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Il Burundi è un piccolo Stato dell’Africa orientale senza sbocco sul mare, nella regione dei Grandi Laghi. Confina con il Ruanda a nord, con la Tanzania a est e a sud e con la Repubblica Democratica del Congo a ovest, mentre il lago Tanganica ne segna il confine sud-occidentale. La capitale politica è Gitega dal dicembre 2018; Bujumbura, la città più grande, resta la capitale economica.
Il Paese prende il nome dall’antico Regno del Burundi, ed è uno dei pochi Stati africani che continuano direttamente un regno esistente prima della colonizzazione. Dopo il dominio tedesco e poi belga è diventato indipendente nel 1962. La sua storia recente è stata segnata dalle violenze fra hutu e tutsi e da una lunga guerra civile, chiusa dagli accordi di pace e dalla costituzione del 2005.
Oggi il Burundi è una società in gran parte rurale e densamente popolata, che vive soprattutto di agricoltura di sussistenza. È considerato il Paese più povero del mondo per prodotto interno lordo pro capite.
Sintesi tradotta dal inglese · Fonte: Burundi (Wikipedia, it), Burundi (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
Il Burundi occupa un altopiano ondulato nel cuore dell’Africa, con un’altitudine media di circa 1.700 metri che si abbassa verso i confini. Fa parte della Rift albertina, il ramo occidentale della Great Rift Valley: l’unica zona sotto i mille metri è la striscia di pianura del fiume Ruzizi, a nord del lago Tanganica.
Il territorio è diviso fra i bacini di due grandi fiumi. Il nord e il centro dell’altopiano scendono verso il Nilo attraverso il Ruvubu e il suo affluente Ruvyironza, considerato una delle sorgenti del Nilo; il resto delle acque finisce nel lago Tanganica e da lì nel bacino del Congo.
Il lago Tanganica, fra i più grandi dell’Africa, separa il Burundi dalla Repubblica Democratica del Congo. Sul lato burundese le sponde sono ripide e l’acqua diventa profonda a pochi metri dalla riva; solo a nord ci sono tratti sabbiosi.
Sintesi · Fonte: Burundi (Wikipedia, it), Burundi (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
Il clima è tropicale, ma l’altitudine e il lago Tanganica lo rendono più mite. Le piogge sono più abbondanti sull’altopiano orientale e diminuiscono vicino al lago e nella valle del Ruzizi.
Sintesi · Fonte: Burundi (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Stato attuale dal 1962
fine del XVI secolo
Le prime testimonianze dello Stato burundese risalgono alla fine del sedicesimo secolo, sulle pendici orientali della Rift Valley. La tradizione orale attribuisce la fondazione del regno al re Ntare Rushatsi, verso il 1680.
XVIII secolo
Il re, il mwami, governa con un’aristocrazia di principi, i ganwa, che possiedono gran parte delle terre e ricevono tributi dai contadini hutu e dai pastori tutsi.
1884–1891
Dal 1884 opera nella regione la compagnia coloniale tedesca dell’Africa orientale; nel 1891 i suoi diritti passano all’Impero tedesco e il Burundi entra nella colonia dell’Africa Orientale Tedesca.
1916
Durante la prima guerra mondiale le truppe belghe occupano il Burundi e il Ruanda, costringendo i tedeschi alla ritirata.
1924
Burundi e Ruanda diventano il territorio sotto mandato belga del Ruanda-Urundi, affidato al Belgio dalla Società delle Nazioni, con capitale Usumbura, l’odierna Bujumbura.
1961
Il principe Louis Rwagasore, leader nazionalista il cui partito ha appena vinto le prime elezioni, viene assassinato poche settimane dopo il voto.
1962
Il 1º luglio il Burundi diventa indipendente come monarchia costituzionale, con il re Mwambutsa IV, e nello stesso anno entra nelle Nazioni Unite.
1966
Il primo ministro Michel Micombero depone il giovane re Ntare V, abolisce la monarchia e proclama la repubblica, che nei fatti è una dittatura militare a partito unico.
1972
Dopo una rivolta nelle città lacustri di Rumonge e Nyanza-Lac, l’esercito dominato dai tutsi compie uccisioni di massa della popolazione hutu, poi riconosciute come genocidio. Centinaia di migliaia di persone fuggono nei Paesi vicini.
1993
Melchior Ndadaye vince le prime elezioni presidenziali pluripartitiche e diventa il primo presidente hutu, ma dopo pochi mesi viene ucciso durante un tentato colpo di Stato. Seguono massacri di tutsi e l’inizio della guerra civile.
1994
Il presidente Cyprien Ntaryamira muore insieme al presidente del Ruanda quando il loro aereo viene abbattuto.
2000
Dopo lunghe trattative mediate prima da Julius Nyerere e poi da Nelson Mandela, viene adottato l’accordo di pace e riconciliazione di Arusha.
2005
Una nuova costituzione, approvata con un referendum, ripartisce il potere fra hutu e tutsi. Pierre Nkurunziza, un tempo a capo di un gruppo ribelle, viene eletto presidente e la guerra civile si chiude.
2015
Un tentativo di colpo di Stato contro il presidente Nkurunziza fallisce nel giro di due giorni.
2018
Il 24 dicembre la capitale politica viene trasferita da Bujumbura a Gitega.
2020
Évariste Ndayishimiye vince le elezioni presidenziali.
Sintesi · Fonte: Burundi (Wikipedia, it), Burundi (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
Il Burundi è una delle società meno urbanizzate del mondo: la grande maggioranza degli abitanti vive in campagna. È anche fra i Paesi più densamente abitati dell’Africa subsahariana, la popolazione cresce molto in fretta e molti giovani emigrano in cerca di opportunità.
Gli abitanti sono in maggioranza hutu, con una minoranza tutsi e una piccola comunità twa. Le fonti sottolineano che la distinzione non è mai stata rigida: i gruppi condividono lingua e religione, e in passato un contadino hutu che si arricchiva poteva essere considerato tutsi, mentre un tutsi che perdeva il bestiame poteva diventare hutu.
Sintesi tradotta dal inglese · Fonte: Burundi (Wikipedia, it), Burundi (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
Le lingue ufficiali sono il kirundi, il francese e l’inglese, quest’ultimo dal 2014. Il kirundi, una lingua bantu molto vicina al kinyarwanda del Ruanda, è parlato da quasi tutta la popolazione ed è riconosciuto come unica lingua nazionale. A Bujumbura si usa anche lo swahili, la lingua del commercio.
Sintesi tradotta dal inglese · Fonte: Burundi (Wikipedia, it), Burundi (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
La grande maggioranza degli abitanti è cristiana, soprattutto cattolica, con una parte di protestanti e anglicani. Una piccola parte della popolazione segue le religioni tradizionali, e c’è una minoranza musulmana, in gran parte sunnita e concentrata nelle città.
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L’economia si regge sull’agricoltura, che occupa quasi tutta la popolazione ed è in gran parte di sussistenza: si coltivano patate dolci, mais, sorgo, manioca e banane, e si allevano bovini. Caffè e tè sono le principali esportazioni e portano quasi tutta la valuta estera, così i conti del Paese dipendono dal clima e dai prezzi internazionali.
Il Burundi dipende in misura molto forte dagli aiuti internazionali. Nel sottosuolo si trovano uranio, nichel, cobalto, rame e platino, mentre l’industria si limita alla trasformazione alimentare, all’assemblaggio e a beni di consumo come coperte, scarpe e sapone. Dal 2009 fa parte della Comunità dell’Africa orientale.
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Il Burundi è una repubblica presidenziale: il presidente è insieme capo dello Stato e del governo. La costituzione in vigore, approvata con un referendum nel 2005, riprende in gran parte gli accordi di pace di Arusha.
Per ridurre le tensioni fra i gruppi, la costituzione fissa quote di rappresentanza hutu e tutsi in Parlamento, una quota di donne e alcuni seggi riservati ai twa. Il Parlamento ha due camere, l’Assemblea nazionale e il Senato. Oggi il Paese è diviso in cinque province: Buhumuza, Bujumbura, Burunga, Butanyerera e Gitega.
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Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale
Si racconta che un tempo, nella pianura dove oggi sorge Bujumbura, si potessero vedere mandrie di bufali, giraffe, zebre, ippopotami e leoni. Durante le guerre gran parte degli animali è scomparsa, a causa della fame e degli incendi appiccati nelle foreste per stanare i ribelli.
Oggi restano ippopotami, coccodrilli, rettili e molte specie di uccelli, e nel nord si possono ancora incontrare bufali e gruppi di scimmie. I due parchi nazionali, la Kibira a nord-ovest e il Ruvubu a nord-est, sono stati istituiti nel 1982: la foresta della Kibira confina con quella di Nyungwe, in Ruanda, e fornisce buona parte dell’acqua della maggiore diga del Paese.
Deforestazione, erosione del suolo e perdita degli habitat sono i problemi ambientali più gravi.
Sintesi · Fonte: Burundi (Wikipedia, it), Burundi (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
La cucina è semplice e legata al lavoro nei campi: un pasto tipico è fatto di patate dolci, mais, riso e piselli, mentre la carne, costosa, si mangia solo poche volte al mese.
Fra le bevande tradizionali ci sono l’impeke, una birra che gli amici bevono insieme da un unico grande recipiente in segno di unità, e l’isongo, un vino di banana.
Sintesi tradotta dal inglese · Fonte: Burundi (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
Il tamburo è il cuore del patrimonio culturale burundese. I Tamburini reali del Burundi, famosi in tutto il mondo, suonano i tamburi tradizionali karyenda, amashako, ibishikiso e ikiranya, e la danza rituale dei tamburi reali è iscritta dall’UNESCO nel patrimonio culturale immateriale. La danza accompagna spesso il tamburo nelle celebrazioni e nelle riunioni di famiglia.
L’artigianato è una forma d’arte importante: si intrecciano i cesti inkoko e ibiseke e si producono maschere, scudi, statue e ceramiche. La tradizione orale resta molto viva e tramanda la storia e gli insegnamenti attraverso racconti, poesie e canti.
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Si celebrano quasi tutte le feste cristiane, e il Natale è la più sentita. Il 1º luglio si celebra l’indipendenza, che ricorda la fine del dominio belga nel 1962. Dal 2005 anche la festa islamica dell’Eid al-Fitr è festa pubblica.
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Alle cerimonie ufficiali e ai riti si balla l’abatimbo, mentre l’abanyagasimbo è una danza dal ritmo veloce. Fra gli strumenti tradizionali ci sono il flauto umwironge, la cetra inanga, l’ikembe e l’umuduri. Nella musica pop e nella world music si è fatta conoscere la cantante Khadja Nin.
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La letteratura tradizionale è orale, con generi come gli imigani, gli indirimbo, gli amazina e gli ivyivugo. In tempi recenti Gaël Faye, scrittore e rapper francese di origine burundese, ha vinto nel 2016 il Goncourt des lycéens con il romanzo Piccolo Paese.
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Il calcio è un passatempo diffuso in tutto il Paese; tra gli sport più noti ci sono anche la pallacanestro e l’atletica, e sono popolari le arti marziali. Il campione più celebre è il mezzofondista Vénuste Niyongabo, oro olimpico ai Giochi di Atlanta del 1996: fu la prima medaglia olimpica del Burundi, ed è ancora l’unico oro del Paese.
Molto diffuso è anche l’ikibugu, un gioco tradizionale della famiglia del mancala che si gioca in tutta l’Africa orientale.
Sintesi · Fonte: Burundi (Wikipedia, it), Burundi (Wikipedia, en) · CC BY-SA 4.0
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Storia
Il Burundi è uno dei pochi Stati africani che continuano direttamente, sullo stesso territorio, un regno esistente prima della colonizzazione.
Fonte: Burundi (Wikipedia, en)
Storia
Per più di due secoli, prima dell’arrivo degli europei, il Burundi è stato un regno indipendente.
Fonte: Burundi (Wikipedia, en)
Storia
In epoca coloniale Bujumbura si chiamava Usumbura: il nome è cambiato con l’indipendenza, nel 1962.
Fonte: Burundi (Wikipedia, en)
Geografia
Il Ruvyironza, un fiume del Burundi, è considerato una delle sorgenti del Nilo: le sue acque arrivano fino al lago Vittoria.
Geografia
Le acque del Burundi si dividono fra due dei più grandi fiumi dell’Africa: una parte scende verso il Nilo, l’altra finisce nel lago Tanganica e nel bacino del Congo.
Fonte: Burundi (Wikipedia, it)
Geografia
Quasi tutto il Paese è un altopiano: l’unica zona sotto i mille metri è la pianura del fiume Ruzizi, a nord del lago Tanganica.
Fonte: Burundi (Wikipedia, it)
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Dati aggiornati al 20 settembre 2026.