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Mauritius, indicata anche come Maurizio e ufficialmente Repubblica di Mauritius, è uno stato insulare dell’Africa che si trova nell’Oceano Indiano sud-occidentale, 550 km a est del Madagascar.
Oltre all’isola principale omonima comprende le isole Agalega, Cargados Carajos e Rodrigues; geograficamente fa parte dell’arcipelago delle isole Mascarene, che include anche il territorio francese d’oltremare della Riunione, circa 200 km a sudovest.
Mauritius ha due lingue ufficiali, l’inglese e il francese: l’inglese si usa perché l’isola è un’ex-colonia del Regno Unito, da cui ottenne l’indipendenza nel 1968, mentre la lingua più parlata a livello popolare è il creolo mauriziano.
Non esiste una religione di Stato, ma quella più praticata è l’induismo: Mauritius è l’unico paese africano a maggioranza induista.
Sintesi · Fonte: Mauritius (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La nazione di Mauritius include l’isola principale, l’isola di Rodrigues e numerosi atolli corallini: fa parte delle Mascarene, un arcipelago di origine vulcanica probabilmente appartenente a una catena sommersa che comprende anche le Seychelles e La Riunione.
L’isola principale si formò a seguito di tre episodi eruttivi, il primo avvenuto 7,8-6,8 milioni di anni fa, il secondo 3,5-1,9 milioni di anni fa e il terzo 1,0-0,1 milioni di anni fa: misura 58 km da nord a sud e 47 km da est a ovest e si trova alla stessa latitudine di Harare e di Rio de Janeiro.
L’isola è caratterizzata da un altopiano centrale il cui punto più alto si trova a sudovest, il Piton de la Petite Rivière Noire, a 828 metri sul livello del mare: verso nord l’altopiano digrada dolcemente, mentre verso sud la discesa verso la costa è ripida. Il fiume più lungo è la Grande Rivière, a sud-est, con 39,4 km.
L’isola di Rodrigues è la più antica del gruppo, essendosi formata fra 11,0 e 7,5 milioni di anni fa da un residuo erosivo di un vulcano la cui attività è cessata 1,5 milioni di anni fa: si eleva sul livello del mare di poche centinaia di metri, si trova all’interno di una laguna circondata da una barriera corallina a frange di circa 200 km² e dista circa 570 km dall’isola di Mauritius.
Sintesi · Fonte: Mauritius (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima di Mauritius è tropicale, con venti che soffiano da sud-est.
L’inverno, caldo e secco, va da maggio a novembre, mentre l’estate è calda e umida.
Il fenomeno dei cicloni è piuttosto frequente da novembre ad aprile.
Sintesi · Fonte: Mauritius (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Distretto di Black River · Flacq · Grand Port · Distretto di Moka · Pamplemousses · Plaines Wilhems · Distretto di Port Louis · Rivière du Rempart · Savanne
Stato attuale dal 1968
X secolo
L’isola era nota ai malesi e agli arabi almeno da quest’epoca: gli arabi la chiamavano Dina Arobi.
1505
L’isola fu scoperta dai portoghesi e battezzata Ilha do Cerne, cioè isola del cigno, ma rimase disabitata.
1598
Furono gli olandesi a dare all’isola il nome di Mauritius, in onore del principe Maurizio di Nassau.
XVII secolo
Alcuni decenni dopo il primo insediamento, cicloni e altri eventi climatici sfavorevoli portarono gli olandesi ad abbandonare l’isola.
1681
In quell’anno si estinse il dodo, che rimane comunque una sorta di simbolo del Paese.
1715
I francesi presero possesso dell’isola, ribattezzandola Île de France.
1778
Jacques-Henri Bernardin de Saint-Pierre pubblicò Paolo e Virginia, l’opera letteraria più celebre legata all’isola.
1810
Nel dicembre l’isola fu conquistata dai britannici e ritornò al suo nome olandese.
1835
Il 1º febbraio l’amministrazione abolì la schiavitù.
1847
Furono emessi il Red Penny e il Blue Penny, fra i francobolli più rari e costosi del mondo: Mauritius fu la quinta nazione al mondo a emettere francobolli.
Fine del XIX secolo
La letteratura in lingua creola mauriziana fu iniziata sostanzialmente dall’opera pionieristica di Charles Bassaic.
1965
Il Regno Unito distaccò da Mauritius le isole Chagos, che divennero parte del Territorio britannico dell’Oceano Indiano; nello stesso anno fu fondata l’Università di Mauritius.
1968
La nazione ottenne l’indipendenza il 12 marzo, data cui risale anche la Costituzione.
Anni 1960
La forma scritta del creolo mauriziano si sviluppò a partire dalla fine del decennio.
1973
Fu avviato il Mauritius Kestrel Conservation Program, che sta cercando di salvare il gheppio di Mauritius.
1974
La Nazionale di calcio ottenne il suo risultato più importante qualificandosi alla Coppa d’Africa, dove venne eliminata nella fase a gironi.
Anni 1970
La letteratura in lingua creola mauriziana conobbe un vero sviluppo con autori come René Asgarally, Ramesh Ramdoyal e Dev Virahsawmy.
1992
Mauritius divenne repubblica nell’ambito del Commonwealth.
1999
La coltivazione della canna da zucchero subì notevoli danni in seguito a un periodo di eccezionale siccità.
2000
Fu fondata l’Università della Tecnologia, Mauritius.
2005
Il 4 aprile il primo ministro Pravind Jugnauth annunciò che nell’arco di 4 anni Mauritius sarebbe diventato un porto franco, con l’obiettivo di incrementare il turismo e aumentare il potere d’acquisto dei cittadini.
2008
Jean-Marie Gustave Le Clézio, scrittore francese e mauriziano, vinse il premio Nobel per la letteratura; a Pechino Bruno Julie conquistò il bronzo nei pesi gallo, prima medaglia olimpica di Mauritius.
2009
Il regista mauriziano David Constantin realizzò il cortometraggio Made in Mauritius.
2011
Fu istituito il Parco nazionale Bras d’Eau; il censimento dello stesso anno registrò gli induisti al 49,0% della popolazione, e il cortometraggio Made in Mauritius ottenne un premio al Festival del cinema africano, d’Asia e America Latina di Milano.
2012
Furono fondate l’Università delle Mascarene e la Open University di Mauritius.
2013
James Agathe e Fabrice Bauluck divennero campioni del mondo di kickboxing.
2021
Nel gennaio il tribunale marittimo dell’ONU ha stabilito che il Regno Unito non ha sovranità sulle Chagos e che deve restituirle alla Repubblica di Mauritius; il 27 agosto l’agenzia postale delle Nazioni Unite ha ordinato di cessare la vendita e l’utilizzo dei francobolli del Regno Unito alle Chagos. Il 3 giugno è stato lanciato MIR-SAT 1, il primo satellite di Mauritius.
2024
Il 3 ottobre il Regno Unito ha annunciato che cederà la sovranità delle isole Chagos a Mauritius, con un accordo che prevede la permanenza della base Diego Garcia sull’isola omonima; nello stesso anno Kimberley Le Court ha vinto una tappa del Giro Women.
2025
Kimberley Le Court ha vinto la Liegi-Bastogne-Liegi e ha indossato la maglia gialla al Tour de France Femmes per 4 giorni.
Sintesi · Fonte: Mauritius (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Mauritius ha circa 1,2 milioni di abitanti con un’età media di 38 anni: la popolazione di oggi è formata da discendenti di coloni, schiavi, commercianti e altri.
I discendenti dei lavoratori indiani portati nell’isola dai britannici costituiscono oggi il 67% circa della popolazione; per il resto gli abitanti sono di origine francese per il 2%, africana o creola per il 28%, e si contano anche circa 30 000 cinesi di etnia hakka e cantonese.
La più grande e importante città dell’isola è la capitale, Port Louis, situata nel nord-ovest; altre città rilevanti sono Curepipe, Vacoas-Phoenix, Quatre Bornes, Goodlands e Beau Bassin-Rose Hill.
L’isola è suddivisa in nove distretti; oltre all’isola principale Mauritius ha le dipendenze di Rodrigues, un tempo decimo distretto e ora autonoma, di Agalega e Saint Brandon e di alcuni gruppi di scogli posti al largo.
Sintesi · Fonte: Mauritius (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Le due lingue ufficiali di Mauritius sono l’inglese e il francese: il francese è la lingua più diffusa, benché la Francia abbia perso il controllo dell’isola quasi 200 anni fa.
Gli abitanti usano spesso anche un idioma creolo basato principalmente sul francese, con influssi derivanti dall’inglese, portoghese, malgascio e hindī: la forma scritta del creolo mauriziano si è sviluppata a partire dalla fine degli anni 1960 ed, essendo basata sulla pronuncia, assomiglia ben poco al francese.
I discendenti dei lavoratori indiani parlano anche varie lingue indiane, fra cui l’hindī, l’urdu e il telugu.
Sintesi · Fonte: Mauritius (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Secondo il censimento del 2011 gli induisti sono il 49,0% della popolazione, i cristiani il 32,0%, i musulmani il 17,0% e i buddisti lo 0,4%.
La cultura religiosa di Mauritius riflette sia i diversi trascorsi coloniali, sia la natura cosmopolita della sua società: in città come la capitale Port Louis si trovano a poca distanza templi indù, moschee, chiese cristiane e un cimitero ebraico.
Nel corso dell’anno si alternano feste religiose corrispondenti a diversi culti: le induiste Divali, o festa delle luci, e Cavedee, il Natale cristiano e l’ʿĪd al-fitr islamica.
Sintesi · Fonte: Mauritius (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Dal momento dell’indipendenza Mauritius ha mantenuto un tasso di crescita economica annuo intorno al 5%-6%: questo notevole risultato ne ha fatto il secondo paese africano come PIL pro capite dopo la Guinea Equatoriale.
L’economia è basata principalmente sull’agricoltura, con i settori industriale, finanziario, turistico e tessile in continua crescita: la canna da zucchero è la coltura principale, interessando oltre il 60% della superficie coltivabile e contribuendo per il 25% alle entrate del Paese, mentre importanti sono anche il tè e la vaniglia e vengono prodotti localmente alcuni rum.
I principali interlocutori commerciali dell’isola sono la Francia e il Regno Unito, che vi hanno collocato molti stabilimenti: nel ramo tessile vengono prodotti a Mauritius indumenti di marchi famosi come Lacoste e Ralph Lauren, ma anche italiani.
Il sistema fiscale e la bassissima aliquota d’imposta incoraggiano la deviazione di enormi entrate fiscali a scapito di altri Stati, generalmente africani, e il settore finanziario rappresenta il 50% del prodotto interno lordo; la distribuzione della ricchezza fra i cittadini è però molto più equilibrata di quanto non avvenga nella maggioranza dei paesi africani.
Sintesi · Fonte: Mauritius (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La Costituzione di Mauritius risale al 12 marzo 1968, data dell’indipendenza; il Paese è divenuto repubblica nell’ambito del Commonwealth nel 1992.
L’isola è da sempre una democrazia stabile, ha elezioni libere e regolari, rispetta i diritti umani e attrae ingenti investimenti dall’estero.
Nel 1965 il Regno Unito distaccò da Mauritius le isole Chagos, che divennero parte del Territorio britannico dell’Oceano Indiano: il governo di Mauritius dichiarò questa operazione contraria alle leggi internazionali e rivendicò il possesso dell’arcipelago.
Mauritius rivendica inoltre le Isole Tromelin, Bassas da India, Europa, Gloriose e Juan de Nova, appartenenti alla Francia; il Paese segue il fuso orario UTC+4.
Sintesi · Fonte: Mauritius (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Mauritius è ricca di vegetazione endemica, circa una specie su tre, che però è in grave pericolo a causa dell’introduzione di piante e animali estranei e delle monocolture: per osservare la vegetazione autoctona è ormai necessario visitare l’orto botanico di Pamplemousses, il primo giardino botanico tropicale creato nel mondo.
L’isola ospita diverse specie endemiche di palme che un tempo formavano estese foreste, attualmente pressoché scomparse; una pianta endemica è il tambalacoque, o albero dei dodo, associata al noto uccello estinto.
Numerosissimi sono gli uccelli, ma molte specie sono a rischio: il gheppio di Mauritius ne è un esempio, e il Mauritius Kestrel Conservation Program, avviato nel 1973, sta cercando di salvare la specie. Sono già estinti, oltre al celebre dodo, il piccione blu di Mauritius e il gufo di Mauritius.
La più grande area naturale protetta è il parco nazionale Black River Gorges, attorno all’area della Rivière Noire, di oltre 6 574 ettari; altri parchi nazionali sono il Parco nazionale Bras d’Eau, istituito nel 2011, e il Parco nazionale delle isole minori. Le acque intorno all’isola, con la loro barriera corallina, pullulano di vita, dai pesci del reef alle mante, agli squali e alle murene.
Sintesi · Fonte: Mauritius (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Le eccellenze culinarie più importanti si ritrovano nella tradizione gastronomica dell’isola: dai piatti della cucina creola, dai sapori forti e speziati, alle prelibatezze della cucina francese, fino alle zuppe della tradizione cinese.
La presenza dell’Oceano Indiano garantisce un vasto assortimento di pesci e crostacei; analogamente alla religione, la cucina è un misto di cucina Desi, creola, cinese e francese.
Il piatto più comune è comunque il cari poule, il pollo al curry di evidente origine indiana, mentre fra le preparazioni creole si trova il rougail; importanti nella produzione locale sono anche il tè, la vaniglia e alcuni rum.
Sintesi · Fonte: Mauritius (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Mauritius fu la quinta nazione al mondo a emettere francobolli: i primi due tipi, il Red Penny e il Blue Penny del 1847, sono fra i più rari e costosi del mondo.
Le prime edizioni riportavano la scritta Post Office, un errore di stampa per Post Paid: ritirate dal mercato non appena ci si accorse dell’errore, oggi sono vendute a centinaia di migliaia di dollari.
Pur essendosi estinto nel 1681, il dodo rimane una sorta di simbolo del Paese: appare sullo stemma ufficiale di Mauritius e viene usato come modello per moltissimi loghi, gadget e altre rappresentazioni.
I coloni trovarono il terreno punteggiato da ciottoli lavici che nel tempo furono raccolti per lasciar spazio alle coltivazioni, e sono ammonticchiati qua e là in piramidi, soprattutto nei pressi dei campi di canna da zucchero.
Sintesi · Fonte: Mauritius (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il genere musicale tipico dell’isola, a cui corrisponde una forma di ballo specifica, è il sega: sebbene gli venga in genere attribuita un’origine africana, non vi sono paralleli evidenti con il continente né per il tipo di danza, caratterizzata da frenetici ma sensuali movimenti del bacino, né per la strumentazione usata, che include un tamburo noto come ravane.
Il sega si balla spesso negli hotel come spettacolo per i turisti, ma è fortemente radicato nella cultura anche moderna dell’isola, e alcune sue varianti sono legate all’impegno politico, soprattutto di sinistra; nelle aree interne, dove predominano le etnie indiane, è forte la tradizione di canzoni bhojpuri.
Nell’ambito musicale si è distinto Willy William, disc jockey e cantante mauriziano ma naturalizzato francese; tra le altre personalità musicali si ricorda il chitarrista Jino Touche.
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La letteratura mauriziana è stata a lungo tradizionalista, ispirata a quella francese: l’opera letteraria più celebre è Paolo e Virginia, del 1778, di Jacques-Henri Bernardin de Saint-Pierre, un romanzo romantico che appartiene alla storia della letteratura mondiale.
Ancora in francese scrissero nel XX secolo autori come Loïs Masson, Malcolm de Chazal, Yvan Lagesse e Khal Torabully, semiologo creatore della coolitude e poeta.
La letteratura in lingua creola mauriziana fu iniziata sostanzialmente dall’opera pionieristica di Charles Bassaic, alla fine del XIX secolo, ma ha conosciuto un vero sviluppo solo a partire dagli anni 1970, con autori come René Asgarally, Ramesh Ramdoyal e Dev Virahsawmy; alle letterature in lingue francese e creola si affiancano tradizioni minori, per esempio in hindi.
Baudelaire scrisse a Mauritius la sua prima poesia, mentre Joseph Conrad, approdando sull’isola in uno dei suoi viaggi, vi trovò lo spunto per alcuni racconti; tra gli autori del XX e XXI secolo spicca soprattutto Jean-Marie Gustave Le Clézio, scrittore francese e mauriziano, premio Nobel per la letteratura nel 2008.
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In ambito cinematografico il cortometraggio Made in Mauritius, del 2009, del regista mauriziano David Constantin ha avuto il Premio Arnone – Bellavite Pellegrini Foundation al Festival del cinema africano, d’Asia e America Latina di Milano 2011.
La produzione audiovisiva del Paese resta legata alla convivenza fra le lingue francese, inglese e creola.
Sintesi · Fonte: Mauritius (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Gli sport più popolari a Mauritius sono il calcio e il pugilato, e spesso vengono fatte gare di ballo.
È nel pugilato che si registra la prima medaglia olimpica del Paese: il bronzo nei pesi gallo conquistato da Bruno Julie a Pechino 2008. Importanti traguardi sono stati raggiunti anche nel kickboxing, con James Agathe e Fabrice Bauluck campioni del mondo 2013.
La Nazionale di calcio ha ottenuto come risultato più importante la qualificazione alla Coppa d’Africa del 1974, in cui venne eliminata nella fase a gironi; il capocannoniere è Kersley Appou con 10 reti.
Kimberley Le Court è la prima ciclista mauriziana approdata nel World Tour femminile: nel suo palmares può vantare una vittoria di tappa al Giro Women 2024 e una classica monumento, la Liegi-Bastogne-Liegi 2025, oltre ad avere indossato la maglia gialla al Tour de France Femmes 2025 per 4 giorni.
Sintesi · Fonte: Mauritius (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Record
Mauritius è l’unico paese africano a maggioranza induista.
Fonte: Mauritius (Wikipedia, it)
Lingua
Gli arabi, che conoscevano l’isola almeno dal X secolo, la chiamavano Dina Arobi.
Fonte: Mauritius (Wikipedia, it)
Lingua
I portoghesi battezzarono l’isola Ilha do Cerne, cioè isola del cigno.
Fonte: Mauritius (Wikipedia, it)
Lingua
Il nome Mauritius fu dato dagli olandesi in onore del principe Maurizio di Nassau.
Fonte: Mauritius (Wikipedia, it)
Storia
Fra il 1715 e il 1810 l’isola si chiamò Île de France, sotto il dominio francese.
Fonte: Mauritius (Wikipedia, it)
Cultura
Nel suo diario di viaggio Seguendo l’Equatore Mark Twain annotò che si ha l’impressione che sia stata creata prima Mauritius e poi il paradiso, e che il paradiso sia stato copiato da Mauritius.
Fonte: Mauritius (Wikipedia, it)
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Mauritius è nota per la sua eccezionale bellezza naturalistica: nel suo diario di viaggio Seguendo l’Equatore Mark Twain annotò che si ha l’impressione che sia stata creata prima Mauritius e poi il paradiso, e che il paradiso sia stato copiato da Mauritius.
L’isola è circondata dalla barriera corallina, che nel corso del tempo ha prodotto la caratteristica sabbia bianca delle sue spiagge.
Nel centro dell’isola, sul versante sud-occidentale, si trova Chamarel con le sue morbide ondulazioni delle terre dei sette colori: l’ampio spettro di tonalità va dal giallo al viola, a seconda dell’incidenza dei raggi solari, e le terre colorate sono dovute probabilmente alla presenza di rocce vulcaniche raffreddatesi a diverse temperature.
L’isola è ricca di tracce di un’attività vulcanica passata, come il cratere Curepipe e il lago vulcanico Ganga Talao; alcuni siti di Mauritius sono stati inseriti nella Lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Il volume del turismo è attualmente stabile intorno ai 700 000 visitatori annui.
Sintesi · Fonte: Mauritius (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Dati aggiornati al 20 settembre 2026.