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Haiti, in haitiano Ayiti, ufficialmente Repubblica di Haiti, è uno Stato dell’America centrale situato nell’isola di Hispaniola, nel Mar dei Caraibi, confinante a est con la Repubblica Dominicana.
Un tempo colonia francese, è stata la seconda nazione delle Americhe a dichiarare la propria indipendenza, dopo gli Stati Uniti d’America: l’indipendenza dalla Francia fu dichiarata il 1º gennaio 1804.
L’isola è storicamente caratterizzata da una marcata instabilità politica e dalla fragilità del territorio: colpita nell’estate 2004 dall’uragano Jeanne, nel gennaio 2010 da un terremoto catastrofico tra i più distruttivi della storia dell’uomo e nell’ottobre 2016 dall’uragano Matthew, vive in uno stato di emergenza umanitaria.
Il nome attuale fu scelto in ossequio alla popolazione degli arauachi, che chiamavano l’isola Ayiti, parola che nella loro lingua significa «aspro», riferito al territorio.
Sintesi · Fonte: Haiti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Haiti occupa la porzione più occidentale dell’isola di Hispaniola, nel Mar dei Caraibi, e ha un solo confine terrestre, quello con la Repubblica Dominicana.
Il Paese è diviso in 10 dipartimenti, 41 arrondissement e 133 comuni, che rappresentano rispettivamente il primo, il secondo e il terzo livello di suddivisione amministrativa.
Haiti rivendica la vicina isola Navassa, attualmente occupata dagli Stati Uniti: le rivendicazioni si basano sul trattato di Rijswijk del 1697 tra Francia e Spagna, in base al quale alla prima veniva riconosciuto il possesso della porzione occidentale di Hispaniola più alcune isole circostanti, mentre gli Stati Uniti fondano le proprie rivendicazioni sul Guano Islands Act del 1856.
Il territorio più elevato del nord ospitò storicamente i cimarroni, gli ex schiavi sfuggiti ai loro padroni che vivevano nelle terre alte, completamente estranei al resto della colonia.
Sintesi · Fonte: Haiti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il clima caraibico dell’isola porta con sé la stagione degli uragani, che negli ultimi decenni ha colpito il Paese con particolare durezza.
Nell’estate del 2004 Haiti fu colpita dall’uragano Jeanne e nell’ottobre del 2016 dall’uragano Matthew.
Alla fragilità climatica si somma quella sismica: il terremoto del 12 gennaio 2010 e quello del 14 agosto 2021, di magnitudo 7,2, hanno segnato profondamente il Paese.
Sintesi · Fonte: Haiti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
dipartimento dell'Artibonite · dipartimento del Centro · dipartimento di Grand'Anse · dipartimento di Nippes · dipartimento del Nord · dipartimento del Nordest · dipartimento del Nordovest · dipartimento dell'Ovest · dipartimento del Sudest · dipartimento del Sud
Stato attuale dal 1804
1492
Il 4 dicembre la Santa Maria, comandata da Cristoforo Colombo, sbarcò dove oggi sorge Môle-Saint-Nicolas: l’intera isola fu subito rivendicata a favore della Spagna.
XVI secolo
Per sopperire alla carenza di manodopera, causata dal crollo della popolazione indigena, gli spagnoli cominciarono a deportare schiavi africani, impiegati soprattutto nella ricerca dell’oro.
1606
Il sovrano spagnolo ordinò a tutti i coloni di spostarsi nei pressi di Santo Domingo per proteggere la popolazione dagli attacchi dei pirati, lasciando però libere le coste settentrionali e occidentali.
1625
I francesi cominciarono a colonizzare l’isola, dove era già famosa la «Fratellanza della Costa», composta da bucanieri e schiavi fuggiti.
1664
La Francia rivendicò il suo dominio sulla porzione occidentale di Hispaniola.
1697
La Spagna cedette ufficialmente la porzione più occidentale di Hispaniola alla Francia: la nuova colonia fu ribattezzata Côte française de Saint-Domingue.
XVIII secolo
La parte francese dell’isola conobbe un periodo di prosperità economica che la rese la più ricca delle colonie dell’emisfero occidentale, grazie soprattutto alle notevoli esportazioni di zucchero e cacao.
1790
Nell’ottobre 350 gens de couleur si ribellarono al governo coloniale per ottenere maggiori diritti.
1791
Il 15 maggio l’Assemblea nazionale francese concesse i diritti politici a tutti i mulatti e i neri nati liberi; il 22 agosto gli schiavi della zona di Cap-Français si ribellarono ai loro padroni sotto il comando di Toussaint Louverture.
1794
I due schieramenti si unirono in seguito all’emanazione di un decreto con cui il governo rivoluzionario francese abolì la schiavitù; sotto la guida di Toussaint il nuovo esercito sconfisse le truppe d’invasione britanniche e spagnole.
1801
Toussaint Louverture proclamò una costituzione che lo decretava governatore a vita e stabiliva la sovranità dei neri sullo stato, con l’abolizione perpetua della schiavitù.
1802
Napoleone Bonaparte inviò un corpo di spedizione guidato dal cognato Charles Leclerc per restaurare il governo francese e, segretamente, la schiavitù; tradito e catturato, Toussaint morì poi in una prigione francese.
1803
Il 18 novembre l’esercito di Jean-Jacques Dessalines sbaragliò i francesi, già bloccati da un’epidemia di febbre gialla che aveva provocato anche la morte del generale Leclerc.
1804
Il 1º gennaio l’ormai ex colonia dichiarò la sua indipendenza, seconda nel continente americano dopo gli Stati Uniti; Dessalines ne divenne il primo Capo di Stato e pochi mesi dopo si fece proclamare Imperatore con il nome di Giacomo I. La Francia si rifiutò di riconoscere l’indipendenza, pretendendo 150 milioni di franchi.
1806
Dessalines fu assassinato durante una lotta di potere: il Paese venne diviso in due Stati, a sud una repubblica fondata da Alexandre Pétion, a nord un governo sotto il dominio di Henri Christophe.
1811
Il governo del nord divenne regno di Haiti sotto Henri Christophe, che si fece chiamare Enrico I.
1820
Nell’agosto Christophe rimase parzialmente paralizzato; il 2 ottobre la guarnigione militare presso Saint Marc si ammutinò e poco dopo il monarca si suicidò nella Cittadella. Con la sua morte la nazione venne riunificata sotto la guida di Jean-Pierre Boyer.
Dopo il 1820
Jean-Pierre Boyer invase la colonia spagnola di Santo Domingo, riunificando l’isola di Hispaniola sotto il dominio haitiano.
1838
Fu trovato un accordo che ridusse a 90 milioni di franchi l’indennità pretesa dalla Francia, il cui pagamento rappresentò comunque un duro colpo per l’economia isolana.
1844
Santo Domingo ottenne l’indipendenza con il nome di Repubblica Dominicana, ponendo fine al dominio haitiano sulla parte orientale dell’isola.
1849
Faustin Soulouque, già presidente dal 1847, fondò il Secondo Impero di Haiti come Faustino I; l’esperienza durò fino al 1859.
1860
La firma del Concordato pose fine all’esiguità del clero cattolico nel Paese; l’arcidiocesi di Port-au-Prince fu eretta canonicamente l’anno successivo.
1910–1915
In quegli anni cinque presidenti si succedettero, in uno stato di insurrezione quasi permanente.
1915
Il 27 luglio l’esecuzione di 167 prigionieri politici fu seguita da una rivolta popolare che rovesciò il governo e mise a morte il presidente Vilbrun Guillaume Sam; la decisione statunitense di invadere il Paese era però già stata presa.
1918
Una nuova costituzione fu scritta dagli Stati Uniti e introdotta in quell’anno; da allora e fino al 1934 l’inglese divenne la seconda lingua ufficiale del paese.
1919
Il 7 ottobre i ribelli presero d’assalto Port-au-Prince; il 1º novembre Charlemagne Péralte, capo della resistenza nazionalista, fu assassinato dopo che una spia aveva condotto i marines da lui.
1920
Benoît Batraville, che aveva preso il comando della guerriglia, fu ucciso in combattimento il 18 maggio: dopo la morte dei suoi leader la resistenza si demoralizzò e si estinse gradualmente.
1924
Il Paese conquistò la medaglia di bronzo nella disciplina del tiro a segno, fucile a squadre.
1934
L’occupazione statunitense terminò.
1944
Fu fondata l’Università statale di Haiti, una delle più rinomate del Paese.
1946
Léon Dumarsais Estimé divenne il primo presidente nativo dell’isola dal 1915, cioè da quando l’occupazione statunitense aveva avuto inizio.
1950
Quando Estimé tentò di prolungare il suo mandato oltre la durata legale si verificò un colpo di Stato, con la successiva creazione di un Consiglio Militare di Governo guidato da Paul Magloire.
1957
Il dottor François Duvalier giunse al potere quale esito delle prime elezioni a suffragio universale tenute nel Paese; molti ritengono che il risultato del voto sia stato manipolato dall’esercito.
1964
Duvalier si autoproclamò presidente a vita e per anni mantenne il controllo sulla popolazione attraverso i Volontari per la Sicurezza Nazionale, la sua polizia segreta soprannominata Tonton Macoutes.
1971
Alla morte di Duvalier padre successe, quale presidente a vita, il figlio diciannovenne Jean-Claude Duvalier, soprannominato Baby Doc.
1973
La nazionale di calcio fu campione della Gold Cup.
1983
La visita di papa Giovanni Paolo II rafforzò il movimento popolare promosso dalla Chiesa locale: prima di salire sull’aereo il pontefice pronunciò un discorso dai toni accesi che concluse con l’esclamazione «Le cose devono cambiare qui!».
1984
Rivolte contro il governo si diffusero in tutta la nazione, mentre la Conferenza episcopale varò un programma di alfabetizzazione volto a preparare il popolo a una più consapevole partecipazione al processo elettorale.
1986
Il regime di Duvalier figlio, divenuto noto per la corruzione, fu deposto, aprendo un nuovo periodo di agitazioni: il regime aveva lasciato circa 50 000 morti e il paese in rovina.
1988
Un tribunale di Miami dichiarò che Jean-Claude Duvalier aveva sottratto più di 504 milioni di dollari di denaro pubblico.
1991
Il leader carismatico Jean-Bertrand Aristide venne eletto presidente, ma fu deposto da un colpo di Stato dopo poco tempo; seguirono tre anni segnati dal brutale controllo di una giunta militare.
1994
L’intervento statunitense riportò Aristide al potere e uno dei suoi primi atti fu lo scioglimento dell’esercito, decisione che incontrò un forte favore presso il popolo.
1996
Ad Aristide successe il suo alleato ed ex primo ministro René Préval.
2001
Aristide tornò al potere dopo un voto boicottato da molti suoi rivali, che accusarono il suo partito di aver falsato i voti di una precedente elezione del senato.
2004
Nel febbraio il governo di Aristide fu deposto da un gruppo di ribelli armati e Boniface Alexandre, giudice capo della Corte suprema, fu nominato presidente; nell’estate il Paese fu colpito dall’uragano Jeanne e cominciò la missione internazionale sotto l’egida dell’ONU.
2006
Le elezioni del febbraio portarono René Préval a essere rieletto presidente.
2010
Il 12 gennaio un violento terremoto di magnitudo 7,0 colpì l’entroterra in prossimità di Port-au-Prince: secondo la Croce Rossa Internazionale coinvolse più di 3 milioni di persone, con 222 517 morti e 300 000 feriti. Dieci mesi dopo un’epidemia di colera aggravò ulteriormente la situazione.
2011
Dopo le elezioni presidenziali il paese fu governato da Michel Martelly.
2016
Nell’ottobre il Paese fu colpito dall’uragano Matthew; nel novembre fu eletto presidente Jovenel Moïse, realmente al potere solo dal febbraio del 2017.
2019
Nel febbraio un aumento fino al 50% dei prezzi del carburante alla pompa e gli scandali di corruzione che coinvolsero diversi ministri e lo stesso presidente provocarono grandi proteste antigovernative.
2021
Tra il 6 e il 7 luglio Moïse fu assassinato in casa sua a Port-au-Prince da un commando armato; il 14 agosto il Paese fu colpito da un fortissimo terremoto di magnitudo 7,2.
2024
Nel marzo la capitale cadde sotto il controllo di bande criminali e il 12 marzo il primo ministro Ariel Henry annunciò le sue dimissioni; il 25 aprile fu costituito il Consiglio Presidenziale di Transizione.
Sintesi · Fonte: Haiti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Haiti ha circa dodici milioni di abitanti: malgrado una densità molto elevata, pari a 360 abitanti per km², la distribuzione della popolazione è eterogenea e vede una maggior concentrazione abitativa nelle città marittime.
Circa il 98% degli abitanti è di origine africana, mentre il resto della popolazione è formato da mulatti e da sparuti gruppi di europei e levantini, cioè libanesi e siriani.
Nel periodo coloniale la popolazione era composta da tre diversi gruppi: gli europei, circa 32 000 nel 1790, che detenevano il controllo politico ed economico, la gens de couleur, 28 000 individui liberi e di sangue misto, e infine gli schiavi africani, ben 500 000, in gran parte nati in Africa e non sull’isola perché le brutali condizioni di vita spesso impedivano la naturale crescita della popolazione.
Il flusso di riserve dall’estero è rappresentato soprattutto dalle rimesse della consistente comunità haitiana espatriata e dalle tasse sulle telefonate dall’estero.
Sintesi · Fonte: Haiti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Le lingue ufficiali sono il francese e il creolo haitiano.
Il francese è però parlato in modo corrente solo da circa il 10% della popolazione, a causa dell’alto tasso di analfabetismo.
La quasi totalità degli haitiani si esprime nella vita quotidiana attraverso il creolo haitiano, il kreyòl ayisyen, evolutosi a partire dal francese modificato nell’uso dagli schiavi africani. Dal 1918 al 1934, durante l’occupazione statunitense, l’inglese divenne la seconda lingua ufficiale del paese.
Sintesi · Fonte: Haiti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il cattolicesimo è la religione di Stato, professata dalla maggioranza della popolazione.
Si stima però che il 30% circa degli haitiani sia protestante, con varie denominazioni fra cui le Assemblee di Dio, la Convenzione Battista di Haiti, gli avventisti, la Chiesa di Dio, la Chiesa del Nazareno e gli episcopali.
Molti haitiani praticano, spesso congiuntamente alla religione cristiana, il vodoun, meglio noto come vudù, derivante dalla commistione tra le religioni tradizionali africane e il cattolicesimo.
Durante la rivolta per l’indipendenza molte chiese furono saccheggiate e distrutte e i sacerdoti cattolici dovettero lasciare il Paese, determinando un’estrema esiguità del clero che si protrasse fino alla firma del Concordato nel 1860.
Sintesi · Fonte: Haiti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Haiti è il paese meno sviluppato dell’emisfero settentrionale e uno dei più poveri al mondo: gli indicatori economici e sociali mostrano come, a partire dagli anni ottanta, abbia accumulato il divario rispetto ad altri paesi in via di sviluppo con livelli di reddito molto bassi.
Circa l’80% della popolazione vive in una condizione di povertà degradante e il 54% vive con meno di un dollaro al giorno, posizionando il Paese al penultimo posto nel mondo nella relativa classifica; i disoccupati rappresentano oltre il 60% della popolazione e sul paese grava un pesante debito.
Quasi il 70% degli haitiani è impiegato nel settore agricolo, che rappresenta quasi un terzo del prodotto interno lordo nonostante sia per lo più una forma di agricoltura di sussistenza praticata su piccola scala; l’industria riveste un ruolo assolutamente marginale, mentre i servizi, e il turismo in particolare, coprono il restante 30% circa dell’economia.
Nel 2012 il prodotto interno lordo nominale consisteva in 7,9 miliardi di dollari e quello a parità di potere d’acquisto in 12,8 miliardi; il reddito pro capite nominale si aggirava sui 759 dollari. Il reddito medio pro capite dei dominicani è doppio rispetto a quello degli haitiani.
Sintesi · Fonte: Haiti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
La storia politica del Paese è segnata da una marcata instabilità: i presidenti sono spesso morti durante il mandato, oppure sono stati assassinati, deposti, imposti da una potenza straniera o portati a prolungare il loro incarico oltre la durata legale.
Jean-Bertrand Aristide fu il primo presidente democraticamente eletto della storia haitiana, mentre René Préval fu il primo a portare a compimento il suo mandato senza interruzione e soprattutto il primo a lasciare di sua volontà l’incarico una volta scaduto il termine.
Dal 2004 al 2017 il Paese vide la presenza di un contingente guidato dal Brasile, per una missione internazionale di aiuto sotto l’egida dell’ONU.
Nel marzo 2024, a seguito di un’evasione di massa, la capitale Port-au-Prince è caduta sotto il controllo di bande criminali: il 25 aprile è stato costituito il Consiglio Presidenziale di Transizione, che il 29 maggio successivo ha nominato Garry Conille primo ministro provvisorio.
Sintesi · Fonte: Haiti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Ordinate per importanza: popolazione, ruolo e notorietà internazionale

Castello e fortezza

Palazzo

Palazzo

Castello e fortezza

Luogo di culto

Museo

Luogo di culto
Castello e fortezza
Luogo di culto

Luogo di culto
Luogo di culto
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L’isola di Hispaniola, di cui Haiti occupa la porzione più occidentale, era in origine abitata dagli indigeni taino e arauachi, che ne descrissero il territorio come aspro.
Le terre più elevate, difficili da raggiungere, furono per secoli il rifugio dei cimarroni, gli ex schiavi sfuggiti ai loro padroni.
La fragilità del territorio è il tratto costante della geografia haitiana: uragani e terremoti si sono susseguiti nel giro di pochi anni, dal terremoto del 2010 a quello del 2021, passando per gli uragani Jeanne e Matthew.
Sintesi · Fonte: Haiti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

Parco nazionale
Superficie 253 km²

Parco nazionale
Superficie 30 km²
Parco nazionale
Superficie 20 km²

Parco nazionale
Superficie 4 km²

Parco nazionale
Superficie 1.510 km²

Parco nazionale
Superficie 23 km²
La gastronomia di Haiti è stata costruita da una combinazione di elementi francesi, spagnoli e africani, con qualche influenza amerindia, derivanti dalla variegata composizione etnica dovuta alle dominazioni coloniali.
La base principale della sua cucina resta però francese e autoctona.
Fra i piatti più noti ci sono la soup joumou, la zuppa di zucca legata alla memoria dell’indipendenza, il griot di maiale e l’akasan; fra le bevande si contano il clairin, distillato di canna da zucchero, e la birra Prestige.
Sintesi · Fonte: Haiti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il vodoun, meglio noto come vudù, nasce dalla commistione tra le religioni tradizionali africane e il cattolicesimo ed è praticato da molti haitiani spesso insieme alla religione cristiana.
La memoria della rivoluzione è il fondamento dell’identità nazionale: il neonato Stato sostenne la causa abolizionista nelle colonie americane ovunque fosse possibile e aiutò Simón Bolívar, offrendogli rifugio e appoggiando la sua causa indipendentista, a condizione che liberasse poi gli schiavi dell’America Latina.
Alcuni storici ritengono che la rivoluzione haitiana abbia ispirato molte rivolte di schiavi nei Caraibi e negli Stati Uniti.
Sintesi · Fonte: Haiti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In campo musicale si può citare il chitarrista e rapper Wyclef Jean.
Alla musica si è dedicato anche Michel Martelly, musicista e politico che è stato presidente del Paese.
Fra gli artisti più recenti c’è il rapper Mach-Hommy, conosciuto per la critica sociale del suo stesso paese di provenienza.
Sintesi · Fonte: Haiti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Tra i poeti e gli scrittori haitiani bisogna ricordare il poeta Antoine Dupré, attivo nel diciannovesimo secolo.
Tra il ventesimo e il ventunesimo secolo si affermarono gli scrittori Jacques Roumain e Louis-Philippe Dalembert.
Nel corso del ventunesimo secolo spicca Frankétienne, tra le massime personalità della letteratura haitiana, e Kettly Mars, il cui romanzo L’ora ibrida ha vinto il Premio Senghor del 2006 per il miglior romanzo d’esordio di un autore francofono.
Sintesi · Fonte: Haiti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Il Parco storico nazionale, che comprende la Cittadella, Sans Souci e Ramiers, è il primo sito del Paese iscritto, nel 1982, nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
Il re Henri Christophe fece costruire per sé stesso otto palazzi, tra cui la sua roccaforte di Sans Souci.
Allo stesso sovrano si deve l’imponente Citadelle Laferrière, la più grande fortezza dell’emisfero occidentale.
Sintesi · Fonte: Haiti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
In ambito sportivo la nazionale di calcio di Haiti è stata campione della Gold Cup nel 1973.
Nel pugilato si è affermato, tra gli altri, Bermane Stiverne, campione del mondo dei pesi massimi dal 2014 al 2015.
Il Paese ha ottenuto la prima medaglia olimpica nel 1924, quando venne conquistata la medaglia di bronzo nella disciplina del tiro a segno, fucile a squadre.
Sintesi · Fonte: Haiti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0
Lingua
Il nome Ayiti, scelto per il nuovo Stato, significa «aspro» nella lingua degli arauachi e si riferisce al territorio.
Fonte: Haiti (Wikipedia, it)
Record
Haiti è stata la seconda nazione delle Americhe a dichiarare la propria indipendenza, dopo gli Stati Uniti d’America.
Fonte: Haiti (Wikipedia, it)
Record
La parte francese dell’isola fu la più ricca delle colonie dell’emisfero occidentale, grazie soprattutto alle esportazioni di zucchero e cacao.
Fonte: Haiti (Wikipedia, it)
Storia
Nel 1790 la colonia contava circa 32 000 europei, 28 000 gens de couleur e ben 500 000 schiavi africani.
Fonte: Haiti (Wikipedia, it)
Storia
La «Fratellanza della Costa», composta da bucanieri e schiavi fuggiti, si stabilì lungo le coste abbandonate dell’isola.
Fonte: Haiti (Wikipedia, it)
Storia
I cimarroni erano ex schiavi sfuggiti ai loro padroni, che vivevano nelle terre più elevate completamente estranei al resto della colonia.
Fonte: Haiti (Wikipedia, it)
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Il turismo fa parte del settore dei servizi, che copre circa il 30% dell’economia del Paese.
La meta simbolo è il Parco storico nazionale, con la Citadelle Laferrière, la più grande fortezza dell’emisfero occidentale, e le rovine del palazzo di Sans Souci.
La capitale Port-au-Prince ha perso nel terremoto del 2010 molti dei suoi edifici storici, fra cui il Palazzo Nazionale, la sede del parlamento e la cattedrale.
Môle-Saint-Nicolas, sulla costa nord-occidentale, è il luogo dove il 4 dicembre 1492 sbarcò la Santa Maria comandata da Cristoforo Colombo.
Sintesi · Fonte: Haiti (Wikipedia, it) · CC BY-SA 4.0

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Dati aggiornati al 21 settembre 2026.