo la costa Adriatica e Ionica, ma anche nelle montagne e nei grandi parchi nazionali del nord del paese.
I tre laghi albanesi — Scutari, Ocrida e Prespa — sono tutti condivisi con i paesi confinanti.
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Parco nazionale
Superficie 94 km²

Parco nazionale
Superficie 80 km²

Parco nazionale
Superficie 339 km²

Parco nazionale
Superficie 10 km²

Parco nazionale
Superficie 13 km²

Parco nazionale
Superficie 222 km²

Parco nazionale
Superficie 292 km²

Parco nazionale
Superficie 25 km²

Parco nazionale
Superficie 28 km²

Parco nazionale
Superficie 26 km²

Parco nazionale
Superficie 34 km²

Parco nazionale
Superficie 14 km²
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Montagna
Altezza 2.694 m

Montagna
Altezza 2.764 m

Montagna
Altezza 2.748 m

Montagna
Altezza 2.694 m

Montagna
Altezza 2.694 m

Montagna
Altezza 1.613 m

Montagna
Altezza 2.254 m

Montagna
Altezza 2.520 m

Montagna
Altezza 2.258 m

Montagna
Altezza 2.415 m

Montagna
Altezza 2.375 m

Montagna
Altezza 2.393 m
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La cucina albanese, in parte a causa della dominazione ottomana che si protrasse per secoli e per un periodo di occupazione italiana, risente della cucina mediterranea e di alcune zone dei Balcani.
Tra le componenti più importanti ci sono l’olio d’oliva, la frutta, la verdura, alcune erbe aromatiche e il pesce; i cibi variano tra l’Albania settentrionale, quella meridionale e quella centrale.
Tra i piatti tipici ci sono il fërgesë, il tarator, il börek, le qofte, il Tavë Kosi e il riso pilaf, mentre fra i dolci si ricordano la baklava, il kadaif, l’halva, il ballokume e il kanojët, versione albanese del cannolo siciliano.
Sintesi · Fonte: Albania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Kanun è il codice d’onore che sancisce i principi della vita di un albanese: secondo la tradizione bisogna assolutamente avere a cuore l’accoglienza dello straniero, l’onore e la vendetta. Specie nel nord dell’Albania il Kanun è ancora oggi causa di numerosi omicidi e faide familiari, e per questo il governo da decenni sta cercando di eliminarlo.
Gli abitanti dell’antico territorio d’Illiria praticavano riti pagani e credevano nei miti della guerra, della natura e degli animali: due figure importanti dell’antica mitologia sono Drangùe, figura divina alata semi-umana e protettore dell’umanità associata al tempo e alle tempeste, e Kulshendra, enorme demone e drago serpentino responsabile dei disastri contro l’umanità.
La mitologia albanese comprende anche le credenze espresse nelle consuetudini, nei rituali, nei miti, nelle leggende e nei racconti degli Albanesi.
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È possibile individuare nella musica tradizionale albanese due raggruppamenti: quello gego, la cui musica popolare si basa su uno strumento a corde detto çiftelia, e quello tosco, la cui musica si basa su gruppi di cantanti polifonici senza strumenti musicali.
Nella tradizione tosca uno solo canta, un altro ripete le parole del cantante principale per simulare una specie di eco e gli altri cantanti producono un suono costante detto Iso.
La musica popolare, di origine molto antica, è stata tramandata oralmente di generazione in generazione ed è accompagnata da balli tipici tradizionali; l’iso-polifonia albanese è stata inserita nel 2008 nella lista dei patrimoni immateriali dell’umanità.
Sintesi · Fonte: Albania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
L’Albania possiede alcuni siti iscritti nella Lista dei patrimoni dell’umanità, fra cui Butrinto, una città antica, Argirocastro, una città medievale del periodo ottomano, e Berat, «la città dalle finestre l’una sull’altra».
Il Museo Marubi di Scutari è il primo museo di fotografia in Albania ed è considerato uno dei più ricchi della regione dei Balcani: conta un archivio di oltre cinquecentomila negativi.
L’archivio fotografico Marubi è stato riconosciuto patrimonio internazionale, costituendo un esempio quasi unico in Europa per qualità e importanza dal punto di vista documentario.
Sintesi · Fonte: Albania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La letteratura albanese moderna nasce in diaspora nel quindicesimo secolo, mentre si afferma dal diciottesimo al diciannovesimo secolo con il racconto popolare e le rapsodie.
Tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, con la nascita dei moti rivoluzionari d’indipendenza, una cospicua produzione letteraria vede numerosi religiosi intellettuali, come Gjergj Fishta, autore de Il liuto della montagna, il poema epico nazionale albanese.
Tra i contemporanei spiccano i nomi di Dritëro Agolli, del poeta Millosh Gjergj Nikolla e di Ismail Kadare, che ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali con romanzi come Il generale dell’armata morta; nel ventunesimo secolo si afferma anche Ben Blushi.
Sintesi · Fonte: Albania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Radio, televisione, riviste e giornali in Albania sono gestiti da società sia pubbliche sia private.
La Costituzione dell’Albania garantisce la libertà di parola, e i media albanesi sono abbastanza diversificati.
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Il calcio è lo sport più popolare in Albania, disciplinato dalla Federcalcio Albanese, creata nel 1930, membro della FIFA e membro fondatore della UEFA.
Altri sport molto praticati sono la pallavolo, la pallacanestro, il tennis, il rugby, l’atletica leggera e gli sport acquatici, come nuoto, pallanuoto e tuffi.
Tra gli sportivi albanesi che si sono maggiormente distinti in campo internazionale si cita Ymer Pampuri, oro mondiale ai Campionati mondiali di sollevamento pesi del 1972, primo albanese a diventare campione del mondo; fra i calciatori più rappresentativi c’è Panajot Pano, premiato come «Il Giocatore del Secolo» dalla UEFA.
Sintesi · Fonte: Albania (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lingua
Lo studioso Sami Frashëri collega la parola Shqipëri al nome dell’«uccello benedetto», cioè l’aquila, che gli antenati degli albanesi adoravano come una vera divinità.
Fonte: Albania (Wikipedia, it)
Cultura
Richiamando la bandiera nazionale, simbolo araldico di Giorgio Castriota, l’Albania è chiamata «terra delle aquile».
Fonte: Albania (Wikipedia, it)
Lingua
Gli antenati degli albanesi si facevano chiamare arbën, parola documentata almeno dal secondo secolo, che divenne arbër per via dell’abitudine dei toschi di cambiare la lettera n in r.
Fonte: Albania (Wikipedia, it)
Lingua
Secondo Sami Frashëri Arbër significa «coloro che lavorano la terra», da ar, che vuol dire terra o campo, e bër, che si traduce con «fare lavorare».
Fonte: Albania (Wikipedia, it)
Storia
Il nome Albania deriverebbe dalla città illirica di Albanopolis, dal nome di una tribù illirica; da lì è derivato il nome usato dagli stranieri europei per indicare quei territori.
Fonte: Albania (Wikipedia, it)
Lingua
Il termine Albania, così come altri toponimi europei quali Alpi e Albione, può derivare dalla radice protoindoeuropea che indicava il «bianco», oppure da quella che significava «collina».
Fonte: Albania (Wikipedia, it)
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Dati aggiornati al 20 settembre 2026.