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Il Guatemala, ufficialmente Repubblica del Guatemala, è uno Stato dell’America centrale: confina a nord e a nord-ovest con il Messico, a nord-est con il Belize, a sud e sud-est con El Salvador e con l’Honduras, si affaccia a ovest sull’oceano Pacifico e a est sul golfo dell’Honduras, ampia insenatura del mar dei Caraibi.
Nel 2019 il Paese risultava avere circa 17 500 000 abitanti; la capitale è Città del Guatemala, che con i suoi 5 milioni di abitanti è la città più popolosa dell’America centrale dopo Città del Messico.
Il Guatemala è una repubblica presidenziale: da qualche anno la situazione politica è abbastanza stabile, ma nel recente passato vi sono stati diversi colpi di Stato e periodi di guerra civile. Le lingue ufficiali sono lo spagnolo e altre ventidue lingue indigene.
Le origini del nome non sono chiarissime: potrebbe essere stato coniato dai soldati aztechi scesi dal Messico al seguito dei conquistatori spagnoli e in lingua nahuatl significherebbe «Paese dei tanti santi», un riferimento ai tanti alberi delle foreste tropicali della penisola dello Yucatán.
Sintesi · Fonte: Guatemala (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il territorio è essenzialmente montuoso, fatta eccezione per la zona costiera meridionale e per la parte settentrionale, corrispondente al dipartimento di Petén, una vasta zona pianeggiante ricca di foreste tropicali, continuazione delle piane dello Yucatan.
I sistemi montuosi che attraversano il Paese sono due, la Sierra Madre e la catena di Cuchumatanes: la prima si estende dal confine con il Messico e attraversa il territorio parallelamente alla costa occidentale fino al confine con El Salvador, è di origine vulcanica ed è lunga 380 km; fra le sue vette vi sono tutti i 37 vulcani del Paese, quattro dei quali attivi, e il più elevato è il Tajumulco, che raggiunge i 4220 metri sul livello del mare.
Il versante occidentale e gli altopiani della Sierra Madre, nonostante l’intensa attività vulcanica, sono la parte più densamente popolata del Paese: gli insediamenti sono stati favoriti dal clima più gradevole rispetto a quello tropicale delle pianure costiere e dalla fertilità dei terreni lavici. La catena settentrionale dei monti Cuchumatanes si estende invece in direzione orientale fino al Mar dei Caraibi ed è interrotta dall’ampia vallata del fiume Motagua.
I fiumi del versante occidentale sono corti e poco profondi, ma più adatti allo sfruttamento idroelettrico, mentre quelli del versante orientale sono più lunghi e profondi: fra questi il Polochic, che alimenta il Lago Izabal dal quale defluisce il Río Dulce, il Motagua, che è il fiume più lungo del Paese, e l’Usumacinta, che delimita il confine tra il Chiapas messicano e il dipartimento di Petén.
Sintesi · Fonte: Guatemala (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima, tendenzialmente tropicale, varia a seconda dell’altitudine delle diverse zone: la zona costiera è caratterizzata da un periodo secco in inverno, da novembre ad aprile, e da un periodo piovoso in estate.
Nelle zone costiere e nelle pianure la temperatura media oscilla tra i 21 e i 27 °C, mentre sui rilievi e sugli altopiani il clima è più temperato, con medie che vanno dai 10 ai 16 °C ed escursioni sensibili nel corso della giornata.
Sul finire dell’estate la costa orientale è a rischio uragani: nel 1998 il Paese fu colpito dall’uragano Mitch e nel 2005 dall’uragano Stan, con oltre 1500 vittime dovute alle alluvioni.
Sintesi · Fonte: Guatemala (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
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Stato attuale dal 1821
18 000–12 000 a.C.
I primi insediamenti umani nel Paese vengono fatti risalire a quel periodo, in seguito alla migrazione umana dall’Asia nord-orientale: i primi abitanti erano cacciatori e raccoglitori.
3500 a.C.
L’area entra nella fase neolitica, con la nascita e la diffusione dell’agricoltura del mais.
VI–I secolo a.C.
La città maya di El Mirador, oggi sepolta nella foresta tropicale del nord, era la più popolosa dell’America precolombiana, con circa 100 000 abitanti e piramidi di 250 000 metri cubici; fu il primo Stato politicamente organizzato del continente, un complesso di 26 città conosciuto nei testi antichi come Regno di Kan.
250–900
Mentre in Europa il mondo antico entrava in crisi, nel Paese la civiltà maya visse la sua fase classica e raggiunse il suo culmine.
X secolo
All’inizio del secolo la civiltà crollò, afflitta tra l’altro da siccità e invasioni, e l’Impero Maya si frazionò in numerose città-stato sparse per gli altopiani centrali.
1523
Dopo la distruzione della capitale azteca Tenochtitlán, Hernán Cortés diede a due luogotenenti, i fratelli Alvarado, il permesso di conquistare l’attuale Guatemala.
1524–1527
I maya del Paese vennero soggiogati e la conquista proseguì più a sud, nell’attuale El Salvador; gli Alvarado si erano inizialmente alleati con il gruppo maya dei kaqchikel, salvo poi sottomettere anche i propri alleati.
1812–1821
Negli anni del crollo del Vicereame della Nuova Spagna i creoli del Paese fecero perlopiù da spettatori.
1821
Il Paese proclamò l’indipendenza dalla Spagna solo quando ormai era chiaro che la Spagna non avrebbe più potuto intervenire; le province guatemalteche formarono le Province Unite dell’America centrale, con capitale Città del Guatemala.
1831
Mariano Gálvez, eletto capo dello Stato, introdusse massicce riforme liberali, fra cui la separazione tra Stato e Chiesa, il matrimonio civile e il divorzio, abolendo le festività religiose e proibendo il pagamento delle decime.
1838
I contadini rivoltosi capeggiati da Rafael Carrera y Turcios marciarono sulla capitale costringendo Gálvez a dimettersi e ad abbandonare il paese; nello stesso anno la crisi delle Province Unite portò alla nascita di Guatemala, Honduras, El Salvador, Nicaragua e Costa Rica.
1840–1865
Rafael Carrera riuscì a gestire il potere con il sostegno di indios e ladini, senza peraltro danneggiare troppo le élite.
1850
La storia del Paese subì una profonda svolta: prodotti tipici come indaco e cocciniglia diventarono obsoleti per il mercato internazionale e l’America centrale scoprì di essere il luogo ideale per la produzione di caffè.
1871
Justo Rufino Barrios, uno dei maggiori proprietari terrieri dell’epoca e membro dell’élite creola, inaugurò la nuova era liberale, che si concluderà con la rivoluzione del 1944.
1877
Una nuova legge agraria abolì ogni forma di proprietà comunale e aprì la strada all’espropriazione della terra delle comunità indigene.
1898–1920
Il lungo governo di Manuel Estrada Cabrera consolidò il sistema dell’economia d’esportazione, favorendo lo sviluppo delle grandi piantagioni di banane e l’ingresso del capitale nordamericano, in particolare della United Fruit Company.
1935
In quell’anno i coltivatori stranieri erano 804, un undicesimo del totale, ma ognuno di loro possedeva in media una quantità di terra venticinque volte superiore a quella dei colleghi locali.
1944
La rivoluzione pose fine all’era liberale e aprì il cosiddetto decennio democratico.
1945
Juan José Arévalo iniziò una serie di riforme economiche e sociali, fra cui la riforma agraria che espropriava, dietro indennizzo, alla United Fruit Company le terre non utilizzate.
1954
La CIA rovesciò il governo democraticamente eletto di Jacobo Arbenz Guzmán con l’operazione PBSUCCESS; a capo del conseguente regime militare fu Carlos Castillo Armas, che abrogò subito la riforma agraria e tutte le conquiste sociali.
1957
La Columbia University di New York conferì al dittatore Carlos Castillo Armas la laurea honoris causa.
1960
Alcuni militari comunisti tentarono senza successo di rovesciare il regime: la fazione sconfitta riuscì a organizzare milizie armate, la cui repressione portò a una guerra civile durata più di trent’anni.
1967
Il 19 ottobre Miguel Ángel Asturias fu insignito del Premio Nobel per la letteratura; nello stesso anno la nazionale di calcio vinse il titolo della CONCACAF Gold Cup.
1982
Quattro gruppi marxisti formarono l’organizzazione di guerriglia nota come Unidad Revolucionaria Nacional Guatemalteca.
1992
Il premio Nobel per la pace venne assegnato a Rigoberta Menchú, attivista indigena per i diritti umani, per i suoi sforzi nel portare l’attenzione internazionale sul genocidio perpetrato dal governo nei confronti della popolazione indigena.
1996
La sanguinosa guerra civile terminò con un accordo di pace tra la guerriglia e il governo del presidente Álvaro Arzú, negoziato dalle Nazioni Unite; nel conflitto avevano trovato la morte circa 200 000 civili.
1998
Il Paese fu colpito dall’uragano Mitch.
1999
Il presidente statunitense Bill Clinton affermò che gli Stati Uniti ebbero torto ad appoggiare le forze militari guatemalteche che presero parte alle brutali uccisioni di civili.
2005
Il Paese fu colpito dall’uragano Stan, con oltre 1500 vittime dovute alle alluvioni; nel dicembre dello stesso anno fu scoperta una grande quantità di documenti della Polizia nazionale che rivelavano i metodi usati durante la guerra civile.
2007
Rigoberta Menchú si candidò alle elezioni presidenziali del 9 settembre, ma fu eletto presidente il socialdemocratico Álvaro Colom Caballeros.
2012
Erick Barrondo conquistò l’argento nei 20 km di marcia ai Giochi di Londra; nello stesso anno divenne presidente Otto Pérez Molina.
2015
Il regista Jayro Bustamante presentò Ixcanul, primo dei suoi film a guadagnare un pubblico internazionale.
2017
Scomparve la laguna di Atescatempa, vittima del cambiamento climatico; nello stesso anno la povertà raggiunse il 66,7% dei guatemaltechi.
2019
Il Paese risultava avere circa 17 500 000 abitanti e le foreste coprivano meno del 30% del territorio.
2020
Il 7 marzo è stato lanciato nello spazio Quetzal-1, il primo satellite guatemalteco; nello stesso anno il film La Llorona entrò nella lista ristretta dei nove candidati per l’Oscar al miglior film straniero.
2024
Il 31 luglio, ai Giochi olimpici di Parigi, Adriana Oliva ha vinto la prima medaglia d’oro olimpica del Paese nel tiro a volo femminile; dal gennaio dello stesso anno il presidente in carica è Bernardo Arévalo.
Sintesi · Fonte: Guatemala (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Secondo i dati del censimento nazionale del 2018, il 56% della popolazione è di origine meticcia, cioè nata dalla mescolanza tra europei e indigeni: questi sono chiamati ladinos.
Il 43,6% della popolazione è composto da amerindi, prevalentemente maia: i k’iche’ sono l’11% degli abitanti, i q’eqchi’ l’8,3%, i kaqchikel il 7,8% e i mam il 5,2%, mentre altre etnie maia contano per il 7,6%.
Gli indigeni non maia sono il 2% e comprendono gli xinca, con l’1,8%, mentre i garifuna, nati da una mescolanza tra africani e indigeni, sono lo 0,1%.
Il Paese è uno di quelli latinoamericani dove le differenze e le sperequazioni sociali e culturali sono più accentuate: il ruolo delle donne e il concorso in politica degli indigeni, che sono più del 50% della popolazione, restano largamente emarginati dal controllo sociale ed economico delle élite locali.
Sintesi · Fonte: Guatemala (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Benché la lingua ufficiale sia lo spagnolo, questo non è uniformemente diffuso tra la popolazione nativa, tra la quale è diffuso il monolinguismo di idiomi indigeni.
Specialmente nelle aree rurali sono parlate 21 diverse lingue maya e diverse lingue indigene amerindie non maya, come lo xinca e il garifuna, una lingua arawak parlata sulla costa caraibica.
In base a un decreto del 2003, 23 lingue sono riconosciute come lingue nazionali.
Sintesi · Fonte: Guatemala (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In epoca coloniale l’unica religione era quella cattolica.
In epoche recenti, in seguito alla dittatura del generale Efraín Ríos Montt, vi è stato un progressivo aumento della componente protestante: attualmente circa il 40% dei guatemaltechi è di religione protestante, soprattutto pentecostale.
Un’esigua percentuale, intorno all’1% della popolazione, pratica religioni tradizionali maya, spesso mediante riti incorporati in cerimonie cristiane: tale fenomeno è indice del forte sincretismo tra cultura ispanica e amerindia.
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L’agricoltura, favorita dal fertile terreno vulcanico e dal clima, resta la base dell’economia, anche se risente dell’eredità del passato: alla fine dell’Ottocento le grandi società statunitensi ottennero nel Paese grandi concessioni di terreno, e fra queste in particolare la United Fruit Company avviò il regime delle monocolture creando vaste piantagioni di banane.
Sulla costa del Pacifico le grandi e moderne piantagioni producono i generi d’esportazione, cioè caffè, che è il principale prodotto del Paese, canna da zucchero e banane, mentre è in decadenza la coltura del cotone, un tempo importantissima; nelle terre alte si producono invece, con tecniche arcaiche, generi destinati al consumo locale come mais, riso, patate e fagioli. Un ruolo rilevante hanno l’allevamento bovino, lo sfruttamento delle foreste e la pesca, in particolare delle aragoste.
Le risorse minerarie sono scarse, con una limitata produzione di petrolio, zinco, piombo, antimonio e tungsteno; in espansione è invece il settore industriale, nel quale rivestono particolare importanza le industrie tessili e agroalimentari, oltre a raffinerie di petrolio, impianti chimici, cementifici e manifatture del tabacco e della carta. La moneta è il quetzal.
Il 2% dei proprietari terrieri possiede il 62% della terra coltivabile; le popolazioni indigene, storicamente espropriate delle loro terre, sono relegate sulle montagne, dove la terra è sterile, e il tasso di malnutrizione del Paese, pari a circa il 65%, è tra i più alti dell’emisfero occidentale.
Sintesi · Fonte: Guatemala (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La vita politica è in gran parte dominata dai partiti di destra: nel 2013 solo due deputati su 158 e cinque sindaci su 333 dichiaravano di essere di sinistra.
La Commissione internazionale sull’impunità stima che più del 25% del denaro della campagna elettorale provenga dalla criminalità organizzata e dal traffico di droga.
Nel febbraio del 2007 Rigoberta Menchú si candidò come leader della sinistra alle elezioni presidenziali: era a capo di un’alleanza comprendente una nuova coalizione di leader indigeni e alcune formazioni di contadini e, in caso di vittoria, sarebbe stata la prima donna indigena a capo del governo del suo paese, ma i risultati non la premiarono.
Dal 2012 al 2015 fu presidente un ex generale del regime militare, Otto Pérez Molina; il presidente in carica dal gennaio 2024 è Bernardo Arévalo.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

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Castello e fortezza

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Nel 2019 le foreste coprivano meno del 30% del territorio, rispetto a più del 40% all’inizio degli anni 2000; il Paese deve inoltre affrontare la contaminazione del suolo, dell’acqua e dell’aria e il degrado della biodiversità, e nel 2017 è scomparsa la laguna di Atescatempa, vittima del cambiamento climatico.
Nella zona temperata si trovano un gran numero di fiori: di particolare interesse è la famiglia delle orchidee, che comprende la suora bianca; vi è anche una grande varietà di piante medicinali.
La fauna indigena comprende l’armadillo, l’orso, il coyote, il cervo, la volpe, il giaguaro, la scimmia, il puma, il tapiro e il lamantino; i rettili sono presenti in più di 204 specie e comprendono il colubro, il mocassino d’acqua e l’iguana.
L’uccello nazionale è il quetzal, simbolo di amore e libertà: nel Paese vivono più di 900 specie di uccelli autoctoni, oltre a specie migratrici, e l’atitlan è una specie a rischio d’estinzione.
Sintesi · Fonte: Guatemala (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Altezza 2.552 m

Parco nazionale

Parco nazionale
Lunghezza 43 km

Parco nazionale
Superficie 4 km²

Parco nazionale
Superficie 18 km²

Parco nazionale
Superficie 576 km²
Parco nazionale
Altezza 636 m

Parco nazionale

Parco nazionale

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Parco nazionale
Parco nazionale
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Montagna
Altezza 3.765 m

Montagna
Altezza 1.124 m

Montagna
Altezza 3.976 m

Montagna
Altezza 3.537 m

Montagna
Altezza 3.837 m

Montagna
Altezza 1.775 m

Montagna
Altezza 3.197 m

Montagna
Altezza 1.845 m

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Altezza 1.650 m

Montagna
Altezza 1.662 m

Montagna
Altezza 3.015 m
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Il Fiambre è un piatto tipico del Paese che viene consumato abitualmente nei giorni di Ognissanti e dei Defunti, il 1º e il 2 novembre, al culmine di un ciclo di festività religiose.
Il tamal è un piatto tipico che si prepara con la masa di mais.
La tavola quotidiana delle terre alte si regge sui generi prodotti per il consumo locale, cioè mais, riso, patate e fagioli, mentre dalle piantagioni della costa arrivano caffè, canna da zucchero e banane.
Sintesi · Fonte: Guatemala (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La festa nazionale cade il 15 settembre ed è il Día de Independencia, il giorno dell’indipendenza dalla Spagna ottenuta nel 1821.
Ad Antigua è particolare la processione del venerdì santo che si tiene nelle vie della città: le strade vengono ricoperte da tappeti di fiori e frutta, sui quali sfila la processione, composta da diversi carri portati sulle spalle da centinaia di uomini e donne.
Il Fiambre è il piatto che viene consumato abitualmente nei giorni di Ognissanti e dei Defunti, il 1º e il 2 novembre, al culmine di un ciclo di festività religiose.
Il forte sincretismo tra cultura ispanica e amerindia si riconosce nei riti tradizionali maya incorporati nelle cerimonie cristiane.
Sintesi · Fonte: Guatemala (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La musica del Guatemala comincia a fiorire nel Cinquecento, con la musica rinascimentale spagnola di Hernando Franco, Pedro Bermúdez e Gaspar Fernández; compositori della musica barocca sono i maestri di cappella Rafael Antonio Castellanos e Manuel José de Quirós.
La musica strumentale guatemalteca ha visto un periodo di fioritura con le sinfonie di José Eulalio Samayoa, compositore classico romantico di importanza epocale; lo strumento nazionale è la marimba.
Tra il ventesimo e il ventunesimo secolo, per il genere pop, spicca in particolare la figura di Ricardo Arjona, mentre fra i cantanti più recenti si citano Gaby Moreno e Carlos Peña.
Sintesi · Fonte: Guatemala (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Nel ventesimo secolo, in campo artistico, si ricorda la figura di Carlos Mérida, tra i pionieri modernisti dell’America Latina.
L’eredità artistica più imponente resta però quella maya, con i templi immersi nella foresta e i grandi centri cerimoniali del nord del Paese.
Fra le rovine più visitate ci sono quelle di Tikal, composte da vari templi fra i quali spicca il tempio del Giaguaro, alto 74 metri.
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Tra gli scrittori guatemaltechi affermatisi nel ventesimo secolo spicca soprattutto Miguel Ángel Asturias, esponente della cosiddetta Generación del 20 e del Boom Latinoamericano.
Asturias fu anche poeta e drammaturgo e il 19 ottobre 1967 è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura.
Alla letteratura di testimonianza appartiene anche la voce di Rigoberta Menchú, attivista indigena per i diritti umani premiata con il Nobel per la pace nel 1992.
Sintesi · Fonte: Guatemala (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il regista guatemalteco Jayro Bustamante ha guadagnato un pubblico internazionale con i suoi film incentrati sulla società e la politica contemporanee del Paese: Ixcanul nel 2015, poi Temblores e La Llorona.
La Llorona è entrato nel 2020 nella lista ristretta dei nove candidati per l’Oscar al miglior film straniero.
Altro film di successo è Nuestras madres, del 2019, del regista César Díaz, che ha avuto vari riconoscimenti internazionali.
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La nazionale di calcio ha ottenuto buoni risultati, tra cui un titolo di campione della CONCACAF Gold Cup nel 1967; il capocannoniere della nazionale è Carlos Ruiz, con ben 68 reti.
La prima medaglia olimpica vinta dal Paese è l’argento nei 20 km di marcia conquistato da Erick Barrondo ai Giochi di Londra del 2012.
Il 31 luglio 2024, ai Giochi olimpici di Parigi, Adriana Oliva ha regalato al Paese la sua prima storica medaglia d’oro nella manifestazione, vincendo nel tiro a volo femminile, specialità trap.
Si ricorda inoltre Rolando de León, campione mondiale nel sollevamento pesi.
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Lingua
Il nome del Paese potrebbe derivare dal nahuatl e significare «Paese dei tanti santi», con riferimento ai tanti alberi delle foreste tropicali.
Fonte: Guatemala (Wikipedia, it)
Lingua
Dopo il passaggio di Pedro de Alvarado la popolazione indigena chiamò quella terra Xoaticol, la terra «sotto il sangue», nome con cui il Paese è ancora oggi chiamato dalla popolazione autoctona.
Fonte: Guatemala (Wikipedia, it)
Record
Città del Guatemala, con 5 milioni di abitanti, è la città più popolosa dell’America centrale dopo Città del Messico.
Fonte: Guatemala (Wikipedia, it)
Record
La città maya di El Mirador, oggi sepolta nella foresta, era la più popolosa dell’America precolombiana, con circa 100 000 abitanti.
Fonte: Guatemala (Wikipedia, it)
Storia
Quello del Mirador fu il primo Stato politicamente organizzato dell’America, un complesso di 26 città conosciuto nei testi antichi come Regno di Kan.
Fonte: Guatemala (Wikipedia, it)
Record
Le piramidi di El Mirador, come El Tigre e Monos, raggiungono i 250 000 metri cubici.
Fonte: Guatemala (Wikipedia, it)
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Il turismo sfrutta gli stupendi paesaggi, soprattutto quelli montani, e i monumenti maya, e ha registrato una ripresa a partire dagli anni novanta con la fine dei conflitti armati. Il flusso turistico proviene per il 28% dagli Stati Uniti d’America, per il 23% dal Regno Unito e per il 14% dal Canada.
Le rovine maya più visitate sono quelle di Tikal, composte da vari templi immersi nella foresta, tra i quali spicca il tempio del Giaguaro, alto 74 metri; una città molto caratteristica è Antigua, celebre per la processione del venerdì santo.
Tra le mete più interessanti a livello naturalistico vi sono le piscine naturali di Semuc Champey, vasche di acqua cristallina divise da cascate, e il lago Atitlán, circondato da vulcani.
Caratteristica del territorio è la grande presenza di vulcani, più di trenta, che possono essere visitati con guide turistiche fino al cratere: i più frequentati sono il Pacaya, attualmente in attività e alto 2800 metri, il vulcano de Agua, non in attività e alto 3800 metri, e il vulcano de Fuego.
Sintesi · Fonte: Guatemala (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Dati aggiornati al 21 settembre 2026.